Andrea Satta, Emergency e le favole. Chi l’ha detto che in periferia non succede mai niente di bello?

Spinaceto periferia romana
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Siamo nella periferia di Roma  nella Biblioteca Pasolini di Spinaceto e ci sono tanti bambini delle elementari, c’è Emergency. Spinaceto?  Lo sa che poi non è male? Ve lo ricordate Nanni Moretti con la Vespa? Ecco cancellatelo, Nanni lo facciamo scendere dalla Vespa perché stiamo aspettando un ciclista: Andrea Satta.


Gli alunni a lezione di diritti nella Biblioteca Pasolini. Foto Claudio Testa

Nell’attesa Paola, del Gruppo Scuola di Emergency, intrattiene i piccoli ospiti proiettando le slides di una  presentazione ad hoc, i bambini interagiscono, domandano rispondono commentano.
Si parla di diritti, di pace, di guerra e di aquiloni che volano sopra prati infestati da piccoli ordigni che fanno male ai bambini: le mine antiuomo.
Spiega ai piccoli della seconda, quarta e quinta elementare cos’è e cosa fa Emergency,  un’associazione italiana indipendente e neutrale, nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. In venti anni ha curato oltre cinque milioni e mezzo di persone in 16 paesi, attualmente presente anche in Italia per dare assistenza socio-sanitaria ai più deboli nonostante la salute sia un diritto sancito dall’art. 32 della Costituzione.


Andrea Satta all’arrivo. Foto Claudio Testa
Eccolo Andrea,  arriva in sella alla sua bici da corsa, entriamo in Biblioteca si presenta ai piccoli ospiti e inizia a raccontare il giro del mondo che ha appena fatto in bicicletta  da Torpignattara a Spinaceto passando per il Torrino su strade romane dai nomi di luoghi lontani.
Andrea è cantante del gruppo Têtes de Bois, scrittore ma prima di tutto medico pediatra.
Il suo ambulatorio si trova a  Valmontone  estrema periferia metropolitana romana,  abitata da cittadini di ogni parte del mondo e italiani. Nell’ambulatorio di Andrea si parlano tante lingue, ma ci si capisce molto bene, nessuno si sente extraneus, straniero. I piccoli pazienti provengono da trentacinque paesi, un giorno la mamma del piccolo Mohamed dice  “Andrea,  vivo in Italia da otto anni, riesco a parlare poco con le altre mamme, qualche parola all’uscita di scuola, qualche altra qui, nella tua sala d’aspetto”.
Parole che fermentano nell’animo di Andrea fino al punto di rendere l’ambulatorio un luogo di aggregazione sociale e scambio interculturale, una volta al mese ci si incontra, si fa festa, le mamme portano cibi tradizionali dei loro paesi e Andrea offre anche quelle cose che ai bambini vengono spesso negate dal pediatra: patatine, cipster, pop-corn e bevande gasate, ma si sta insieme e si ascoltano le favole.
Le mamme raccontano le fiabe della loro infanzia, Andrea le raccoglie in un libro dal titolo Ci sarà una volta.
Favole di mamme in ambulatorio per le quali sono stati coinvolti anche  Dario Vergassola, Moni Ovadia e Staino che le ha illustrate, completandole, con i suoi bellissimi disegni.
I diritti del libro vanno al Centro Pediatrico di Emergency per i bambini del campo profughi Mayo in Sudan.

Claudio Testa

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