Bimbi Belli al Nuovo Sacher. Settimo film: “Diciottanni – Il mondo ai miei piedi” di Elisabetta Rocchetti

diciottanni il mondo ai miei piedi Elisabetta Rocchetti
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Settimo appuntamento della rassegna “Bimbi Belli – Esordi nel cinema italiano”: “Diciottanni – Il mondo ai miei piedi” di Elisabetta Rocchetti.
Ludovico, diciottenne, orfano dalla nascita, vive con suo zio tossicodipendentee frequenta spesso la casa di un suo amico e quelle delle donne, più grandi di lui, con cui ha delle relazioni nelle quali non si lascia mai coinvolgere. Un giorno però s’innamora di una di queste donne, forse proprio di quella sbagliata.


Il film di Elisabetta Rocchetti, attrice (su tutti L’imbalsamatore di Matteo Garrone) e autrice di cortometraggi, presenta dei momenti di verità nel dipingere personaggi, atmosfere e situazioni di contorno (si pensi alle scene della scuola), non convincono affatto la trama principale e gli snodi narrativi che la sorreggono. Anche i personaggi, nel momento in cui sono “trascinati” nell’intreccio perdono di credibilità. Ad esempio si coglie il senso generale di disagio del giovane protagonista, ma risulta molto meno convincente invece il momento in cui capiamo (perché ci viene detto) che si sta innamorando. Del film si apprezza inoltre il modo in cui i personaggi, con una loro fisionomia emotiva, sono disposti e scalati intorno al protagonista. Interessanti, anche se a servizio di personaggi di maniera, le prove attoriali di G-Max (Sandro, lo zio di Ludovico) e Rosa Pianeta (la madre di Luca, il miglior amico di Ludovico). Decisamente convincenti quelle di Marco Iannitelli (Luca), davvero molto bravo, capace di tenere in piedi anche le scene più deboli, e di Monica Cervini (Debora, moglie dello zio Sandro), che riesce a rendere le sfumature emotive del suo malinconico personaggio.

Alla fine della proiezione, durante il dibattito condotto da Nanni Moretti, l’autrice ha raccontato che al film hanno lavorato tutti gratis. Ha richiesto inutilmente finanziamenti statali e dopo aver realizzato il film si è scontrata con la fase ancor più difficile della produzione: la distribuzione. A Cannes ha incontrato Franco Zuliani di Officine Ubu che è riuscita a convincere a distribuire il film. Infine Rocchetti, sollecitata da alcune domande del pubblico, ha spiegato che già da diversi anni aveva nel cassetto la storia di questo disagiato adolescente donnaiolo che è soprattutto un pretesto per raccontare,  attraverso le donne con cui si relaziona, diverse sfaccettature del mondo femminile, sfaccettature che le appartengono.

In una rassegna in cui sono presenti film d’esordio di autori in realtà già affermati e con carriere consolidate, ipotizzando che tra gli obiettivi principali della manifestazione ci sia quello di permettere al pubblico di confrontarsi con nuovi autori, segnaliamo che  questo film, pur presentando imperfezioni  e carenze, è uno dei titoli in programma di un vero autore emergente.
Rocco Silano

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