Vaccini: UE pubblica il contratto con AstraZeneca

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Lo scontro sui vaccini tra AstraZeneca e l’Unione Europea si arricchisce di un nuovo capitolo. Venerdì mattina la Commissione Europea ha pubblicato il contratto siglato con l’azienda anglo-svedese concernente la fornitura di vaccini. Finora il testo era rimasto segreto a causa di alcune clausole di riservatezza previste. La pubblicazione dell’accordo non risolve la controversia tra le parti, né chiarisce del tutto le responsabilità dei soggetti coinvolti, anche perché molte informazioni sono state oscurate su richiesta di AstraZeneca. In ogni caso, la lettura generale dell’accordo consente di fare maggiore luce su una vicenda finora poco trasparente. Prima di approfondire gli ultimi sviluppi, appare necessario ricostruire brevemente i fatti.

La vicenda
Nelle scorse settimane, l’azienda anglo-svedese AstraZeneca ha annunciato un taglio nelle forniture dei vaccini indirizzati all’Europa pari al 60% delle quote pattuite per il primo trimestre del 2021. La notizia ha fatto salire la tensione tra l’azienda farmaceutica e la Commissione Europea, dando il via ad accuse reciproche. In particolare, Bruxelles non ha accolto positivamente le parole rilasciate in un’intervista dal CEO dell’azienda farmaceutica Pascal Soriot. Secondo quanto sostenuto da Soriot, gli accordi con l’UE non prevedono obblighi specifici da parte di AstraZeneca sulla quantità delle dosi da consegnare. Parole che sono state percepite come una provocazione dai vertici europei.

L’Unione Europea ha iniziato a fare pressioni su AstraZeneca affinché chiarisse la sua posizione e ponesse rimedio ai ritardi annunciati. Ritardi che, come riferito da Soriot, sarebbero da imputare ad alcuni malfunzionamenti che hanno interessato l’impianto situato in Belgio, quello coinvolto nella produzione dei vaccini destinati all’UE. Al riguardo, infatti, il capo di AstraZeneca ha precisato che il Regno Unito abbia la precedenza sui vaccini prodotti nei siti britannici: tesi prontamente respinta dalla Commissione. La controversia tra UE e AstraZeneca aveva come oggetto principale proprio questi due elementi: il ruolo degli impianti produttivi del Regno Unito e l’esistenza o meno di obblighi specifici da parte dell’azienda, aspetti su cui AstraZeneca non aveva fornito, secondo l’UE, spiegazioni sufficienti. La pubblicazione del contratto consente di fare alcuni riflessioni a tal proposito.

Il contratto
Per quanto concerne il primo punto, il contratto sembra favorire la posizione sostenuta da Bruxelles. Nella clausola 5.4, dedicata ai siti di produzione, è specificato che AstraZeneca debba assicurare il massimo sforzo ragionevole nella produzione del vaccino nei siti produttivi collocati all’interno dell’Unione Europea. Come è immediatamente chiarito, però, ai fini dell’accordo, l’espressione Unione Europea include anche il Regno Unito, dato che al momento della firma del contratto (risalente ad agosto 2020), la Brexit non era ancora divenuta effettiva. In base a quanto emerge dalla lettura del contratto, insomma, non sarebbero previsti diritti di precedenza a favore del Regno Unito sulle dosi prodotte negli impianti britannici.

Più complessa, invece, la questione concernente obblighi incombenti su AstraZeneca in merito ai vaccini da produrre e consegnare all’UE. Da questo punto di vista, Soriot si era difeso sostenendo che l’azienda fosse tenuta soltanto a compiere il “massimo sforzo ragionevole”, senza dover rispettare vincoli espliciti. È impossibile cogliere i contenuti del testo con completezza, perché diverse informazioni sono state omesse dalla versione pubblica del contratto, proprio su richiesta di AstraZeneca. La clausola 5, dedicata alla produzione e distribuzione dei vaccini, impegna l’azienda farmaceutica a consegnare una certa quantità di vaccini nel 2021. Nonostante le cifre non siano leggibili, un obbligo esplicito sembra essere previsto.

