Appunti di una passeggiata culturale tra Chiese, trabocchi e sapori di pietanze

Trabocco Abruzzo
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Dal 10 al 12 luglio, in concomitanza con il Festival “Filosofia al Mare” potremo seguire un’altra iniziativa che, con cadenza biennale, si svolge sulla costa Teatina in Abruzzo: Cala Lenta 2015.

Iniziative apparentemente slegate tra loro ma che, invece, si completano perseguendo un ideale ristoro della mente e del corpo, con cultura  di argomenti diversi a gogò. Il tutto in uno scenario unico che cercheremo di descrivere, ma solo per indicare superficialmente la straordinaria concentrazione di opportunità che vi si possono cogliere.
Cala Lenta 2015, il cui programma dettagliato si potrà visionare nel link sottostante, si svolge tutto nella successiva e contigua appendice geografica lungo la costa dei trabocchi abruzzese, appena dopo Ortona e quindi da San Vito Marina a Termoli.

Abruzzo Costa dei Trabocchi f
Trabocco sulla costa Teatina. Foto Emidio Maria Di Loreto

Prende il nome dall’azione che muove l’attività delle particolari antiche “macchine da pesca” i trabocchi: cioè la lenta calata della rete nel tentativo di pescare risalendola velocemente. Questa palafitta attrezzata per la pesca, ha rappresentato per lunghi anni, e per tante famiglie, una inesauribile fonte di guadagno e di sostentamento poi abbandonata per più redditizie tecniche di pesca che però hanno reso meno sostenibile questa attività.
Ora si rende necessaria la programmazione del “fermo biologico” nel tentativo di permettere una riproduzione e crescita del pescato più tollerabile ecologicamente. Da qualche tempo purtroppo alcuni trabocchi sono andati distrutti dalle mareggiate e dall’incuria politica; gravissima la perdita del simbolo dell’Abruzzo il Trabocco del Turchino realizzato nel 1860, cosa questa che nessuna crisi economica potrà giustificare. Non è servita, purtroppo, per il restauro di questa antica struttura neanche la sua grande notorietà internazionale per essere stata descritta da D’Annunzio ne “ll Trionfo della Morte”. Altri trabocchi invece sono stati restaurati e resi fruibili per romantiche cene sul pelo dell’acqua (il maglioncino si impone) oppure per interessanti visite turistiche.

Cala Lenta con l’organizzazione di Slow Food Frentana, nella sua tre giorni , ha voluto far riscoprire questo ed altro, accollandosi un onere organizzativo imponente tra cene tematiche, laboratori, convegni, lezioni di cucina, che ha ripagato con un successo  imprevedibile e con riscontri economici imponenti per l’intero territorio. Si pensi che la sezione cibo di strada è diventato un riferimento non solo nella tre giorni, ma dalla prima volta di Cala Lenta, sono fiorite, a San Vito Chietino, innumerevoli attività che esercitano da fine Aprile ad Ottobre e che conquistano sempre più clienti con i consequenziali ritorni economici.
Del resto, provare per credere, anche se la parte del leone la fanno i cartocci di pesce fritto a cinque euro, davvero gustosi, come resistere ad un assaggio di trippa di “rospo” (tranquilli per i non addetti si tratta di trippa di esemplari di grossa taglia di rana pescatrice) in umido al profumo di rosmarino, venduta sempre a cinque euro? Il tutto è preparato da una specie di curato fast food che propone  innumerevoli pietanze sempre e solo di pesce e con la formula del self service.
Ma Cala Lenta non è certo solo cibo di strada, prova ne è Carlo ed i suoi colleghi, ormai annoverati tra i ristoratori  più blasonati, L’angolino da Filippo e La Balena , che hanno capito l’importanza del veicolo pubblicitario che ne deriva per l’intero territorio, pur non avendone bisogno direttamente, partecipano agli eventi contribuendo a colmare il gap con la cucina di alto livello che pure deve essere adeguatamente rappresentata in una manifestazione simile.

Abruzzo San Giovanni in VenereAbruzzo, Abbazia di San Giovanni In Venere. Foto Emidio Maria Di Loreto

Abbiamo detto del successo di Cala Lenta, ma come potrebbe essere diversamente se si pensa che essa è radicata in un territorio dalla straordinaria bellezza paesaggistica? A titolo di esempio si cita il belvedere dell’Abbazia di San Giovanni In Venere, complesso monastico del XIII secolo, con la vista sulla costa dei trabocchi fino a Punta Penna e  della “montagna tutta in fiore alle spalle”, La Maiella; oppure il non meno famoso eremo di D’Annunzio, sul quale la leggenda narra che vi siano nate e consumate, con i più intensi amori del Vate, le ispirazioni per le sue opere migliori.
Scendendo dal belvedere è irrinunciabile, verso la spiaggia di Torino di Sangro, non opporre resistenza al richiamo di una zuppa di pesce alla vastese, magari preparata secondo disciplinare, dalla moglie del proprietario del ristorante Le Morge dove, ad ogni commensale (gruppi non superiori a nove perché questo è il numero massimo dei  fuochi a disposizione), sarà servito un coccio di dimensioni adeguate, fumante, con la salsa ancora gorgogliante per lungo tempo, e profumato intensamente. Conterrà tutta la varietà dei pesci da zuppa necessari, avrà un leggero gusto di peperone dolce che accompagnerà tutta la degustazione ed una volta terminato di mangiare cozze, vongole, scampi, calamari, testoni, sogliole,  panocchie, razza, merluzzo etc., si potrà intingere nel sugo superstite una fetta di pane bruschettato, oppure pane di granturco come un’antica usanza, oppure, meglio, tuffandoci una quantità adeguata di tubettini di medie dimensioni in modo che il sugo penetri nelle cavità di questa pasta e sia quindi raccolta con un cucchiaio per una degustazione che appagherà sicuramente anche i palati più esigenti e voluttuosi.

Da qui si potrebbe ancora proseguire verso Termoli, ormai siamo in Molise, per una visita nel borgo vecchio, dove le influenze della cucina pugliese si fanno sentire, e dove quindi è imperativo, se si decidesse di alimentarsi, assaggiare la loro migliore proposta di crudi.
A questo punto dovremmo parlare di vini e sarebbe imbarazzante doverlo fare adesso perché la… materia sarebbe infinita. Forse avremo altre opportunità ma nel lasciarvi non esitate con la zuppa di cui sopra, di ordinare, in mancanza quasi certa nella lista dei vini di un rosso molto giovane pochissimo strutturato, un bel fresco profumato cerasuolo che “reggerà” sicuramente la ricca pietanza.
Emidio Maria Di Loreto

Per saperne di più su Cala Lenta 2015: http://www.calalenta.com/

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