Amministrazione e committenza pubblica al femminile

Un quadro di Diletta Antonucci
history 6 minuti di lettura

C’è ancora resistenza nei confronti delle donne nelle Amministrazioni pubbliche? Se è così dovremmo allora spingere per un più deciso ribaltamento della presenza femminile pubblica. E ovunque. Perché sarà un vantaggio di novità per tutti. Non solo per le Donne.
Amministrazione della cosa pubblica si legge oggi Governance (l’uso l’inglese indica proprio la novità). Dove le Donne possono riservare sorprese favolose.
Quindi, per quanto a me caro, novità anche nei settori chiave dell’Architettura e dell’Urbanistica pubbliche, arricchendo questi ambiti che rappresentano il tutto. Ancora burocratizzati al loro interno chiuso, con malversazioni occulte. Per renderli, invece. fucine aperte di novità, di libertà, di chiarezza. Con riflessi, quindi, anche nei paralleli settori dell’Architettura e dell’Urbanistica private. Quelle assolutamente liberistiche, più che libere.

Il processo burocratico è ancora il figlio malvagio di un contorsionismo pubblico, pervicace arroccamento di potere antico, poi scaduto nelle maglie della immoralità. La nuova garanzia di nuovo e trasparente verrà dal nuovo mondo femminile?
Immagino la burocrazia ancora tipicamente maschile. Vestita in abito grigio, giacca e cravatta, come una specie di divisa della uniformità malversa. La fantasia la consideriamo più frivola, e per questo quasi riservata alle Donne, che, nel frattempo, si sono arricchite proprio di una più libera e nuova fantasia, lasciando agli Uomini i labirinti ortogonali di una razionalità senza più sbocchi, ovvero di una lunga e lontana fantasia ordinaria.
Le Donne sono ora in una migliore condizione di genuinità assoluta, ormai matura per un diverso modo di colorare il mondo. In particolare contro la sua globalizzazione (maschile?). Le Donne passeranno attraverso una nuova globalizzazione etica al femminile. Quindi dentro una nuova era, che è proprio conseguenza diretta della loro diversa e fresca effervescenza mentale di genere. Contro la rigidità delle prassi usuali, strumenti del male. La Donna porterà queste sorprese attraverso una propria e più naturale sensibilità istintiva, temperata, al tempo stesso, da una maggiore e contrapposta praticità semplificativa. Le Donne sanno meglio coniugare praticità e fantasia. È l’apparente assurdo femminile.
Con maggiore lucidità essenziale, quindi, rispetto alle questioni della città, del territorio, quindi del mondo, declinati non solo in termini di ambiente e di sostenibilità. Con altre promesse di riempimento del nuovo e diverso spazio globale contemporaneo. Nuove luci contro il male di ieri, che sembra ormai arrivato al massimo.

Individuare nuovi indirizzi per gli Spazi pubblici aperti, medio-grandi, insieme agli oggetti architettonici che rappresentano i pieni nei nuovi contesti. E così generalizzando alla città, considerato il vero spazio aperto globale, soprattutto oggi che la città si mondializza.
Si realizza questo attraverso gradi successivi degli Strumenti Urbanistici generali (Piani strutturali e successivi Piani programmatici), ovvero attraverso i Piani/Programmi urbanistici integrati (di vario tipo, scala e settore). Gli stessi Oggetti architettonici interferiscono sempre più con gli Spazi aperti e, quindi, con la città totale. Urbanistica ed Architettura si incontrano.
Eppure i Pianificatori/Progettisti sono spesso lasciati soli nella definizione delle loro linee/guida e scelte di Piano/Progetto, a monte e a valle. Molto generici sono gli indirizzi pubblici a monte e durante. I processi di co-pianificazione/partecipazione sono solo formali, burocratizzati.
Non esiste una Committenza pubblica sensibile. Quella che, media, in alto, con l’Amministrazione pubblica, in mezzo con i Pianificatori/Progettisti e i Soggetti della co-pianificazione istituzionale. In basso, con i Gruppi di cultura urbana e, quindi, con la cittadinanza. Guardando sempre all’insieme delle questioni della multi-scena urbana-territoriale, per finire al parametro di un’estetica spaziale (poco considerata). Contro l’inquinamento urbanistico-architettonico delle città brutte, del territorio degradato, eppure nell’Italia della bellezza.

Le Donne sono molto più sensibili al bello. Partono dall’amore della loro naturale propensione nel vivere la casa, per estenderla, poi, ai temi, ancora irrisolti, di una offerta residenziale generalizzata integrata, adeguatamente differenziata rispetto alla moltiplicazione dei Nuclei di abitazione. Quindi riguardo all’articolazione degli edifici, non più semplificati alla socialità dei pianerottoli-scale. Fino alla organizzazione degli stessi Edifici alla grande scala della città complessiva e complessa. Con particolare attenzione ai Nodi nevralgici dei Servizi alla persona ed alle famiglie, oggi sempre meno tradizionali.

