Ardecore, Chimera. Canzoni popolari evolute

Ardecore Chimera
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Scusate il ritardo. Non avrei dovuto attendere che gli Ardecore vincessero, con Chimera, la Targa Tenco nella sezione “Opera Prima” al Premio Tenco 2007 per annotare quanto di interessante ci fosse in questo secondo appuntamento. La seconda puntata di un progetto, nato qualche anno fa, per iniziativa del cantautore folk blues Giampaolo Felici insieme alla band Zu e al cantante chitarrista Geoff Farina, leader degli statunitensi Karate [1]. Il motivo della premiazione come “Opera Prima” è che si tratta del primo disco come autori.

Ardecore ChimeraIl ritornello costante di tutte le recensioni lette è quello di una notevole evoluzione, sempre nel solco della canzone popolare, rispetto al precedente per suoni, arrangiamenti e collaborazioni. I giudizi sintetici sono tutti positivi quasi ad anticipare quello della giuria che li ha premiati.
Si respira, a pieni polmoni, aria della canzone romana sia nei brani reinterpretati sia in quelli originali. Tutto il disco è composto di contaminazione sonora <<mai fine a stessa (“Quel ritmo americanoè un hard bandistico, “M’affaccio alla finestra” unisce testi del XIX secolo ad un impianto musicale di matrice blues)>> [2].

Per Poggio gli Ardecore non tradiscono il loro impianto popolare, sia pur ricercato nei supporti strumentali e nelle liriche lontane da certi <<sproloqui>> del rock italiano di moda. All’interno di sonorità equilibrate tra <<acusticità, rumorismi sottili e impurità elettroniche>> Felici risulta ispirato nel canto dei suoi brani. Da ascoltare la Miniera <<strappalacrime>>, Quel ritmo americano <<swing corrotto e malaticcio>> e la <<funerea>> Beatrice [3].
I primi due sono dei capisaldo dell’album anche per Ferrari insieme alla strumentale Chimera e alla <<superba>> Sinnò me moro di Gabriella Ferri. La recensione è collocata nella sezione “Avanguardia” forse perché <<stornelli e noise, post rock e free jazz convivono con grazia e con dolore>> [4].
La miscela di cover e pezzi nuovi, di acustico elettronico fa suonare un buon disco per Coraretti con l’effetto di ascoltare un’originale Buon Natale che <<sembra uscita da uno spettacolo di Gabriella Ferri>> e la ferriana Sinnò me moro che <<suona come un Blues di Nick Cave>>[5].
Altrettanto positivo è il giudizio di Fiume che vede allargare con Chimera l’orizzonte musicale del gruppo, così come sottolineato da altri, <<mescolando radici, innovazione, spessore musicale, valore culturale ed emozioni>>. Considerata da brividi Sinnò me moro[6].
E chiudiamo con l’analisi di Guglielmi che ritiene magistralmente superato il lavoro d’esordio grazie ad arrangiamenti che da <<acustico/minimali>> diventano più <<ricchi e compositi>>, ad un maggior numero di collaborazioni e allo spostamento del baricentro dalla musica popolare romana verso quella italiana proponendo anche brani scritti di proprio pugno [7].
Non vi curate di noi e ascoltate.
di Ciro Ardiglione

genere: folk cont
Ardecore
Chimera
etichetta: Il Manifesto
data di pubblicazione: 2007
brani: 10
durata: 41:49
cd: singolo

[1] Per maggiori dettagli www.ardecore.com
[2] Mario Bianchi, Rock Star ottobre 2007, pag. 99
[3] Piercarlo Poggio, BlowUp. settembre 2007, pag. 83
[4] Paolo Ferrari, Rumore settembre 2007, pag. 102
[5] Emilio Coraretti, FELICI, GLI ZU E FARINA (DEL SACCO DELLA FERRI), XL settembre 2007, pag. 254
[6] Federico Fiume, Rolling Stone ottobre 2007, pag. 173
[7] Federico Guglielmi, il mucchio settembre 2007, pag. 46

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