Austria: l’onda razzista e xenofoba è arrivata al Governo.

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Per occuparci seriamente di quello che accadeva oltre il Brennero e cioè della crescita abnorme della destra razzista, xenofoba e neonazista, dovevamo attendere che il parlamentare austriaco Werner Neubaur, responsabile del Partito della Libertà austriaco (Fpö) per i rapporti con l’Alto Adige, dichiarasse che «i sudtirolesi potranno richiedere la cittadinanza austriaca già nel 2018, al più tardi all’inizio del 2019». Una domanda che potrà essere fatta da chi si è dichiarato tedesco e dai suoi figli. Il neo cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha in parte smentito queste posizioni eliminando l’automatismo: «cittadinanza ai sudtirolesi solo in stretta cooperazione con l’Italia».

L’Austria da tempo si è spostata su posizioni di destra con molte frange neonaziste, come dimostra il fatto che anni fa furono oltre centocinquantamila gli austriaci che a Vienna protestarono contro questa destra e ora, all’insediamento del nuovo governo austriaco, tra popolari (Övp) e appunto Fpö, solo poche migliaia assediati da millecinquecento poliziotti in tenuta antisommossa. Ma soprattutto l’Austria è il primo paese dell’Europa occidentale ad aver al governo razzisti e xenofobi, tanto che il premier israeliano ha detto che boicotterà i ministri liberalnazionalisti. E poi la gravità sta nel suo programma di governo.

Tornando alla questione “altoatesina” se da una parte è assolutamente normale che si conceda la doppia cittadinanza ai cittadini appartenenti a minoranze, lo si fa in altri paesi europei, dall’altra questo annuncio si inserisce in una fase storica in cui le tensioni nazionaliste sono esplose e viene fatto “a gamba tesa” per le modalità con le quali è stato lanciato. Inoltre, come spiega Anna Momigliano, «il Sudtirolo è stato in passato, un motivo di forti tensioni tra Roma e Vienna, tensioni che soltanto anni di negoziati diplomatici hanno fatto rientrare e adesso il FPÖ le vuole fare riemergere. È anche un modo di accontentare la sua base e mandare un messaggio agli altri. Il partito infatti arriva da una tradizione di pan-germanesimo, l’ideologia estremista che vuole riunire tutti i popoli di lingua tedesca: vedono il Sudtirolo come loro non tanto perché lo era prima della Grande guerra, ma perché è abitato da persone che parlano tedesco. Il pan-germanesimo, che è imparentato col nazismo, è considerate uno degli elementi più inquietanti del FPÖ, che a sua volta è considerato uno dei partiti più inquietanti dell’Europa» [1]. Matteo Zola ci ricorda che «quella della doppia cittadinanza è una vecchia questione, peraltro già risolta da un pronunciamento della Corte Suprema austriaca che ha respinto la richiesta di doppia cittadinanza avanzata da diciannove consiglieri provinciali dell’Alto Adige/Sudtirol (ma da nessun membro della Giunta). Tra loro gli esponenti dell’ultra-destra indipendentista Die Freiheitlichen e del Movimento 5 Stelle (dimmi con chi vai, ti dirò chi sei) e ben sette esponenti della SVP, […]. Quello che questi diciannove e i loro amici in Austria dimenticano è che buona parte della società altoatesina non è con loro, indipendentemente dalla lingua parlata. […]. La trappola è tesa, ma è grossolana. Sta a noi non cascarci. Sta a noi non credere agli stereotipi, ai media che dipingono gli alto-atesini come “traditori” o “privilegiati”, ai politici che invocano ancestrali retaggi culturali, alle provocazioni dei politici nazionalisti. Sta a noi, ovunque residenti, costruire ponti dove qualcuno vorrebbe muri» [2].

Ma come dicevamo il problema più serio è il governo stesso presieduto dal 31enne Sebastian Kurz che di fatto ha voluto questa alleanza che vedrà nella compagine dell’esecutivo i ministeri della Difesa, degli Interni, degli Esteri e delle Infrastrutture sotto il controllo dell’estrema destra e il suo vice è Heinz-Christian Strache, capo del partito che fu di Jörg Haider. Non dimentichiamo che lo stesso Kurz bloccò la frontiera al Brennero quando era ministro degli Esteri.
Si vuole legiferare per obbligare quelle regioni, come Vienna, a discriminare i rifugiati. I bambini dei richiedenti asilo potranno frequentare solo classi ad hoc, nelle strutture di alloggio, per apprendere il tedesco che evidentemente impareranno con grande difficoltà proprio perché per farlo bene dovrebbero essere insieme ai bambini madrelingua. E per alzare le barriere i rifugiati minori non accompagnati non potranno più essere accolti da famiglie e in abitazioni private.
Ci sarà un forte contrasto all’islam quando esprime posizioni politiche e a quelle società islamiche che aiutano le persone a non integrarsi.
Sul fronte economico come ogni governo di destra si penserà a ridurre le tasse (non ci sarà quella sull’eredità e sui patrimoni) per 12 miliardi di euro con il solito pretesto di far crescere l’economia che quest’anno chiude ad un +2,6% del PIL. E per completare il quadro degli interventi neoliberisti il governo vorrebbe aumentare l’orario di lavoro giornaliero da 10 a 12 ore e renderlo più flessibile per le esigenze produttive. Nota positiva l’impegno a produrre, entro il 2030, il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili. E, infine, l’intenzione di cancellare il blocco totale del divieto di fumare nei locali pubblici, argomento di cui ne sono pieni i media austriaci e d’Europa quasi fosse questo l’elemento fondante di questo governo.
Non ci sarà, come temuto, un referendum sull’Europa e il Cancelliere si è già recato a Bruxelles per ribadirlo anche se l’antieuropeismo di questo governo è un cardine e che molto probabilmente si affiancherà a quello del Gruppo di Visegrad. Del resto la nuova ministra degli Esteri Kneissl, con tutta probabilità, farà i suoi primi viaggi in Slovacchia e Ungheria che sicuramente farà crescere il livello di scontro con il resto dell’Europa.
Al di là di generiche preoccupazioni non si è andato oltre, nonostante una dose di estremisti di destra al governo. Non è mica il governo greco che chiede di ridurre un debito da usurai.
Pasquale Esposito

[1] Anna Momigliano, “La cittadinanza ai sudtirolesi è un atto ostile verso l’Italia?”, http://www.rivistastudio.com/standard/alto-adige-sudtirolo-cittadinanza/, 19 dicembre 2017
[2] Matteo Zola, “AUSTRIA: Estrema destra al governo, pangermanesimo e questione altoatesina”, http://www.eastjournal.net/archives/87548, 19 dicembre 2017

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