Approvare definitivamente la legge Zan ed altri

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Eppur si muove. La proposta di legge Zan contro l’omofobia e non dimentichiamocelo, contro la violenza e la discriminazione nei confronti delle persone disabili, è passata alla Camera.
E al Senato? Non possiamo più aspettare per trasformare in legge le misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità.

Non possiamo più aspettare. È per questo che lancio, come intellettuale e filosofa, una petizione, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Senato della Repubblica, per la richiesta dell’approvazione definitiva della legge Zan.
Tra i primi firmatari italiani si annoverano il filosofo Massimo Cacciari, l’attrice Lella Costa, la giurista Eva Cantarella, la politica Maria Antonietta Coscioni, il fisico e politico Giovanni Bachelet. Al momento le figure internazionali di spicco che ho invitato e che hanno aderito sono i filosof* Peter Bauman (Usa), Stephanie Kapusta (Canada), Thomas Mautner (Australia) e Daniel Vanello (UK).

E abbiamo ancora una lunga strada da fare nell’applicazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità approvata dal Parlamento italiano con la Legge 3 marzo 2009, n. 18.

Siamo tra i paesi più omofobi, agghiacciante.
Siamo fuori dell’Europa. Ecco come si esprimeva la nostra attuale Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti, coniugata Casellati, in Senato nel 2003: “L’Italia è piena di figli dell’eterologa perché frutto del rapporto di una donna col lattaio di turno”. L’avvocato è autrice di Indissolubilità e unità dell’istituto naturale del matrimonio canonico, Cedam 1984.
Il matrimonio sarebbe un istituto naturale? Non scherziamo. È un contratto, a cui debbono aver accesso anche le persone omosessuali. (cfr. Il matrimonio omosessuale è contro natura: Falso!, Laterza 2015).
Matrimonio sacro, matrimonio pagano, matrimonio profano, matrimonio etero, matrimonio omo ecc?
Non vi sono differenze., mi spiace per chi la pensa differentemente. Si tratta davvero di un contratto. Naturale, regolato dalle cosiddette leggi di natura? Vi sono filosofi della scienza che, al mio pari, avanzano giustificati dubbi, scettici in proposito. Cultura e conoscenza scientifica, e riflessione filosofica, su cui occorre sempre rispecchiarsi, come a tempi di Platone. Per ragionare assieme sull’amore in un Simposio.
E a seguire Aristotele col suo Primo Libro della Metafisica, che si avvia sottolineando l’indissolubile legame tra natura umana e conoscenza. Il che segna, per fortuna, la nostra civiltà europea. A seguire, of course, Dante. Oggi come oggi? Siamo nel 2021. Non aggiungo altro.

Che fare se non mobilitare la cultura in ogni senso del termine, in un momento in cui l’Italia necessita di conoscenze e competenze? Il primo firmatario sarebbe stato il mio amico Stefano Rodotà. Altro primo firmatario, sempre grande amico, per sempre, Carlo Bernardini.
Tra l’altro, ricordo bene cosa Carlo pensava e pensa della/sulla natura. Chi altri potrebbe esprimersi sulla natura e le sue leggi, se non i fisici, illuminati e impegnati?

Un’osservazione: nel farsi promotrice/promotore di una petizione seria si corrono rischi, con insulti e aggressioni, ormai desolatamente all’ordine del giorno. E, per di più, le cocenti delusioni non mancano: si fa innanzitutto partecipi dell’iniziativa, nonché delle proprie prese di posizione, amiche e amici.
C’è chi risponde: no grazie, non firmo petizioni, il che è comprensibile. C’è chi, invece, non solo non firma, ma non mi racconta neanche il perché. È troppo indaffarat*? Oppure è veniale, e giudica che metterci la “faccia” a favore di diritti umani e civili sia superfluo?
Costoro commettono un peccato veniale, meglio mortale.

Nicla Vassallo

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