Ciò, tuttavia, non è sufficiente per incolpare AstraZeneca. Il nodo della questione verte sull’espressione utilizzata, secondo cui, per garantire la consegna delle dosi, AstraZeneca debba assicurare il massimo sforzo ragionevole. Si tratta di capire, pertanto, se l’azienda abbia fatto tutto il possibile per evitare i ritardi. Su questo punto, Bruxelles è scettica. Secondo la Commissione, le giustificazioni fornite per motivare i ritardi appaiono lacunose: pertanto, ha chiarito Bruxelles, AstraZeneca non ha dimostrato di aver compiuto il massimo sforzo ragionevole per assicurare la consegna delle dosi concordate entro i termini pattuiti.

In base alla posizione di Bruxelles, la giustificazione fornita da Soriot, secondo cui il taglio alle forniture europee sia dovuto ad alcune problematiche logistico-produttive che hanno interessato lo stabilimento in Belgio, non basta per accertare che AstraZeneca abbia fatto di tutto per evitare ritardi. L’UE teme che la decisione di AstraZeneca, in realtà, nasconda la volontà dell’azienda anglo-svedese di privilegiare il Regno Unito nella distribuzione delle dosi. Non è da escludere che sulla crisi attuale possa aver pesato la Brexit, diventata effettiva proprio a partire da gennaio 2021.

Cosa succede adesso?
Il clima tra Bruxelles e l’azienda anglo-svedese rimane teso. L’UE, dal canto suo, sta cercando di tutelarsi, ad esempio avviando approfondimenti sulle dosi finora consegnate da AstraZeneca e sui dati dei traffici a livello doganale. Bruxelles ha anche annunciato che porrà in essere un meccanismo di controllo sulle esportazioni fuori dall’UE dei vaccini prodotti dalle aziende europee. Insomma, Bruxelles appare intenzionata a ripagare il Regno Unito con la stessa moneta.

Di certo, questi episodi confermano come la campagna di vaccinazione stenti a decollare, soffocata da ricatti politici e priorità economiche. La pandemia corre e non ammette ritardi dovuti a ripicche o interessi del tutto partigiani. La speranza iniziale era che l’urgenza di un vaccino a livello globale potesse rafforzare la cooperazione internazionale. Al contrario, si ha l’impressione che la tanto auspicata solidarietà a livello europeo e internazionale sia ancora lontana, gettando ombre sul proseguo della campagna e confusione nell’opinione pubblica.

Lorenzo Di Anselmo

Link utili e riferimenti:

Per leggere il contratto integrale: https://static.gedidigital.it/repubblica/pdf/2021/cronaca/apa_astrazeneca.pdf.

D’Argenio A., Guerrera A., AstraZeneca, la Ue pubblica il contratto. Von der Leyen: “Testo chiarissimo, contiene ordini vincolanti”, La Repubblica, 29/01/2021, https://www.repubblica.it/esteri/2021/01/29/news/von_der_leyen_il_contratto_con_astrazeneca_sara_pubblico_oggi_-284749823/.

Dentico N., A un anno dal Covid 19 in ostaggio delle multinazionali farmaceutiche, Il Manifesto, 26/01/2021, ilmanifesto.it/a-un-anno-dal-covid-19-in-ostaggio-delle-multinazionali-farmaceutiche.

ISPI, Europa: scontro sui vaccini, 28/01/2021, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/europa-scontro-sui-vaccini-29085.

Scalpelli F., Il braccio di ferro tra la Commissione europea ed AstraZeneca, European Affairs, 28/01/2021, https://www.europeanaffairs.it/blog/2021/01/28/il-braccio-di-ferro-tra-la-commissione-europea-ed-astrazeneca/.

L’Unione Europea ha pubblicato il contratto con AstraZeneca, Il Post, 29/01/2021, https://www.ilpost.it/2021/01/29/unione-europea-contratto-astrazeneca/

 

 

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