Bang Bang… Di colpo lui. La storia di Tenco e Dalida

Sandra Zoccolan e Mell Morcone in Bang Bang di colpo lui
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Luigi Tenco, nato a Cassine, in provincia di Alessandria, nel 1938 e morto a Sanremo, apparentemente suicida, il 27 gennaio 1967, è stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani.

Fu componente della cosiddetta scuola genovese, un ristretto gruppo di artisti (Umberto Bindi, Fabrizio De André, Gino Paoli, Bruno Lauzi e Giorgio Calabrese) che a partire dai primi anni sessanta teorizzarono e misero in pratica un profondo rinnovamento della musica leggera italiana, adottando nuove e insolite tematiche e un diverso linguaggio, anche musicale, per le loro canzoni.

Nonostante la brevissima carriera Tenco ci ha lasciato una serie di capolavori che sono ormai diventati dei classici della canzone d’autore. L’attrice e cantante Sandra Zoccolan, diplomata alla Civica Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi di Milano e socia fondatrice della compagnia teatrale ATIR (Associazione Teatrale Indipendente per la Ricerca), ha ideato, scritto e quindi messo in scena e interpretato al Teatro Gerolamo di Milano un pregevole lavoro sulla vita, le canzoni e il pensiero di Luigi Tenco e sul suo rapporto sentimentale con Dalida, cantante e attrice italiana naturalizzata francese, interprete fra le più amate negli anni sessanta e settanta sia in Italia, sia in Francia, dalla vita segnata da amori turbolenti e sfortunati, morta suicida, dopo ben due tentativi falliti, il 3 maggio del 1987.

Accompagnata sul palco dal pianista e compositore Mell Morcone e dal batterista e percussionista Alessio Pacifico, la Zoccolan alterna parti narrative, riportando spesso significative dichiarazioni di Tenco rilasciate nel corso di varie interviste, a canzoni che le consentono di mettere in luce notevoli doti vocali e interpretative.

Bang bang… di colpo lui. La storia di Tenco e Dalida è un lavoro molto intenso e coinvolgente, ben documentato e ricco di dati e informazioni che ci rappresentano con grande efficacia il clima culturale dell’Italia degli anni sessanta e ci aiutano a conoscere e a comprendere la complessa personalità di un artista tormentato, problematico, in perenne conflitto con una società e un mondo musicale di cui non accettava il conformismo, il degrado e la corruzione.

Emergono, durante lo spettacolo, le difficoltà sempre maggiori incontrate da Tenco nel proporre il suo innovativo approccio autorale nello spensierato e superficiale mondo della canzonetta nazionale. Viene eseguita, tra gli altri brani, la canzone Cara maestra che, non ammessa all’ascolto dalla Commissione per la censura, costò a Tenco l’allontanamento per due anni dalle trasmissioni RAI.

Viene rivelata la genesi del brano Ciao amore ciao, in origine canzone di tono antimilitarista che parlava di giovani soldati in partenza per il fronte dal quale non sarebbero più tornati, in seguito trasformata da Tenco, al fine di non incorrere nuovamente nella censura, in un più accettabile saluto d’addio alla persona amata da parte di un contadino costretto a emigrare.

Vengono infine ripercorsi e ricostruiti, attraverso le dichiarazioni, spesso contraddittorie, delle diverse persone presenti, i tragici momenti precedenti e immediatamente successivi al ritrovamento del cadavere di Tenco nella stanza 219 dell’Hotel Savoy nella notte del 27 gennaio 1967, dopo la sua esibizione sul palco del Festival di Sanremo.

E si evidenziano le numerose incongruenze emerse nella ricostruzione degli avvenimenti le quali hanno tardivamente determinato, solo nel 2005, la riapertura del caso con la riesumazione della salma e l’esecuzione dell’autopsia che, ai tempi e inspiegabilmente, non venne effettuata. Nonostante l’inchiesta abbia nuovamente e forse definitivamente confermato la tesi del suicidio ancora oggi restano alcuni dubbi che non appaiono del tutto fugati né risolti.

La scelta dei brani musicali eseguiti risulta convincente e la loro interpretazione è pregevole sia per quanto riguarda la vocalità della Zoccolan, sia con riferimento all’accompagnamento dei due musicisti.

Sandra Zoccolan e Mell Morcone in Bang Bang
Sandra Zoccolan e Mell Morcone in Bang Bang Di colpo lui

Unica pecca, ma è un parere del tutto soggettivo, la presenza quasi costante, anche durante le parti narrative, della musica che risulta, a tratti, eccessivamente invadente. Personalmente non amo la musica utilizzata come sottofondo anche se riconosco che possa servire, se ben calibrata e appositamente composta a tal fine, a sottolineare o a determinare alcune atmosfere o a provocare specifiche emozioni.

Ritengo che un buon testo non necessiti di un accompagnamento musicale e che l’attenzione del pubblico debba essere conquistata e mantenuta grazie al valore letterario dello stesso e alle capacità declamatorie dell’interprete. Per contro la musica possiede una propria specifica dignità che non può e non deve essere svilita con il suo utilizzo quale mero contorno della parola. Ma, ripeto, si tratta di una mia opinione del tutto personale.

In ogni caso la scelta operata dalla Zoccolan e dai suoi due musicisti nulla toglie alla valenza di uno spettacolo messo in scena con grande rigore professionale e con un ritmo perfetto che non conosce cali di tensione e che riesce a mantenere sempre viva l’attenzione e la partecipazione del pubblico. Il quale infatti alla fine ha tributato ai protagonisti applausi calorosi e convinti con numerose chiamate in scena.

A titolo di bis è stata eseguita una canzone di Tenco molto poco conosciuta: Giornali femminili. Si tratta di un brano ironico e protofemminista durante il quale l’interprete si produce in una vera e propria risata mentre canta che per fortuna esiste l’uomo che si preoccupa dei grandi problemi, è positivo e meno egoista rispetto alle donne così come risultano descritte dalla stampa femminile che tanto le appassiona. Un pezzo acuto e spietato, davvero sorprendente se pensiamo che Tenco lo proponeva nei lontani anni Sessanta (ma la sua denuncia al vetriolo appare, almeno in parte, attuale ancora oggi!).

Non poteva mancare, a chiusura della serata, l’esecuzione di Vedrai, vedrai, uno dei brani più famosi e struggenti di Tenco, dedicato, contrariamente a quanto molti pensano, alla madre che il cantautore temeva di aver deluso per aver abbandonato gli studi universitari ed essersi dedicato, ancora senza grande successo, alla musica. La Zoccolan, ben supportata da Morcone e Pacifico, ha offerto un’interpretazione intensa e misurata, degno finale di uno spettacolo assolutamente da non perdere.

GianLuigi Bozzi

Atir Teatro Ringhiera – Milano
16 e 17 Ottobre 2021
BANG BANG… DI COLPO LUI
La storia di Tenco e Dalida
Voce narrante e canto Sandra Zoccolan
Al pianoforte Mell Morcone
Alle percussioni e batteria Alessio Pacifico
Drammaturgia a cura di Sandra Zoccolan
produzione Atir Teatro Ringhiera

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