Ana Blandiana sussurra alla poesia

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Mi torna un personale ricordo di Ana Blandiana, della sua voce soave oltre che della elegante presenza e gentilezza. Era il 2005, alla 51ma Biennale di Venezia in occasione de “La notte dei Poeti” della quale facemmo parte all’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia su invito di Marco Nereo Rotelli.
La voce di Ana Blandiana, la più grande poetessa romena, è canto soave che sussurra alla poesia – nel silenzio quasi cosmico, religioso.

Ana Blandiana in realtà è lo pseudonimo di Otilia Valeria Coman. Nasce nel 1942 a Timisoara è nota anche per essere stata una paladina dei diritti civili e dell’uomo avendo avversato il regime di Ceausescu che arriverà a censurare i suoi lavori fino alla cancellazione del nome dai libri. Nasce nel 1942 con lo pseudonimo di Otilia Valeria Coman, figlia di un in-segnante di nome Gheorghe Coman che divenne prete ortodosso imprigionato con l’accusa di “ complotto contro lo Stato” e liberato dopo la dichiarazione di indipendenza da Mosca nel 1964. Tra i fondatori dell’Alleanza Civica” – movimento di opinione ma anche partito politico e autrice del progetto per il ”Memoriale della resistenza e delle vittime del Comunismo”.

Ne “Il Confine” la Blandiana è silenzio, “urlo” quasi pianto, come tanta della sua poetica. Ed è evento.

Ana Blandiana poesiaCerco il principio del male
come da bambina cercavo i margini della pioggia
Con tutte le forze correvo per trovare
il luogo dove
sedermi a terra e contemplare
da una parte pioggia , da una parte niente pioggia
***
Viviamo dentro una ferita/ senza sapere
di chi sia il corpo ferito/ né perché
La so-la certezza e il dolore
che ci circonda 
il dolore 
che la nostra presenza
infetta/ mentre cerca di sanarlo 
***
Invano ora cerco gli occhi degli alberi
Forse poi li vedo
perché albero non sono più
o forse sono scivolati lungo le radici
nella terra
o forse
chissà
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre

da “Un tempo gli alberi avevano occhi
a cura di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni
ed .Donzelli 2004

Nichita Stănescu, poeta e intellettuale romeno morto prematuramente nel 1983, molto vicino al sentire della stessa Brandiana, di un sentore anche politico, le dedicherebbe certamente la sua lirica

Avrei voluto conservarti tra le mie braccia
così come tengo il corpo dell’infanzia
nel passato
con le sue morti irripetibili.
E avrei voluto abbracciarti con le costole.

da “Una visione dei sentimenti“, 1964, in “Nichita Stănescu, La guerra delle parole, Le Lettere, Firenze, 1999. Traduzione di Fulvio Del Fabbro e Alessia Ton

Ana Blandiana ci porta a rivedere, con il suo sentire e i suoi versi, la vita nel suo complesso, la morte, il silenzio nella drammaticità del suo e nostro periodo storico.
Mite soffermarsi e fuga dal passato.
.
Maria Grazia Galatà

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