È proprio la città che ha il compito di contenere le vicende umane e mediare le loro continue complicazioni, anche in modo socialmente e psicologicamente risolutivo. È poi il successivo sistema a rete delle città, anche alla scala territoriale infinita, attraverso le nuove cellule globali.
Non sono questioni estranee quelle della violenza e della sicurezza nelle città, che ultimamente rimescolano ogni situazione già complicata. Al contrario i nuovi concetti di una nuova estetica urbana concorrono ad una maggiore sicurezza e minore violenza.
Le città difficili sono state il cruccio della Società moderna. Possono essere rese più fluide, ora che la Società moderna trasla sempre più velocemente nella nuova società contemporanea, anche se nuota ancora nel proprio dubbio globale.
Tutto questo rientra, ovviamente, in una più impegnativa e diversa amministrazione della città e del suo territorio di riferimento. Che non è solo amministrazione e gestione ordinaria della città del presente. Occorre anche prefigurare. In termini di nuovi assetti delle città difficili. Pur anche in continuità dell’identità culturale pregressa.
Non basta affidare alla fantasia tecnica, solo esterna, i nuovi scenari urbani-territoriali, che restano da sempre nel nostro inconscio. Spesso i grandi gesti iconici degli Architetti Archistars, saltano, invece, questa dimensione mineralizzata, andando troppo lontano e spesso lasciando dietro di loro evanescenti ruderi anzitempo.
Occorre affiancare alla buona amministrazione una buona Committenza pubblica, intesa non solo come capacità di prefigurazione saltuaria, ma anche come azione congruente costante. I Pianificatori/Progettisti dovranno entrare nello spirito profondo di una pubblica Amministrazione perfettamente in grado di tracciare gli scenari futuri in ragione di analisi pregresse, trasferendo le aspirazioni collettive. In una parola immaginare da parte di tutti i soggetti coinvolti il futuro continuo. Nuovo e, al tempo stesso, rigenerante. Trasferire la potenza prefigurativa in ogni atto, anche ordinario, della pubblica Amministrazione.
Le Amministrazioni pubbliche non hanno mai svolto abbastanza questa funzione complessa. Le Committenze pubbliche sono quasi sempre rimaste nel freddo ambito amministrativo/burocratico a spot, aspettando che i Messia/Architetti esterni portassero loro stessi le novità.
È risultato raro l’esempio maturato negli anni settanta dall’Arch. Massimo Carmassi in una struttura comunale, fondando un Ufficio-progetti interno di alta qualità pubblica, che, poi, forse deluso dalla prassi pubblica, ha dovuto abbandonare e trasferire nella sua professione libera. La burocrazia in generale continua a mortificare con furbizia la fantasia interna pubblica. È il luogo preferito della essenzialità razionale burocratica (lasciando intatta l’equazione eccesso di burocrazia = Strumento di malversazione).
La maggiore coerenza e emotività femminile appare molto più congeniale nei confronti di una nuova Committenza pubblica sensibile. (Nuovo idealismo femminile? Scevro).
La mia lunga esperienza professionale mi ha spesso aperto a numerosi rapporti con giovani tirocinanti, uomini e donne (sempre interessanti). Senza fare distinguo sulle capacità individuali, devo riconoscere una maggiore praticità usuale alla parte maschile, intervallata da una maggiore facilità alla distrazione temporanea. Osservavo, invece, nelle donne una maggiore concentrazione/costanza e particolare creatività sensibile. Praticità fantasiosa al tempo stesso. Un concetto speciale, appartenente alle Donne. Per gli uomini un apprendimento scontato, per le Donne una tendenza continua alla conquista.
Ho poi molto ammirato la prof.ssa Angela Barbanente di Bari (Urbanistica), che in una certa fase della sua vita si è dedicata alla Amministrazione pubblica nel ruolo di Assessora all’Urbanistica, Assetto e qualità del territorio della Regione Puglia.
Le sue iniziative hanno prodotto leggi e Piani territoriali regionali di altissima qualità, consentendo, poi, alla Regione Puglia di affermarsi come uno dei territori più avanzati nel settore. Una Donna esile, fragile, con una grande determinazione. Tipicamente femminile. Fragilità forte.
Spesso gli Uomini manifestano una forza solida, massiva, che fonda le sue basi su una cultura rassicurante perché più lunga. La Donna, delicata, espone, invece, una power più sottile, ma più dinamica, quindi più incisiva. Un nuovo ancora da decifrare del tutto.
Si dice che il futuro è dei giovani. È vero. Aggiungo che il futuro è giovane e al femminile.
Eustacchio Franco Antonucci

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