Andrea Camilleri. Per sempre.

history 2 minuti di lettura

Il Maestro Camilleri ci ha lasciati. È stato un piacere incommensurabile e unico aver avuto l’onore di esserne contemporanei. Coevi, non solo di un grande intellettuale, ma anche di un uomo la cui rotondità culturale ha avvolto completamente il susseguirsi di generazioni, riempiendo e scavando scaffali di piccoli monumenti di carta.

Restano innanzitutto i suoi romanzi, i racconti, le poesie; e i suoi personaggi. Illuminatamente “barocchi” e fastosi, come sospesi in una Sicilia, in un Sud, in un’Italia senza tempo. Un territorio immaginato ma reale, presente nei dettagli di quelle parole ordinatamente scandite e roche del suo discorrere. Immanenti di una scrittura “del tutto”: ironica, corposa, lineare, dai contenuti “alti” e ricercatissimi. Come il Commissario Montalbano, istituzionale, ma mai troppo presente nel vivere le “convenzioni”, giusto ma non giustizialista, come un novello Orlando, Paladino di spada e di cuore. L’umanità narrata nella fantasia è forse il tratto unico della sua sterminata produzione di pagine memorabili. Espresso nel linguaggio accuratamente sospeso tra il dialetto, un po’ “storico” e un po’ inventato, e l’ufficiale, eppure sempre forbito e aulico. Al tempo stesso incisivo, cesellatore ostinato, indomito dell’opera dello scrivere, del raccontare.

Propagatore di colori e sensibilità, ma anche di energie positive e conoscenze, fece scoprire Beckett, portandone in Italia la complessità del teatro; ma allo stesso tempo contribuì alla diffusione e alla popolarità di grandi autori come il “suo” Pirandello, poi Eliot, Majakovskij e tanti altri. Assurgendo così all’Olimpo dei più grandi, come uomo poliedrico: autore, interprete, regista, soprattutto divulgatore della storia della cultura del nostro Paese. Cultura che mise al servizio della “massa” disomogenea, assumendo negli anni anche diversi incarichi in RAI, dove è stato senz’altro uno dei più autorevoli e impegnati dirigenti, appartenuto al periodo d’oro di quella tivù non “di servizio”, bensì “al servizio” pubblico di spettatori ancora evidentemente lontani dalle oscenità quotidiane che scorrono oggi incontrollate.

Rimarrà però per sempre il Camilleri saggio e “Padre” assennato, lucido e profondo conoscitore degli animi e delle storie: quelle che scorrono dentro e fuori le nostre vite, soprattutto in questo scorcio di anni difficili. La sua statura ci ha protetto come l’ombra refrigerante di una grande quercia, dove rifugiarsi per chiedere quell’asilo politico e morale che a tutti ha concesso col sorriso ma anche con la fermezza della verità. Voce tonante fuori dal coro di quella ovvietà, imposta e assecondata dalle nostre ignoranze, ha saputo e voluto opporsi alla deriva al tempo stesso sociale ed etica della nostra società. Ne ha elencato quindi nefandezze e infamie, smascherato gli inganni, esponendosi spesso alla gogna indecorosa dell’allegra ma ignobile compagnia da postribolo con cui oggi ci troviamo a convivere.
Caro Andrea, altroché se ci mancherai! Ci mancherà il tuo essere popolare attraverso lo scandire di ogni singola parola che hai voluto regalarci. Restiamo orfani inconsolabili di un capo politico, nel senso più alto del termine. Il tuo popolo ti saluta e ti ringrazierà per sempre per quella Rivoluzione felice che hai voluto donargli.

Cristiano Roccheggiani

canale telegram Segui il canale TELEGRAM

-----------------------------

Newsletter Iscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article