Amazon dall’e-commerce ai grandi magazzini

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A sei anni dall’apertura del primo negozio fisico, una libreria a Seattle, nel Nord-Ovest degli Stati Uniti, Amazon secondo le indiscrezioni (non smentite) del Wall Street Journal aprirà due grandi magazzini.

Le gigantesche dimensioni di Amazon oramai spingono da anni l’azienda di Jeff Bezos ad entrare in ogni genere di attività e in qualunque modalità dandone il senso dell’ubiquità, non solo sul pianeta Terra. Infatti oltre ai progetti lunari Amazon è un attore importante nel mercato dello spazio con i suoi razzi e le sue antenne paraboliche posizionate strategicamente in luoghi chiave tutte gestite attraverso un software di proprietà. Jeff Bezos è volato al di là dell’atmosfera terrestre a bordo di un vettore costruito dalla Blue Origin, una sua azienda. Una corsa allo spazio dei miliardari privati sulla quale ci sarebbe molto da dire in un momento storico dove disuguaglianze, privacy ed emergenza ambientale sono esplose.

Amazon è un’azienda, bisognerebbe definirla diversamente, con ricavi nel 2020 di 386 miliardi di dollari, in crescita del 38% sull’anno precedente grazie anche alla pandemia 2019, di cui 216 miliardi dalle vendite di prodotti e 170 miliardi dai servizi. I negozi on line sono oramai solo il 50% o poco più degli affari della multinazionale. I negozi fisici fatturano già 16 miliardi di dollari, l’8% in più dell’anno precedente. I dipendenti sono oltre 1,2 milioni, di cui più di 800 mila negli Stati Uniti.

I grandi magazzini secondo il WSJ si rifaranno alle catene alcune vecchie realtà del commercio tra le mura come Bloomingdale’s. Le dimensioni dovrebbero essere limitate ad un terzo di quelli tradizionali ed aggirarsi intorno ai tremila metri quadri, ma più grandi per esempio dei suoi minimarket Go o quelli specializzati in libri e gadget da cucina. In questi grandi magazzini di fatto si venderà di tutto dall’abbigliamento all’elettronica agli articoli per la casa, sia con marchio Amazon (su cui puntano molto) che con marchi indipendenti. I primi grani magazzini saranno aperti in Ohio e California.

Amazon con la crescita repentina dell’e-commerce ha contribuito in questi anni alla chiusura di molti negozi e catene di grandi magazzini e ora prova, avvantaggiandosi di prezzi più bassi dovuti anche alla pandemia, a programmare un’espansione nello shopping tra vetrine reali, scaffali e impiegati che seguono i clienti. C’è qualcuno che si chiede se sarà in grado di gestire grandi catene sul territorio.

La decisione di Amazon sembra anche contradditoria rispetto alle tante chiusure di centri commerciali (oltre mille) che sono avvenute negli Stati Uniti e accelerate dalla pandemia. Forse gli strateghi del marketing di Jeff Bezos pensano che le limitazioni che hanno costretto milioni di persone stanno generando un ritorno al vecchio andare a fare shopping con le relazioni umane annesse in tutti i momenti, dalla decisione di approcciare i negozi allo scambio di battute con il commesso? Forse i grandi magazzini Amazon dovranno sostituire la funzione di socializzazione che in molte parti della provincia americana avevano i centri commerciali chiusi in questi ultimi anni?

Pasquale Esposito

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