Amazzonia: nuove prove contro Bolsonaro

Brasile Amazzonia indigeni
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In Brasile nel mentre la campagna elettorale per le presidenziali di ottobre è entrata nel vivo con la candidatura di Lula, sul presidente uscente Bolsonaro arrivano altre accuse sulla sua politica per l’Amazzonia. Qualche giorno fa la Ong austriaca ha depositato presso la Corte penale internazionale (CPI) dell’Aia nuove prove sulla denuncia – presentata ad ottobre 2021, altre denunce c’erano stato nel 2019 – di crimini contro l’umanità per la distruzione dell’Amazzonia. Una distruzione legata alla deforestazione e all’aumento dello sfruttamento minerario delle terre amazzoniche e che – sostiene la nuova denuncia – sono continuate anche dopo ottobre 2021. In una lettera aperta al procuratore capo della CPI, Karim A.A. Khan si ricorda che la devastazione dell’Amazzonia arreca danni alle popolazioni indigene e all’umanità intera. Non solo ma si chiede di aprire l’inchiesta in tempi brevi pur comprendendo le difficoltà del momento per il dossier Ucraina. La distruzione di un tale ecosistema non meno urgente.

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