Bakary Coulibaly – Luisa Concetti: Il castello nell’uovo

Il castello nell'uovo Coulibaly e Concetti
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Bakary e il suo lungo viaggio dal Mali all’Italia: tappe di un percorso duro e difficile in cui il bene e il male si alternano come in un viaggio di formazione. Una vicenda esemplare, nella sua temeraria esigenza di costruire un progetto di vita.

Che cosa sa del mondo un ragazzo di quindici anni che decide di partire dalla sua terra, in questo caso il Mali, per tentare la sorte e spingersi verso un altrove immaginato come migliore?
La domanda va giustamente capovolta, e ci costringe a chiederci: che cosa sappiamo noi delle motivazioni che spingono un giovane ragazzo ad affrontare la separazione dal suo mondo, la cattiveria di chi cerca di sfruttarne il dolore, la fatica quasi mortale e così via?

Citazione 1
Era un mercoledì come tanti altri quando presi la decisione di andare via. Lo feci perché ero diverso o forse solamente perché mi sentivo diverso rispetto agli altri ragazzi del villaggio. Noi giovani non avevamo nulla, per questo quel poco che del mondo occidentale ci arrivava, ci faceva fantasticare, sognare e desiderare al punto da abbandonare tutto e tutti e andare a rincorrerlo e possederlo.

Siamo in attesa di capire una motivazione che ci renda plausibile la sua presenza fra noi o siamo davvero in grado di comprenderne le sue motivazioni e le sue scelte?
Il castello nell’uovo è un libro intenso e vero che sa introdurci a quelle tragedie che non sappiamo, non possiamo o non vogliamo vedere.

Citazione 2
Il viaggio fu lungo, stancante e difficile. Le strade dissestate facevano sentire la loro durezza sul mio corpo che urtava fra le valigie e i rami degli alberi che graffiavano la mia pelle e il mio animo impaurito. Il sole, che alle prime luci mi scaldava regalandomi una profonda sensazione di benessere, quasi intima, durante il giorno metteva a serio rischio la mia salute.

Studiare, avere rapporti familiari sereni, poter coltivare una relazione corretta con l’universo femminile, guardare negli occhi la miseria e la fame: una riflessione continua che si alterna al racconto delle giornate vissute in una realtà per noi lontana.
Le parole servono ancora una volta a costruire un ordine morale del mondo, nella speranza di potersi sottrarre al bisogno e alla necessità di uniformarsi a comportamenti che non si sentono giusti.

Citazione 3
Ci facevano stendere e mentre eravamo lì, alcuni ci poggiavano i piedi addosso mentre altri perquisivano il furgone frugando in ogni zaino, bagaglio o tra i sacchi di viveri. Prendevano tutto ciò che gli era utile e buttavano via quello che non gli interessava, senza curarsi dell’utilità di quell’oggetto per il proprietario. Ridevano ad alta voce di noi, anche in complicità con il nostro autista.

Pagine intense e dure, senza maschera, nella voce di chi ha varcato il segno che separa i mondi.
Ogni luogo ha le sue regole e la sua lingua di difficile comprensione; ogni luogo è quello in cui le motivazioni possono vacillare e la nostalgia potrebbe prendere il sopravvento.
Eppure, ogni volta, si trova la forza di andare avanti perché questo non è un viaggio di ritorno, appunto un’Odissea.
Questo è un viaggio di scoperta di sé stessi e dei propri limiti; questo è il viaggio di un uomo che ha saputo osare di superare le sue “colonne d’Ercole” nella convinzione che sia giusto così.
Questo è un viaggio che gli autori ci hanno voluto raccontare perché ci fa capire che tutti gli uomini hanno diritto a un sogno o un’idea di salvezza che li spinge avanti e che ogni uomo ha il diritto di portare a compimento il proprio cammino.

Citazione 4
Adesso sono un giovane uomo e non più un ragazzino. Ho fatto tanto e realizzato molti miei sogni. Mi sono innamorato di un Paese in cui non sono nato ma cresciuto. Oggi ho al collo una catenina con il ciondolo dell’Africa, non per ricordare a me stesso da dove vengo, ma per far vedere a tutti chi sono.

Antonio Fresa

Bakary Coulibaly – Luisa Concetti
Il castello nell’uovo
Albatros; 2019
Pagine 148; € 13,90

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