Buon Natale Zoe. Atomi, cuore e pellicole di Debora Giardino

Debora Giardino Atomi
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Da ragazzo leggevo sovente romanzi di fantascienza. In questi romanzi, quando trattavano di robot o di intelligenze sintetiche, quasi sempre veniva data una visione distopica della società dove si faceva leva sulla cosiddetta Sindrome di Frankenstein, cioè la paura che le creature dell’uomo si ritorcano contro l’umanità stessa.

La piacevole sorpresa è che nel libro “Atomi, cuore e pellicole” di Debora Giardino non c’è nulla di tutto ciò. Infatti, quella raccontata è una fantascienza del tutto possibile e in gran parte già esistente. Siamo nel futuro, ma un futuro molto prossimo, un futuro che vivremo tra nove anni. Infatti, in questo futuro, continuiamo ad usare Facebook e altri social, ordiniamo cibo tramite app e sempre tramite il cellulare possiamo prenotare un taxi, la tecnologia permea più di oggi la nostra esistenza, ma poi non più di tanto. Nella Milano post COVID del 2030, la gente continua ad andare di fretta, continua ad uscire per un aperitivo e continua ad innamorarsi e ad uccidere come è sempre successo.
Atomi cuore e pellicole Questa è la Milano che fa da sfondo alle vicende di Zoe, giovane ricercatrice universitaria che si sta occupando di un progetto di intelligenza artificiale molto avanzato che si propone di realizzare una “intelligenza genuina”, che possa provare emozioni ed empatia. Assieme a Zoe, su questo progetto lavora anche Alex, esperto informatico ed ingegnere.
Come spesso avviene, alcune delle cose più importanti della nostra vita accadono per caso. Ed è per caso che nella vita di Zoe capita Zeno che, a parte la stessa origine etimologica del nome, non ha niente in comune con Zoe. Zeno è il tipico professore umanista che parla di cinema ai suoi studenti (in prevalenza studentesse che affollano le prime file dell’aula universitaria) e che cerca di stare lontano della tecnologia il più possibile. Va in giro in bici invece di usare mezzi autoguidati, prende appunti scrivendo a mano e ascolta musica rigorosamente su vinile quando ormai tutta la musica è disponibile solo in streaming. Zeno è anche un fotografo (“io SONO un fotografo, non FACCIO il fotografo”, dice Zeno a Zoe) e sarà proprio la fotografia a farli incontrare (scontrare, nel vero senso della parola).
Quindi abbiamo Zoe, abbiamo Alex e abbiamo Zeno e come succede in Fisica, una dinamica a tre corpi porta sempre instabilità e guai, e qui di guai ne succedono eccome, sia nel cuore di Zoe, sia nel vortice di relazioni nel quale ad un certo punto si inserisce anche CB (Cyber Brain) che è l’intelligenza artificiale che giorno dopo giorno “emerge” dagli sforzi e dalla dedizione dei nostri tre protagonisti.

Un libro questo dove c’è sentimento, c’è spionaggio ed investigazione con delitto annesso e un’avvenente poliziotta, anche lei con le sue forze e le sue fragilità. Un libro dove ogni personaggio è caratterizzato a fondo e, pagina dopo pagina, diventa sempre più vivo, proprio come CB. Zeno e Zoe si scoprono essere molto più affini di quello che pensavano e Alex proverà ad ammorbidire la sua scorza professionale di ingegnere.
Questi quattro personaggi (CB è a tutti gli effetti parte attiva), ognuno a modo suo, saranno la chiave per dipanare gli intrighi della multinazionale che con l’Università finanzia il progetto di Zoe e cercheranno assieme di fermare un’ombra inquietante che inizierà ad incombere su di loro e su tutti noi.
Alla fine, in questo romanzo, c’è forse il tentativo di sfuggire alla Sindrome di Frankenstein mostrando come i sentimenti che legano tutte le forme di coscienza siano universalmente gli stessi, siano questi positivi o negativi, provati da esseri umani o dai “chip neuromorfici” studiati da Zoe.
Atomi, cuore e pellicole è piacevole, si legge volentieri, non il solito romanzo d fantascienza, ma di sentimenti reali e tecnologie possibili che alla fine non devono farci così paura. A noi saperle utilizzare al meglio e restare umani.
Luca Ciciriello

Debora Giardino
Atomi, cuore e pellicole
Capponi Editore, 2021
pag. 280
€ 15,00

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