Bernie Sanders si ritira dalle primarie, ma le sue idee restano

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L’uomo che più di ogni altro si è battuto per una società americana più giusta e con un’assistenza sanitaria per tutti ha abbandonato il campo. Il 78enne senatore del Vermont, Bernie Sanders per la seconda volta nella sua carriera di candidato alla Casa Bianca si è ritirato. «Una scelta dolorosa» l’ha definita lui stesso. E noi potremmo dire dolorosa per il suo paese.

La decisione è sicuramente figlia del ritardo che aveva accumulato su Joe Biden, nonostante un entusiasmante inizio, fino a quando le primarie dei democratici sono state sospese a causa dell’espandersi della pandemia, e quando già rifletteva sul da farsi. Hanno inciso le pressioni che arrivavano anche dal suo stesso campo come quelle della giovane Alexandria Ocasio Cortez. Ha sicuramente inciso l’idea che la drammaticità della crisi non dava spazio ad ulteriori sfide sul campo perché semplicemente le primarie non si potranno svolgere per troppo tempo e per battere Trump bisogna organizzarsi e, nelle costosissime elezioni americane, il tempo è necessario per raccogliere fondi.

Chissà cosa accadrà nei programmi e nelle scelte politiche di Joe Biden, vice presidente di Obama e appoggiato dall’establishment democratico e da buona parte dei media che vedevano il lui il miglior punto di attrazione dei moderati e, quindi, dei voti necessari a battere l’inquilino della Casa Bianca. Un peccato che non sarà Sanders a sfidare Trump perché sarebbe stato il primo vero cambiamento della storia politica americana e perché, come ha scritto la giovane scrittrice Elizabeth Bruenig sul New York Times «aveva ragione fin dall’inizio, quando ha sostenuto una revisione totale del sistema sanitario americano negli anni ’70. Ha ragione ora, poiché lo stress da pandemia evidenzia le scarse risorse di milioni di cittadini […] Aveva ragione quando sembrava essere l’unico allarmista in un clima politico di compiacimento. Ha ragione in questo momento in cui è l’unico politico non sorpreso di vedere le compagnie farmaceutiche trarre profitto da una piaga letale con l’aiuto del Congresso. In politica, come nella vita, avere ragione non necessariamente premia» [1].

USA, New York ai tempi di Covid- 9. Foto Susan Grossi

Dall’altro lato della politica troviamo il Presidente Trump che per settimane ha prima fatto finta di nulla anche di fronte ai rapporti dell’Intelligence, poi ha sostenuto che era poco più che un’influenza, e con lui i notiziari della Fox, molto vicina al presidente, a considerarla uno strumento politico dell’opposizione e poi ad accertarne la pericolosità ma dando la responsabilità ai cinesi e ora ha perfino dichiarato di voler sospendere gli aiuti all’Organizzazione mondiale della Sanità colpevole di aver gestito male la situazione.
I provvedimenti sono arrivati tardi (i primi il 13 marzo) pur avendo le evidenze di quanto tragicamente andava accadendo in Italia e poi sulla costa occidentale degli Stati Uniti.

Nel momento in cui scrivo la Covid-19 ha causato dal 29 Febbraio, quando un uomo  di 58 anni  vicino a Seatte fu dichiarato la prima vittima statunitense da Covid-19, 14.808 morti su 434.791 contagiato e con 24.058 guariti. Come in tutti i paesi questi numeri sono di gran lunga sottostimati, come ammettono le stesse autorità, rispetto a quanto effettivamente siano nella realtà. E non siamo nemmeno vicini ai picchi. Le restrizioni nel paese sembrano avere effetti tanto che una delle stime più ottimistiche fatte dall’Institute for Health Metrics and Evaluation parla ora di 60,400 decessi entro agosto, un 26% in meno di quanto stimato in precedenza.

Dan Balz, corrispondente capo per la politica interna, presidenza e Congresso per il Whashington Post, ha iniziato una sua approfondita analisi sulla impreparazione del paese di fronte alla pandemia con queste parole: «il presidente Trump ha minimizzato la minaccia del coronavirus, è stato lento a muoversi e ha trasmesso messaggi contrastanti alla nazione. La burocrazia federale ha pasticciato sulla rapida produzione di test per il virus. Le scorte di materiali medici cruciali erano limitate e le linee di fornitura farraginose… » [2].

