Antonio Filippetti: Almanacco del tempo del coronavirus

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Ci sono libri onesti e coraggiosi perché non si sottraggono alla provvisorietà della riflessione e accettano fin in fondo la sfida del tempo. Questo ci sembra essere il caso del libro di Antonio Filippetti: Almanacco del tempo del coronavirus

Antonio Filippetti Almanacco coronavirusCitazione 1
Tra le numerose cose che l’epidemia di coronavirus ci consente di scoprire e capire, ce ne sono anche alcune che rimandano a luoghi comuni acclarati come quello che esisterebbero nel nostro paese circa sessanta milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio: come dire che ciascuno ha o pensa di avere in saccoccia la ricetta giusta per vincere sempre tutto quello che c’è da vincere.

Tra qualche anno sarà necessario riflettere sulle “vite” che abbiamo vissuto al tempo del coronavirus e su tutte le riflessioni, attese, paure e criticità che ognuno di noi ha registrato.
Parlavamo di coraggio anche perché l’autore – Antonio Filippetti ha alle spalle una lunga carriera giornalistica ed editoriale – pone l’accento anche su tutti gli inciampi dell’informazione al “tempo del coronavirus”.
L’espressione usata per costruire il titolo, con un chiaro riferimento all’andamento dato da Giacomo Leopardi in una delle sue più famose Operette Morali, Dialogo tra un venditore d’almanacchi e un passeggere, chiama ad un lungo lavoro per storicizzare gli eventi e leggerli dentro una dinamica più vasta che sappia, davvero, tener conto delle premesse – vedi ad esempio le condizioni economiche del nostro paese già prima della pandemia – e degli esiti, questi ovviamente ancora tutti da scoprire.

Citazione 2
L’esplosione di questi nuovi modelli è apparsa estremamente democratica e liberale nel senso che tutti hanno potuto gradatamente farsi veicoli e interpreti di comunicazione. Per di più su scala universale e in tempo reale. Piano piano è stata però anche messa in disparte (dati i tempi verrebbe da dire in quarantena) la competenza, la professionalità e soprattutto la credibilità del “produttore”. La politica dell’“uno vale uno” ha fatto danni anche in questo.

Il ruolo, il valore e l’attendibilità dell’informazione in generale sono e saranno uno dei temi più importanti per il nostro futuro. L’avvento di nuovi strumenti – dai social al web in senso lato – ha aperto la strada a tante nuove voci con il rischio però di un clamore assordante in cui non è più possibile separare il vero dal falso, il documentato dall’improvvisato. Insomma, ci ricorda Filippetti, tra le cose di quest’epoca, c’è da trattenere con noi il disagio che abbiamo avvertito nei confronti di una comunicazione che non aiuta a formare davvero opinioni libere e basate sulla verità.
Se gli operatori dell’informazione – in senso deontologico, in senso formativo, in senso propositivo – non accetteranno questa sfida verranno meno alla loro vocazione alla democrazia e allo scambio.

Citazione 3
Per sintetizzare diremmo che tre sono i principali raggruppamenti: la scienza, la politica e l’economia. In tutte le guerre, lunghe o brevi, grandi o piccole, alla fine c’è sempre un vincitore. In questo caso, trattandosi forse di un conflitto, almeno apparentemente senza armi di distruzione di massa, l’esito è diverso, nel senso che non ci sono vincitori ma solo sconfitti.

In appendice al volume troviamo uno spazio da non considerare secondario o di complemento: Le parole del coronavirus, una sorta di vocabolario della pandemia.
Le parole descrivono, dicono, indicano e aprono mondi e possibilità. Antonio Filippetti ci introduce così alla sfida più grande e più dirimente: la necessità di ripensare la nostra democrazia e le radici stesse della nostra convivenza. Le grandi catastrofi, pur nel pieno rispetto per le sofferenze patite, determinano un’accelerazione negli eventi e portano allo scoperto tutte le criticità che erano già in atto. La necessità di operare riforme, la strada di una revisione costituzionale, il bisogno di riorganizzare la sanità e la formazione -gli esempi potrebbero essere tanti -, precedono, nel nostro paese, la pandemia che ha però portato allo scoperto tanti punti dolenti. La vera sfida sta, dunque, nel progettare il dopo senza la presunzione di dimenticare ciò che è accaduto in questo lungo periodo.
Antonio Fresa

Antonio Filippetti
Almanacco del tempo del coronavirus
Istituto Culturale del Mezzogiorno; 2020
Pagine 80; euro 12,00

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