Banished – I detenuti che fecero la Nazione

Banished serie tv della Bbc
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Non è ancora arrivata qui da noi e forse non ci arriverà mai; quindi, a meno che non si approfitti del web per vederne tutti e sette gli episodi, di Banished non ne saprete mai nulla. E sarebbe un peccato perchè la serie tv prodotta da BBC2 e BBC Worldwide è piuttosto interessante; l’autore, Jimmy McGovern, racconta della trasformazione di una nazione da colonia penale a terra di opportunità e riscatto. Trasmessa tra marzo e aprile 2015 nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda, la storia del primo gruppo di detenuti inglesi spediti nella colonia penale nel Nuovo Galles del Sud controllati crudelmente da un manipolo di soldati, è stata seguita da oltre 3,4 milioni di spettatori.

Banished. MyAnna Buring ,Julian Rhind-Tutt e Russell Tovey

Anno di grazia 1788, ovvero quando oltre 700 forzati, tra uomini e donne, sbarcati a Port Jackson dopo sette mesi di navigazione e trasferiti nella colonia penale di Botany Bay, iniziarono la loro vita di deportati costretti a lavorare dall’alba al tramonto; da una parte gli uomini che costruiscono, riparano, coltivano e sudano nelle miniere per estrarre tutto il possibile; dall’altra le poche donne, anch’esse condannate alla pena di morte in Patria e graziate per essere poi esiliate oltreoceano, costrette a soddisfare i bisogni della comunità: siano essi doveri domestici o l’appagamento di necessità maschili. L’Australia fu una delle colonie penali più terribili della storia; sotto il regno di Giacomo III il suo Primo Ministro William Pitt, trasformò lo svuotamento delle prigioni del regno in una vera e propria pulizia etnica ante-litteram.

La miniserie narra le difficoltà di una esistenza durissima in cui la morte diventa auspicabile: relegati in un angolo sconosciuto del mondo, per raggiungere il quale bisogna attraversare due oceani, l’eteroclita comunità di detenuti e soldati deve adattarsi a vivere in una terra pericolosa, in cui niente assomiglia a ciò che hanno fino ad allora conosciuto: né flora, né fauna, né umanità. Un mondo sottosopra in cui l’odio finisce per trasformarsi in devozione, la paura in compassione e la sofferenza in empatia. Ma quell’anomalo consorzio umano ha in nuce la speranza, l’aspirazione alla catarsi; ciascuno a modo suo è determinato a dimenticare lo squarcio che la separazione dalla madre Patria e la definitiva separazione dalle proprie famiglie hanno aperto.

Racconto storico che potrebbe soddisfare i palati “televisivi” di molti.
V.Ch.

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