Nel frattempo si è corso ai ripari con l’approvazione con imponenti misure e risorse per fronteggiare gli effetti della pandemia su vari fronti da quello sociale a quello economico. Sono oltre duemila miliardi di dollari che si impegneranno tra aumento delle spese, mancati introiti e finanziamenti. La metà circa riguardano i versamenti diretti ai cittadini nella misura di (fino a) 1.200 dollari e le coppie sposate fino a 2.400, inclusi 500 dollari per ogni figlio. Ci saranno anche risorse per le amministrazioni locali e un centinaio di miliardi finirà agli ospedali. Per il sistema produttivo, una grossa fetta, circa 500 miliardi, finiranno tramite la Federal Reserve alle grandi aziende per la liquidità necessaria, mentre alle piccole e medie aziende sono destinati 367 miliardi per prestiti alle piccole e medie imprese e quelle con 500 o meno dipendenti avranno finanziamenti fino a 10 miliardi, attraverso le banche, per mantenere l’occupazione al 90% e non potranno distribuire dividendi [3] .

Queste misure però, come spiega Martino Mazzonis su Sbilanciamoci, non riusciranno ad arrestare la recessione «perché quando un’economia si ferma di colpo per ragioni non legate al ciclo economico, mettere soldi nelle tasche delle persone non stimola la domanda privata di persone chiuse in casa. Le diseguaglianze crescenti, le aree rurali in declino, il lavoro mal pagato e garantito peggio, le infrastrutture arrugginite e desuete rimarranno lì. Il Coronavirus non farà che accentuare i problemi strutturali di un’economia che crea ricchezza e malessere economico allo stesso tempo. Ma la necessità di far avere soldi a milioni di famiglie americane era reale, negli Usa il pronto soccorso casa per casa serviva più che altrove. […]. Come mai tanta urgenza? Basta guardare i numeri. Quelli generali e quelli dei giorni immediatamente successivi alla dichiarazione di stato di emergenza da parte dell’amministrazione Trump. Negli Stati Uniti il 49% dei cittadini ha un reddito che gli consente di arrivare alla fine del mese ma non di affrontare un’emergenza di qualsiasi tipo. Tra questi ci sono i 50 milioni di persone che vivono con salari intorno ai 10 dollari l’ora impiegati nei settori che saranno i più danneggiati dal lockdown di tante città: 5 milioni nella ristorazione, 4,5 nel commercio al dettaglio e 2,5 tra custodi e donne delle pulizie. La maggior parte di costoro, ci dice una ricerca di Brookings Institution, sono negli anni centrali della loro vita lavorativa, lavorano full time e tra questi il terzo che ha figli a carico è spesso sotto la linea di povertà» [4].

E nonostante i drammi, come scrive su l’Espresso Scilla Alecci ci sono «alcuni senatori ne hanno approfittato e si sono arricchiti. Registrazioni segrete pubblicate dalla stampa americana hanno rivelato come il senatore repubblicano Richard Burr abbia venduto le sue azioni in settori potenzialmente a rischio subito dopo aver ricevuto informazioni classificate sulla gravità dell’epidemia» [5].
Pasquale Esposito

[1] Elizabeth Bruenig, ”Bernie Sanders Never Lied”, https://www.nytimes.com/2020/04/08/opinion/bernie-sanders-campaign.html, 8 aprile 2020
[2] Dan Balz, “America was unprepared for a major crisis. Again”. https://www.washingtonpost.com/politics/america-was-unprepared-for-a-major-crisis-again/2020/04/04/df85c0da-75d9-11ea-87da-77a8136c1a6d_story.html, 4 aprile 2020
[3] “Le ricette degli altriEcco che cosa hanno fatto, miliardo per miliardo, i grandi paesi per salvarsi dal virus”, https://www.linkiesta.it/2020/04/coronavirus-usa-spagna-francia-germania-italia-garanzie-imprese/, 9 aprile 2020
[4] Martino Mazzonis, “La tempesta perfetta. Gli Stati Uniti di fronte al Covid-19”. https://sbilanciamoci.info/la-tempesta-perfetta-gli-stati-uniti-di-fronte-al-covid-19/, 27 marzo 2020
[5] Scilla Alecci, “Io, italiana a Washington. Dove i politici si sono arricchiti con il coronavirus“, https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/03/25/news/io-italiana-a-washington-dove-i-politici-si-sono-arricchiti-con-il-coronavirus-1.346073, 25 marzo 2020

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