Basket: arriva Ettore Messina per le Olimpiadi di Rio 2016

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Tanto  tuonò che piovve. Si rincorrevano ormai da metà settembre le voci di una insoddisfazione diffusa all’interno della Federazione pallacanestro per la mancata qualificazione olimpica. Che non si fosse soddisfatti nell’ambiente, malgrado qualche impennata sugli ascolti relativi alle partite della nostra Nazionale, era abbastanza facile intuirlo. Alla delusione diffusa avevano anche fatto da contorno, non tanto marginali, le dichiarazioni di Pianigiani che ricordava come, dal torneo di Trento, fosse stato individuato come massimo obiettivo la partecipazione al torneo pre-olimpico. Dichiarazioni che apparivano stridenti con chi, in modo roboante, indicava la compagine azzurra come la più forte di sempre.
A questo si erano aggiunti anche gli sfoghi, ultrapertinenti, di una bandiera come il Gallo che, a conclusione della gara con la Lituania che ci poneva fuori  dal podio europeo, si lasciava andare dichiarando di  “ …essersi rotto a non vincere nulla”. Le attenuanti non erano certo mancate. Si partiva con un asse play pivot che mancava del peso necessario sotto le plance a cui si era dovuto supplire con un gioco perimetrale che aveva anche pagato. Poi però, il peso degli infortuni, alcuni davvero importanti (capitan Datome), che ci hanno afflitto durante il torneo, la gestione infruttuosa dell’ultimo tiro in due episodi topici nel  torneo, ed una bella Lituania che contro di noi ha tirato con il 61% da tre, hanno fatto la differenza a nostro sfavore. A Pianigiani non era stato sufficiente essere riuscito nell’integrazione dei nostri NBA con il resto dei nostri nazionali; forse questo era stato ottenuto nei rapporti ma non completamente dal punto di vista tecnico.

Alla fine, quindi, sono iniziate a circolare notizie di un presunto abbandono di Pianigiani il quale però resta in federazione come responsabile delle squadre nazionali con esclusione della maggiore, e conserva anche la supervisione dei Centri Federali. A questa notizia a distanza di qualche ora ne è arrivata un’altra che affidava al nostro miglior allenatore, Ettore Messina, la Nazionale maggiore per il torneo pre-olimpico che avrà inizio il 5 Luglio 2016  e l’eventuale partecipazione alle Olimpiadi. Quel che sembra davvero ardito, se rapportato alle dichiarazioni ufficiali, è che si dica ancora raggiungibile la partecipazione olimpica attraverso una strategia che prevede un… oceano tra dove si pensa cosa fare e dove si dovrà fare quello che si è pensato. Lo si dovrà fare cioè attraverso la longa manus dei secondi di Messina, al momento ancora ignoti ma che potrebbero essere Franch Vitucci e Consolini oppure gli attuali Dal Monte e Fioretti. Sul suolo Italiano applicheranno quanto dettato da Ettore Messina da San Antonio.
Magari sarebbe stato meglio lasciar perdere l’insoddisfazione e far completare il lavoro ed il contratto a chi avrebbe dovuto anche sentire il peso dell’insuccesso e trovare da questo gli “argomenti” per cercare il risultato atteso.
Adesso certamente una soluzione dovrà  pur essere scovata! Non convince nessuno la presunta dichiarazione di Messina che le sue squadre rendono di più quando sono costrette a sopportarlo per poco tempo. È un’affermazione questa che ha solo il sapore di trovare un qualche appiglio ad una strategia che non può che essere stata scelta solo per motivi emergenziali e non certo per la programmazione che un obiettivo importantissimo, come la partecipazione al torneo Olimpico, dal quale l’Italia manca da troppo tempo, rende obbligatoria. Le variabili sul modo eccellente in cui si potrà lavorare saranno quindi legate alla durata dei play off per i San Antonio Spurs: l’eventuale ultima gara sarebbe prevista il 19 giugno. Quindi, Popovic ed i dirigenti NBA di quella squadra, dovranno sapere che avranno gufate imponenti dal mondo della palla a spicchi Italiano affinché gli impegni durino il meno possibile e liberino prima Messina.

Vi è però un’altra linea di pensiero che fa riferimento ad una strategia più ortodossa e di lungo respiro. Si cercano appoggi dal sindacato dei cameramen affinché questi ultimi la possano smettere di fare i salta picchi mentre tentano di riprendere un atleta che canta l’Inno nazionale durante le partite. Da questa iniziativa i giocatori Italiani potrebbero risultare più numerosi (e i cameramen riposerebbero di più) così che dagli inevitabili utilizzi dei nostri ragazzi , nelle competizioni che contano, arrivino indicazioni confortanti per la loro crescita, per quella della nostre Nazionali  ed anche per  il ritorno ai fasti di un tempo che risulta abbandonato da tanto. Anzi da troppo.
Emidio Di Loreto

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