Bianco. Storia del futuro. Cantautore per una band che respira rock e ballate

bianco storia del futuro
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Lo sai lontano non si va senza un intento” recita un verso de Il bosco dell’amore. E Bianco dovrebbe arrivare lontano perché un intento ce l’ha. E nemmeno un intento qualsiasi o modaiolo: è l’onestà.


Una strada lunga, tortuosa e perigliosa che ha iniziato a percorrerla e a raccontarla a noi ascoltatori con  il suo secondo album Storia del futuro. In questo viaggio, almeno alla prima sosta, Bianco (Alberto Bianco) non è da solo, lo accompagnano in tanti facendo diventare l’album un’opera corale, da band affiatata. E questo ci obbliga, nonostante ritornelli che ci rincorrono, a riascoltare per cogliere le aperture sonore e gli intrecci strumentali di musicisti come Michele Calabbrò, Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Claudio De Marco, Andrea Laszlo De Simone, Alessandra Fiore, Giovanni Maggiore, Gianluca Mangione, Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori),  Eugenio Odasso, Ppaolo “De Angelo” Parpaglione, Steve Colosimo Pirillo, Fabrizio Porro, Anthony Sasso, Mr. T-Bone (Africa Unite), Peter Truffa (Bluebeaters), Beatrice Zanin.
Tommaso Cerasuolo è nel disco con la sua voce e le sue parole nella canzone La solitudine perché c’è?, un pezzo che si apre con qualche nota degli ultimi Coldplay per poi allontanarsi verso il cantautoriato nostrano di marca Gazzè/Silvestri senza perdere continuità melodica grazie alla qualità degli arrangiamenti il cui livello resta alto in tutto l’album.

Dopo qualche ascolto il salto repentino dalla prima La notte porta conigli alla quarta canzone Scoria lascia percepire il corpo e il senso musicale dell’album. Corriamo insieme ad un rock americano ritmato con chitarre che dopo sviolinate si acquietano e lasciano spazio alla calda voce di Bianco, sorretta dalle percussioni, per cantare “la verità di questo mondo a catena sta nella testa di chi soffre ma spera nell’idea giusta che possa portarlo lontano, lontano dalla realtà”. E poi ci facciamo dondolare da poche note e da una voce sonnolenta per naufragare nel mare, “ho toccato il fondo, sono un italiano, ho iniziato a scavare fino ad arrivare al mare”, per poi dare volume alle chitarre e chiudersi splendidamente con poche note di tromba.

Non i curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: pop-rock
Bianco
Storia del futuro
etichetta: INRI
data di pubblicazione: 12 11 2012
brani: 11
durata: 48:40
cd: singolo

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