Basket di fine anno: dall’omaggio al grande Oscar Schmidt alla fuga di Gentile

Oscar Schimdt Hall of Fame
history 5 minuti di lettura

Nel momento in cui ti eri appena lasciato andare ad alcuni pensieri poco tranquillizzanti sull’andamento del movimento Italiano della pallacanestro, improvvisamente, proprio lo stesso mondo del basket si ripropone con uno di quei suoi vecchi aspetti romantici che tanto hanno affascinato e fatto storia nel passato. È bastato che dopo 13 anni, un idolo della pallacanestro internazionale, Oscar Daniel Bezerra Schmidt, rimetta piede a Caserta, al PalaMaggiò, per tornare a far riesplodere entusiasmi, evidentemente mai spenti, in quella porzione di terra legata a questa disciplina sportiva. Fu un rampante Boscia Tanjevic che lo volle in A2 nel 1982 e prese corpo una storia cestistica che si è riempita con Hall of Fame italiana, 49.737 punti realizzati, il rifiuto degli onori anche economici della NBA per non lasciare la nazionale brasiliana.

Oscar Schimdt riceve la cittadinanza onoraria dal sindaco di Caserta. Foto Juvecaserta/Gennaro Buco

Questo è quanto Oscar ha scritto nella sua vita cestistica e domenica, sul parquet al quale dice di essere più legato, è stato osannato con ripetute generali sollecitazioni delle ghiandole lacrimali ed alla presenza di Tanjevic e di Gianfranco Maggiò, il presidente dello scudetto del 1991. È stato, Mao Santa, insignito della cittadinanza onoraria di Caserta, e malgrado il clima di sentita commemorazione, l’avversaria della squadra di Sandro Dell’Agnello (Sandrokan), la Pesaro di Pierluigi Bucchi, non si è lasciata intenerire e piegare neanche dalla sontuosa prova di Sosa (30 punti,11 assist e 37 di valutazione).

Edgar Sosa Juvecaserta
Edgar Sosa in azione. Foto Juvecaserta/Gennaro Buco

È stata la prima sconfitta interna della Juvecaserta che però non ha rovinato i valori della festa per Oscar, il quale, durante le numerose interviste concesse, ha rimarcato come i valori del lavoro, quello duro, portato avanti sempre con gran determinazione, siano alla base del successo molto più del talento. La cultura del lavoro allora, l’indicazione che è stata riproposta da Oscar ma che dovrebbe essere l’insegnamento che ogni allenatore delle giovanili dovrebbe dare ai propri allievi.

Aleksander Czyz Juvecaserta
Aleksander Czyz in azione. Foto Juvecaserta/Gennaro Buco

Nei giorni immediatamente precedenti si era tornato a discutere di Nazionale con la riconferma di Gianni Petrucci, candidato unico, alla guida della Fip che torna ad assaporare ambiziosi progetti come il riconfermato obiettivo di avere, a Tokyo 2020, la partecipazione Olimpica sia della Nazionale maschile che di quella femminile. Le ombre però legate alla delusione del preolimpico di Torino, alle somme dissipate infruttuosamente per la sua organizzazione, e soprattutto gli strascichi lasciati sulla motivazioni dei nostri atleti nazionali che restano ancora  con mani, vuote di titoli e piene di insoddisfazione, non consentono al momento di nutrire fiducia. Non lo si riesce anche perché la guida della nazionale affidata ad un coach, tra i più valenti sicuramente, ma pur sempre logoro dai duri impegni del campionato più importante del mondo, a tanti non pare rassicurante. La sfiducia non viene certo mitigata dal fatto che Ettore Messina non avrà compensi ma solo rimborsi spese. Il fatto economico rimarcato dagli organi federali poco giustifica le scelte ma anzi infastidisce non poco perché ogni addetto ai lavori si chiede come si possa nutrire fiducia se siamo costretti a non poter remunerare adeguatamente il coach della nazionale maggiore quando ogni dirigente di piccola società che voglia partecipare, anche al più piccolo dai campionati minori, è costretto a dover impegnare somme per i tesseramenti di cui difficilmente si dispone? Come trovare conciliante l’impellente necessità di diffusione dello sport al più alto numero di giovani atleti possibile quando, sempre più spesso, nei campionati minori si è costretti a richiedere le spese per i tesseramenti direttamente agli atleti ed alle loro famiglie? A questo seguono anche le riflessioni di chi si oppone all’equazione a cui si pensa 7 italiani e 7 stranieri nei roster ed anche che i nostri miglior atleti per crescere e migliorare sono costretti a sperare di doversi misurare nei campionati europei. Tornano quindi minacciose e preoccupanti le dichiarazioni del capitano della nostra nazionale maggiore Gigi Datome, in forza da un paio di anni al Fenerbahce Istanbul, che in una recente intervista ha dichiarato che oltre che i soldi, a parte Milano, alla nostra pallacanestro mancano anche idee.

Il basket giocato nelle ultime settimane ha da rilevare il congelamento (o abbandono definitivo?) dell’attività agonistica di Gianluca Basile ed anche l’altro più rumoroso ma atteso abbandono dell’Olympia Milano da parte di Alessandro Gentile. Atteso perché dopo la privazione dei gradi di capitano a cui la società lo aveva costretto ( ci starebbe da chiedersi in realtà come aveva potuto concederglieli in così giovane età in precedenza), i segnali di scarsa condivisione erano numerosi e risultavano agli occhi di tanti le difficoltà di accettare, da parte di Jasmin Repesa, una gestione diversa da quella entusiasmante che aveva sperato nell’allenare il gioiellino dalle scarpette rosse in odore di NBA. Per adesso però, Alessandro Gentile, concluderà la stagione al Panathinaikos seguendo le stesse orme segnate dal padre Nando che lo fece dal 1998 al 2001. Nel massimo campionato con Milano sempre in testa, arrivano segnali molto confortanti dalla matricola Basket Brescia Leonessa che ha riproposto nel basket che conta la coppia dei fratelli Luca e Michele Vitali. Soprattutto da Luca, valente playmaker di 2 metri dalla grande esperienza,visione di gioco e molteplici  alternative tattiche, giungono, per la sua squadra, soluzioni di gioco utilissime. Il rendimento molto positivo del play bresciano lo sta riproponendo ai massimi vertici, quelli della guida del gioco della nazionale maschile notoriamente deficitaria in questo ruolo. Altra bella prova è stata offerta da Capo D’Orlando. Con il miglior Drake Dienier, l’Orlandina recupera e vince su Sassari, grazie al contributo dell’ex visto anche positivamente ai tempi del Teramo basket e nel felice periodo sardo.

Nei due gironi di A2 in testa si consolidano Biella, nel girone Ovest, a 20 punti solitaria e Legnano a seguire con 18, mentre nel girone Est  Virtus Bologna e Treviso, a 20 punti anch’esse, si dividono la posizione di testa di quella classifica. È già partita la corsa per la conquista delle posizioni nella griglia per le finali di Coppa Italia del prossimo Febbraio.
Emidio Maria Di Loreto

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condividi l'articolo.
Condividi la cultura.
Grazie

In this article