Anche l’Italia ha la sua lingua dei segni

LIS persone sorde
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Il 19 maggio il nostro paese ha compiuto un importante passo in avanti nel percorso di rimozione delle barriere della comunicazione e nel riconoscimento dei diritti di una comunità, quella delle persone sorde, convertendo in legge il Decreto Sostegni che all’articolo 34-ter prevede “Misure per il riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana e l’inclusione delle persone con disabilità uditiva“. Il 25 maggio è ricorso il 10 anniversario del movimento nazionale LIS Subito! nato da un gruppo di persone sorde ed udenti per sollecitare il riconoscimento legislativo sulla Lingua dei Segni. Dieci anni di lotte, iniziative e sacrifici. Ne abbiamo parlato con Vanessa Migliosi, presidente del Movimento

Anche se nel 2009 il Governo italiano aveva ratificato la “Convenzione dell’Onu sui diritti delle persone con disabilità” mancava ancora un riconoscimento ufficiale per la LIS, lingua dei segni italiana. Ci racconta quali sono stati i passi compiuti dalla comunità sorda segnante e dalle organizzazioni ad essa legate per arrivare a questo importante traguardo?

Il Movimento LIS Subito! è stato fondato nel mese di maggio del 2011 in occasione di una grande manifestazione nazionale di protesta in Piazza Santi Apostoli. Tutto è nato poiché si era deciso di sostituire il termine LIS, Lingua dei Segni Italiana, con l’acronimo LMG (che indica il “linguaggio mimico-gestuale”) e le persone sorde ed udenti si sono sentite offese profondamente nella propria dignità e hanno stabilito di opporsi in modo deciso, ribellandosi al fatto che la loro lingua fosse etichettata in maniera errata. Il Movimento LIS subito! ha sempre collaborato con tutte le associazioni scese sul campo per ottenere questo riconoscimento, sono stati fatti numerosi incontri con i politici di turno che si occupavano di questa questione, abbiamo partecipato a numerose audizioni nel Parlamento, scritto molti articoli divulgativi, organizzato iniziative di sensibilizzazione e diffusione della LIS, svolto numerose riunioni di rete con varie associazioni in via Nomentana dove esistono diverse realtà che si occupano di sordità. Insomma tanti eventi, pubblici e privati, che hanno contribuito a stimolare le coscienze civiche in questa direzione.

LIS
foto Katiuscia Andò

L’emergenza coronavirus, tra le altre cose, ha messo a dura prova la socialità e la comunicazione tra le persone. L’uso di mascherine protettive ha evidentemente creato discriminazioni con chi comunica soprattutto attraverso la mimica facciale e il labiale. Quali interventi sono stati presi per far sì che le persone sorde potessero dotarsi di dispositivi idonei a tutelarsi senza creare loro problemi comunicativi?

L’emergenza Covid-19 ha avuto un impatto devastante nelle persone sorde, nella vita quotidiana di tutti giorni, dall’andare al supermercato alla farmacia e al medico: si era creata una barriera insormontabile da un giorno all’altro e un impatto notevole c’è stato anche nel mondo lavorativo. I sordi sono stati fortemente penalizzati anche nei collegamenti da remoto in quanto vedere le facce delle persone attraverso la webcam è profondamente diverso che dal vivo. Essendo un’insegnante sorda di matematica e scienze alla scuola media pubblica, frequentata da alunni udenti, la didattica a distanza mi ha penalizzato ulteriormente e così, al rientro in presenza a scuola, ho dovuto fare acquistare le mascherine trasparenti per poter riprendere a lavorare serenamente.
Si è lavorato principalmente su due fronti: 1) dal punto di vista legislativo, con una deroga che permettesse a tutte le persone che comunicano con le persone sorde di poter abbassare temporaneamente la mascherina mettendosi a una adeguata distanza dalla persona sorda – con le relative circolari fatte diffondere ampliamente presso le forze dell’ordine; 2) con l’acquisto delle mascherine trasparenti validate da ISS da parte della Pubblica Amministrazione, in modo che potessero essere distribuite laddove ce ne fosse stato e ce ne sia bisogno, tenendo presente che la loro distribuzione è iniziata soltanto nel mese di maggio scorso.
Una nota positiva in questa pandemia è stato l’aumento dei servizi di interpretariato, specialmente durante i bollettini informativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Movimento LIS Subito! nasce con lo scopo di veder riconosciuta la lingua dei segni italiana. Adesso che l’obbiettivo primario è raggiunto, quali sono le sfide che intendete intraprendere?

Questo riconoscimento è soltanto un punto di partenza. Occorre lavorare sodo per fare applicare questa legge (art. 34 ter del 19 maggio) in tutti gli ambiti della società. Tecnicamente parlando, entro 90 giorni deve essere fatto un decreto da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministro della Disabilità, insieme al MIUR, per regolamentare la formazione e la professionalità degli interpreti LIS. La loro formazione deve essere portata a livello universitario per garantire una adeguata professionalità per poter dare servizi eccellenti alle persone sorde. Questi servizi devono essere sempre monitorati dalle associazioni dei sordi. Inoltre, sempre nell’art. 34 ter, è prevista la promozione di servizi sperimentali per la diffusione dei servizi di interpretariato LIS e di sottotitolazione, e la promozione delle campagne di comunicazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Biologa, socialmente determinata e impegnata nel volontariato. Dalle importanti cariche ricoperte nelle organizzazioni dello sport praticato da persone sorde a quella di Presidente del Movimento LIS Subito! Ci racconta chi è Vanessa Migliosi?

Sono una persona tenace che non si è mai arresa nella vita e non ha mai considerato la sordità come un handicap “di comodo”, prendendo decisioni “controcorrente” quali quella di frequentare il liceo scientifico quando vivevo a Trento, una scuola considerata all’epoca off limits per i sordi. Ho proseguito gli studi all’università di Parma dove mi sono laureata in biologia, e ho continuato la mia formazione per diventare insegnante, dopo aver fatto per 10 anni ricerche sulla genetica medica e vincendo varie borse di studio in Finlandia, in Giappone e poi a Madrid. Lì ho lavorato sulle sordità genetiche e ho scoperto la “terza mutazione”, causa di sordità più frequente nella popolazione spagnola.
Ho sempre respirato l’aria del mondo associativo fin da quando ero piccola, grazie anche ai miei genitori, ecco perché sono stata anche consigliere del direttivo della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia) e del direttivo dell’ICSD (International Commitee of Sports for the Deaf), l’equivalente del CIO dei sordi.
Molto stimolante è stata anche la collaborazione nella scrittura del quinto capitolo del libro “Lingua dei segni, diritti, società”, insieme alle due principali autrici Benedetta Marziale e Virginia Volterra, ed. Carocci, pubblicato nel 2016, dove ho avuto modo di raccontare le mie esperienze nelle associazioni anche a livello europeo, e dove ho cercato di sottolineare quanto sia importante il diritto dei sordi all’autodeterminazione, in quanto purtroppo, svariati gruppi di udenti hanno sempre cercato di ostacolare questo riconoscimento.

Federica Crociani

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