Morgan. Amori e musica in movimento

DA A AD A Morgan
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Da A…Ad A è una citazione della teoria che spiegherebbe il fenomeno dei buchi neri e il disco per l’autore è una specie di buco nero, specchio della sua <<caotica, estrema, a tratti anche un po’ tragica>> vita negli ultimi anni. C’è dell’altro da annotare nell’intervista concessa a Bertoncelli da Marco Castoldi in arte Morgan. DA A AD A MorganPer primo il suo disco e i suoi brani non sono definitivi: tracce provvisorie, indizi nascosti, immagini in movimento che potranno subire arrangiamenti futuri. Altra considerazione è quella per cui le sonorità di questo disco rappresentano il suo modello di pop fatto di vicinanze all’opera classica <<con molti riferimenti alla produzione orchestrale>> e la coesistenza, anche attraverso repentini cambi di direzione, di generi diversi come accade in Contro me stesso [1]. Mi è sembrata invece una scivolata “modaiola” o eccessivamente intellettualistica la scoperta del genere “canzone documentario” a proposito del brano, scritto per la figlia, Animali familiari .
Un elogio all’imperfezione di Da A…Ad A è la chiusura sintetica della recensione di Vignola pre cui i brani in qualche maniera aspettano di esplodere, ma comunque contengono <<arrangiamenti orchestrali di tutto rispetto per accompagnare testi variegati e variopinti: dalla rivisitazione contemporanea del bestiario medioevale di Animali familiari…al crepuscolo di Demoni nella notte, fino al dramma sentimentale e quasi onirico de Una storia d’amore e vanità>> [2].
Il massimo dei voti glielo assegna Brighenti che lo considera diabolico per l’ennesimo e riuscito cambio di registro nella  carriera di Morgan dai Bluevertigo in poi. <<Un album intero di sinfonie in forma di canzone (da Bach a Wagner, ma in Contro me stesso offre un inno vertiginoso alla creatività oltre ogni frontiera di genere), divertissement raffinati (sull’aria foxtrot di U-blue fa cantare perfino la figlia Anna-Lou), intrighi orchestrali…e perle di romanticismo rétro alla Paoli-Bindi-Tenco>> [3].
Stefanel parla di un capolavoro mancato. Poteva essere l’album pop del decennio in Italia. Sono sei i brani che avrebbero potuto renderlo tale:<<“Amore assurdo“, “DaA ad A“, “Demoni nella notte“, “Una storia d’amore e di vanità“, “La verità“, “Contro me stesso“. Ma poi ci sono quei tre, “Animali familiari“, “U-Blue“, “La cosa“, che sono delle autentiche boiate bamboleggianti autocompiaciute.>>. Un disco zeppo di citazioni spunti intromissioni e commistioni di generi che diventano un’espressione artistica assolutamente originale e autenticamente sua. Di intimamente suo è anche la scelta di <<mettere in scena teatralmente la propria vita, la propria penosa storia d’amore senza lieto fine con Asia Argento>> [4].
Di un disco pregno di amore parla Valtorta. Un amore per la musica e per l’arte <<tradotte nella maniera più estrema e visionaria possibile>>, ma anche di amore per Asia e per sua figlia in un disco che di sofisticate citazioni di Endrigo Battiato Battisti Bowie Eno e i Beatles in U Blue. [5]
Bertoncelli nell’introduzione alla sua intervista definisce il disco <<felicemente contraddittorio che pare assopirsi e appesantirsi verso la fine ma ha un guizzo splendido nell’ultima Contro me stesso>>, canzoni che non hanno nulla di banale e che necessitano <<anche sotto la doccia>> di un cervello sempre acceso [6].
Non vi curate di noi e ascoltate!

Ciro Ardiglione

genere: pop
Morgan
DA A AD A
etichetta: SonyBMG

data di uscita: 29 giugno 2007
brani: 11
durata: 60:56
cd: singolo

[1] Intervista a Morgan – Linus luglio 2007 – pagg. 107-109
[2] John Vignola – Il Mucchio Selvaggio luglio 2007 – pag. 42
[3] Flavio Brighenti – XL luglio 2007 – pag. 212
[4] Renzo Stefanel – www.rock.it
[5] Luca Valtorta – Il Venerdì 13 07 2007 – pag. P-63RGS.89
[6] Riccardo Bertoncelli – Linus luglio 2007 – pag. 104

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