Angèle et Tony. Una storia d’amore raccontata tramite gli sguardi dei protagonisti

angele et tony alix delaporte
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Angèle et Tony è un film bello, intenso, autentico. È il racconto di una vicenda umana sofferta, di un distacco doloroso, di una storia d’amore tenera, delicata. Una storia d’amore che viene raccontata attraverso gli sguardi dei protagonisti, i piccoli gesti, le fughe improvvise.

I dialoghi sono rarefatti, le parole sono ridotte all’essenziale: “Io voglio stare con te”, dirà semplicemente Tony ad Angèle. I silenzi di Tony, pescatore rude abituato alla solitudine del mare, al perimetro delimitato del suo peschereccio, e quelli di Angèle, ragazza madre con un passato da nascondere ed un figlio di nove anni da riconquistare, si fondono insieme, riecheggiano al rumore del mare, scandiscono i momenti salienti della storia: con i loro silenzi Angèle e Tony costruiscono poco alla volta un’unione profonda, un’intesa che va oltre le parole, un rapporto vero, semplice, genuino.
Anche la regia, però, procede per sottrazione. Poche immagini incisive. Come quelle che descrivono la disperazione di Angèle quando, rubando un vestito in un negozio per apparire più bella agli occhi del figlio che non vede da due anni, viene scoperta da un commesso che minaccia di denunciarla. Come quelle, bellissime, dell’incontro che subito dopo ci sarà tra il piccolo Yohan ed Angèle, separati dalla porta della toilette in cui il bambino si è chiuso per sottrarsi alla madre, sempre assente, lontana, perennemente in ritardo.
Niente enfasi nel raccontare il dramma di Angèle e la sua voglia di riscatto. Nessun espediente retorico nel descrivere i piccoli cambiamenti di Tony, le sue lente aperture verso Angèle. La macchina da presa fissa, registra, documenta, ma sembra non entrare mai nel film, non schierarsi nel racconto della lotta scomposta della protagonista, non prendere parte quando si sofferma ad inquadrare la disillusione sul volto di Tony. È sempre un passo indietro rispetto alla vicenda, sempre discreta, sommessa.

Nella de-carnificazione della struttura narrativa, nello svuotamento dei dialoghi, nel rigore delle inquadrature, un ruolo essenziale non può che essere svolto dal commento musicale, affidato ad un pianoforte che suona accordi minori, appena sussurrati, anche questi privi di enfasi, che scandiscono gli accadimenti senza alterarne il significato, che accompagnano le sequenze del racconto senza manipolarne il senso. Ci viene da dire, allora, che questo è il genere di film che vorremmo vedere più spesso nelle sale!
Nel finale, la poesia della storia raggiunge il suo culmine: la curiosità di Yohan, la semplicità di un gesto di Tony, la spensieratezza di una passeggiata sulla spiaggia, la ricomposizione del quadro, un primo piano di Angèle finalmente sorridente.
Gianfranco Raffaeli

Scheda del film

Titolo originale: Angèle et Tony Genere: Drammatico   Origine/Anno: Francia – 2010 Regia:  Alix Delaporte Interpreti: Clotilde Hesme, Grégory Gadebois, Evelyne Didi, Antoine Couleau, Corine Marienneau, Dany Verissimo, Lola Dueñas, Patrick Descamps, Jérôme Huguet, Patrick Ligardes. Sceneggiatura: Alix Delaporte  Montaggio: Louise Decelle Fotografia: Claire Mathon  Scenografia: Hélène Ustaze   Musiche: Mathieu Maestracci
Giudizio: 8

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