America Latina. Prove tecniche di integrazione

Argentina Buenos Aires
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Il processo è avviato e sembra essere ormai arrivato a un punto dal quale è difficile tornare indietro. L’integrazione economica, ma anche sociale e politica tra i paesi dell’America Latina è una realtà sempre più concreta ed è in una splendida fase di avanzamento. Se non interverranno fattori “esogeni”, si concretizzerà in una serie di accordi destinati non solo a risollevare l’economia di paesi e popoli per secoli depauperati dall’opprimente giogo, principalmente nordamericano – ma anche europeo e asiatico – ma a porre l’intero continente come irrinunciabile nuovo interlocutore in tema di sviluppo sostenibile.

Di segnali ne arrivano da diverso tempo, tutto comunque è coinciso, non casualmente, con la vittoria elettorale di alleanze e partiti politici dalle varie anime della sinistra e progressisti nei diversi paesi che formano lo scacchiere del grande triangolo.
A partire dal “lontano” 2002, con l’elezione di Luiz Inácio Lula da Silva a trentanovesimo presidente del Brasile, è stato tracciato dunque un itinerario ideale che ha unito via via gran parte dei paesi del Latino America, dando loro una connotazione di forte critica sociale, economica e politica al modello di sviluppo liberista imposto dai mercati, dai paesi e dalle lobby predominanti. Sono quindi via via seguiti la svolta Bolivarista di Chavez in Venezuela, l’elezione del peronista di sinistra Néstor Carlos Kirchner in Argentina (2003), subito dopo seguito dalla consorte Cristina Fernández (2007), di Evo Morales, il presidente indio, in Bolivia (2005), di Rafael Correa in Ecuador.
Fino ad arrivare al successo dell’ex vescovo Fernando Armindo Lugo Méndez in Paraguay.

Mancano ancora all’appello paesi importanti e dall’economia frenetica, come il Messico, ma vi sono anche lì grandi segnali, spinte e movimenti politici interessanti. Prova ne è l’esito del referendum consultivo indetto dai partiti progressisti contro l’annunciato piano di privatizzazione del petrolio da parte del governo di Felipe Calderón e dove l’87% dei votanti ha detto di NO all’ingresso dei capitali privati nella compagnia petrolifera statale Pemex [1]

Nell’ambito del quadro di accordi, il 4 agosto si sono riuniti a Buenos Aires i presidenti di Argentina e Brasile. L’occasione è stato l’incontro dei principali imprenditori brasiliani in Argentina che dal 2002 in avanti, hanno investito circa otto miliardi di dollari.
Gli accordi economici e strategici tra i due paesi dunque proseguono a ritmo serrato. L’unico punto di disaccordo sembra essere l’utilizzo dei cosiddetti agro combustibili, strada intrapresa da tempo dal Brasile e su cui invece l’Argentina mantiene riserve. [2]

Al termine dell’incontro tra la signora Fernandez e Lula è arrivato a Buenos Aires anche il Presidente venezuelano Chavez che, prima di raggiungere il meeting, aveva dichiarato «rafforzare l’asse del Sud, formato da Brasile, Argentina e Venezuela, tre paesi che si completano fra loro in modo straordinario e meraviglioso per affrontare insieme le grandi sfide del futuro». Un’occasione per dimostrare – ha detto Chávez – «che il modello neoliberista ha fallito, provocando una crisi alimentare, finanziaria, ecologia e morale di proporzioni planetarie». [3]

I tre presidenti hanno partecipato insieme alla inaugurazione di un programma di costruzione di case popolari voluto dalle Madri di Plaza de Mayo. Il giorno successivo infine Cristina Fernández e Hugo Chávez si sono trasferiti in Bolivia per appoggiare il presidente Evo Morales nel referendum revocatorio del prossimo 10 agosto. [4]
Dunque ci sono ben più che semplici premesse perché il continente latino-americano, perseguendo un nuovo modello di sviluppo, imbocchi la strada per divenire una grande potenza in grado innanzitutto di ridistribuire finalmente ai suoi tanti milioni di abitanti, quella ricchezza nei secoli sempre defraudata da altri. Si avvererà in questo modo il grande sogno di Simon Bolivar.
Cristiano Roccheggiani

[1] www.ANSA.it del 28 luglio 08
[2] www.gennarocarotenuto.it,  www.giannimina-latinoamerica.it del 4 agosto 08
[3] Geraldina Colotti, “A Buenos aires, incontro a tre per l’asse del Sud”, www.ilmanifesto.it , 05 agosto 08, pag. 10
[4] Gennaro Cartotenuto , www.giannimina-latinoamerica.it

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