Bed Time di Jaume Balagueró: quando la malvagità si insinua nel quotidiano

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Considerato un regista di culto a livello internazionale per quanto riguarda il genere horror, Jaume Balagueró, dopo l’esperienza del mockumentary (Rec e Rec 2 girati insieme a Paco Plaza), torna con Bed Time (nella sale italiane dal 27 luglio) agli stilemi del thriller tradizionale, quelli costruiti sulla suspense e sul perturbante. O almeno ci prova.

Il perturbante, secondo l’originaria definizione di Freud, è quel sentimento di indefinibile angoscia provocato da una situazione (un oggetto, una persona, un’impressione) riconosciuta come familiare e straniante al tempo stesso. La suspense è invece quel sentimento di attesa ed ansietà scaturito dall’incertezza sui risultati di un’azione. In teoria questi due elementi in Bed Time ci sono tutti, ma non riescono a funzionare come di dovere. Dopo un breve prologo drammatico con voce fuori campo di una trasmissione radio in cui si parla di infelicità – mentre ancora scorrono i titoli di inizio – e con successiva scena di un uomo in procinto di suicidarsi gettandosi dal cornicione di un palazzo, segue un contesto di rassicurante, ordinaria quotidianità in cui va ad inserirsi però un elemento di disturbo; siamo all’interno di una camera da letto e due persone, un uomo ed una donna, dormono. Suona una sveglia, l’uomo si alza – lo stesso che nel prologo aveva tentato di suicidarsi –  si veste in fretta ed esce di casa. Fin qui tutto bene. Ma esce per andare dove?

Nel suo appartamento situato qualche piano più sotto, dove si spoglia, si fa una doccia, indossa una divisa e poi si reca sul posto di lavoro, nel medesimo condominio: scopriamo così che l’uomo, César, è il portiere di un condominio di Barcellona e con Clara, la donna che dormiva accanto a lui, in realtà non ha nessun tipo di relazione intima. Cosa ci faceva quindi nel suo letto? E chi è veramente? Benvoluto da tutti, prodigo di attenzioni e cortesie, César in realtà è un uomo incapace di essere felice e l’unico scopo della sua vita è quello di condannare gli altri alla stessa sua infelicità (o assenza di felicità). In un crescendo di situazioni che vanno dal procurare qualche seccatura all’elaborazione di piani sempre più complessi, farà di tutto per sconvolgere la serenità delle persone che vivono nel condominio dove lavora, soprattutto quella di Clara, il cui ottimismo non sembra venir scalfito da nulla e che nulla sembra sospettare di quel che avviene di notte nella sua camera da letto e nel suo appartamento.

Balagueró affida quindi tutto il potenziale di disturbo all’elemento di un male per così dire “domestico”, ossia non sovrannaturale o proveniente da entità che si pongono in totale alterità rispetto alla dimensione dell’ordinario, ma che, al contrario, si insinua nelle piccole cose di una rassicurante quotidianità ed è pronto a coglierci nel momento di massima vulnerabilità, durante il sonno (il titolo originale del film è infatti “Mientras Duermes”). Quel che non funziona è l’assenza di un’atmosfera in grado di rendere questa insinuazione progressiva del male, in aggiunta all’implausibilità di varie scene, le quali, anziché produrre suspense, spesso suscitano addirittura ilarità. Non il riso nervoso scaturito dalla necessità di alleggerire la tensione, ma un riso simile a quello che abita i territori della comicità. Alcune battute, pure funzionali allo scopo di creare contrasto tra azione drammatica e dialogo così da suscitare disorientamento emotivo, riescono solo a spezzare irremediabilmente il filo della tensione. Il male nell’ordinario – o anche l’ordinarietà del male – di Bed Time riesce così a funzionare solo nel finale, nel momento in cui l’elaborazione del piano di César per seminare infelicità rivela tutta la malvagità di cui è capace. Agghiacciante sì, ed agghiacciante perché si tratta di malvagità fredda e razionale… ma forse un po’ troppo fredda e razionale per poter riuscire ad accedere all’emotività dello spettatore.

Rita Ciatti

Scheda del Film

Titolo: Bed Time  –  Paese : Spagna – Produzione:  -Julio Fernández –  Genere: thriller – Durata: 102′– Regia: Jaume Balagueró – Sceneggiatura: Alberto Marini – Fotografia: Pablo Rosso – Montaggio: – Guillermo de la Cal  – Musica: Lucas Vidal – Attori Principali: Luis Tosar, Marta Etura, Alberto San Juan, Pilar Oliva, Petra Marìnez.

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