Australia. Novak Djokovic e la prigione dei rifugiati

carcere diritti umani detenuti
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La vicenda del campione di tennis Novak Djokovic è nota e al momento irrisolta. È rinchiuso nel Carlton’s Park Hotel di Melbourne, in attesa di sapere dal Tribunale se potrà giocare gli Open di Australia o dovrà lasciare il paese.
Quello che ci interessa qui, oltre a dispiacerci della sua detenzione, è porre l’accento sulle misure detentive che vengono utilizzate contro i rifugiati in Australia e non solo. Dalla fine del 2020 le autorità australiane usano il Carlton’s come centro di detenzione per i rifugiati. Al Carlton’s,  i rifugiati ci possono rimanere per anni e quasi tutti ci sono arrivati, per motivi di salute, da altri centri detentivi in Papua Nuova Guinea e Nauru, nazioni con le quali l’Australia ha accordi. A The Guardian Australia il rifugiato Ishmael, detenuto in hotel, ha detto di lui e dei suoi compagni, di essere detenuti “in un posto senza luce solare, senza aria fresca, senza dove spostarci, e trascorriamo 23 ore al giorno in una stanza singola senza finestre, e non sappiamo per quanto tempo saremo tenuto qui”.

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