Aspettando Laguna Seca

motociclismo

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Il prossimo week – end il Motomondiale farà tappa sulla pista californiana di Laguna Seca per l'ultima gara prima della meritata pausa estiva. Una trasferta molto costosa e, per questa ragione, affrontata solo dalla classe regina. Senza contare che l'assenza di piloti statunitensi nelle classi 125 e 250 rende le gare di queste categorie ben poco attraenti per il pubblico di queste parti.

Il circuito è nato nel 1957 e il disegno del tracciato non è mai stato cambiato. Le modifiche che si sono susseguite nel corso degli anni hanno riguardato piuttosto altri aspetti come l'ampliamento delle vie di fughe e, ultimo in ordine di tempo, il completo rinnovamento dell'asfalto, per coprire le buche causate dal caldo torrido.

Questa pista è famosa soprattutto per il suo “cavatappi” (Corkscrew in inglese) una delle chicane più affascinanti e pericolose al mondo. Si tratta di una “esse” sinistra – destra che si avvita all'improvviso – come un cavatappi, appunto – in discesa e che se non è impostata nella maniera corretta, porta il pilota a sbagliare le curve successive. Vista dal vivo è davvero impressionante.

Se consideriamo che, in poco più di 3,6 chilometri sono concentrate ben 11 curve, è facile comprendere come mai Laguna Seca si sia guadagnata la fama di circuito insidioso e difficile da decifrare.

Non c'è da sorprendersi quindi se scorrendo la storia del tracciato troviamo una lunga lista di vincitori a stelle a strisce interrotta soltanto dal nostro Luca Cadalora, attualmente l'unico pilota non americano a essere salito sul gradino più alto del podio (era il 1994, la classe quella delle 500).

Da quando il Motomondiale è tornato a correre qui, (2005) Laguna Seca è stata conquistata da un unico predatore: l'attuale campione del mondo , cresciuto su questa pista e capace di percorrere il circuito anche bendato.

Alla vigilia della gara viene normale chiedersi se la “maledizione” che aleggia sulla Laguna verrà sfatata. A giudicare dalle dichiarazioni dei piloti americani c'è da pensare di no. Tutti promettono battaglia e ognuno indica sé stesso come potenziale vincitore: chi in virtù di una moto risultata molto competitiva nelle ultime gare (leggi John Hopkins) chi perché “si sente a casa” (). L'unico abbastanza onesto da ammettere che ormai i piloti yankee hanno perso tutto il vantaggio derivante dalla conoscenza della pista è Nicky Hayden che in un'intervista pubblicata sul suo sito ha dichiarato “Voglio vincere ma non sono il favorito”.

Nella lista dei pretendenti alla vittoria è d'obbligo inserire anche l'attuale leader della classifica, Casey Stoner che nel 2006 stava disputando una gara con la “g” maiuscola terminata prematuramente nella ghiaia.

Situazione “agrodolce” per gli italiani. arriva su una pista che non ama dopo la disastrosa gara del Sachensering e con un ritardo di 32  punti rispetto a Stoner.

Di umore diverso che nello scorso Gran Premio ha dato segni di ripresa e infine Loris Capirossi, con il morale alle stelle dopo il podio raggiunto appena una settimana fa e animato da un forte spirito di riscatto. Speriamo che l'atteso annuncio della Ducati sul suo futuro non lo distragga troppo.

Caratteristiche salienti:

Lunghezza: 3.610 metri

Curve a destra: 4

Curve a sinistra: 7

Rettilineo più lungo: 966 metri

Pole Position: Destra

Larghezza della pista: 15 metri

Così al traguardo nel 2006:

1° Nicky Hayden (Honda HRC)

2° Dani Pedrosa (Honda HRC)

3° Marco Melandri (Honda)

Alessandra Rossi

Fonti:

www.motogp.com

http://it.wikipedia.org

www.nickyhayden.com

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