Bitcoin: criptomoneta o cleptomoneta?

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Oggi si scopre,  verificando l’andamento dei cambi, la fondatezza  dei rischi denunciati di  volatilità della moneta elettronica. Il valore che si era attestato a Gennaio, oltre i 1.000$, si è più che dimezzato ed è sceso a 552$ da oltre una settimana, tornando ai livelli di Dicembre 2013. Ma questa è l’altalena ormai consueta del trading: nel 2013 il minimo verificato è stato 13$ e il massimo oltre 1300$.

Che cosa ha provocato l’attuale deprezzamento? Ha chiuso  il più famoso  cambiavalute sul mercato giapponese di Bit Coin. La pagina di MtGox è sparita e non è più possibile collegarsi al sito. La chiusura della MtGox che è stato il primo trader di Bit Coin  è clamorosa, anche perché la vicenda è collegata ad una falla nel software utilizzato, con la sparizione  di quasi 800mila Bitcoin, circa 400 milioni di dollari ai valori di cambio del 25 febbraio.
Le altre società di cambio di moneta digitale, per reagire al crollo del valore e alla perdita di fiducia nel sistema Bitcoin hanno serrato i ranghi  ed emesso un comunicato per garantire sicurezza in ogni fase del processo e in tutte le transazioni.

MtGox, è stato fondato nel 2009 e nasce come “market place” per la compravendita di carte del gioco Magic: The Gathering, carte collezionabili per un famoso gioco – da notare che ne è acronimo – che hanno raggiunto valori ragguardevoli.  Nel 2010 ha sostituito le carte con le monete elettroniche. Negli ultimi sei mesi  con  il 21% di tutte le transazioni si è affermato come  uno dei maggiori uffici di cambio del settore, e il suo cambio è stato il riferimento per definire il  prezzo standard dei Bitcoin. E oltre a ciò scelto  dagli utenti, come banca per  i loro depositi.
La chiusura ha cancellato tutto e i depositi si sono ormai volatilizzati.

Quando si verifica un evento del genere si concretizzano danni irreparabili per i depositanti, infatti si perdono i soldi lasciati sui conti e non sono previste forme di attenuazione del danno come un’assicurazione sui depositi (quella che garantisce  i correntisti delle banche). E neppure un ente  centrale di garanzia con le funzioni che per le  monete tradizionali  svolgono le banche centrali.
Dal 2011 la MtGox era chiacchierata, proprio per la vulnerabilità del sistema, ma le voci era stata tenuta sempre sotto controllo e giravano solo fra gli addetti.  Solo poche settimane fa la Procura federale di Manhattan, aveva incriminato MtGox e aveva chiesto il sequestro giudiziario di diversi documenti relativi al suo funzionamento, e l’autorità finanziaria canadese, la FINTRAC, che pure aveva  dimostrato una certa simpatia per il fenomeno Bitcoin,  ha accennato alla possibilità di impedire ai canadesi di effettuare operazioni di cambio all’estero.
Ancora più nefasto è che a metà febbraio Silk Road 2.0, successore  dell’omonimo  (chiacchieratissimo) sito di e-commerce fu chiuso dall’FBI in ottobre, è stato violato  e sono stati rubati 2 milioni e mezzo di dollari in Bitcoin.

È finita l’epopea? Non sembra proprio, visto che nonostante il crollo di valore e i fenomeni  negativi  i sostenitori dell’”open source” e gli avversari delle monete tradizionali e dei possibili “quantitative easing” non si scoraggiano per così poco e considerando i recenti avvenimenti, inevitabili incidenti di percorso,  guardano ad altre notizie: come la recente statistica che ha visto il 25% dei  pagamenti  anonimi verso i siti porno effettuato  con cripto monete o l’ammorbidimento delle autorità monetarie russe e thailandesi ma soprattutto cinesi che ha portato a un significativo incremento degli scambi in quelle aree. E anche in Italia e più precisamente in Friuli un imprenditore (nickname gavrilo) lancia il primo Bancomat per Bitcoin che sarà installato a Udine per gli scambi con euro.
Certo l’impressione è che il cammino della moneta prosegua, forse  l’incidente è un fatto positivo perché invita a stare in guardia e ad escludere i soggetti ritenuti non affidabili e gli avventurieri. E accelererà  la regolamentazione del settore ormai auspicata da più parti. Alcuni segnali vanno sicuramente in questa direzione la Federal Reserve inizia a studiare il fenomeno, e il Congresso di Washington a tiene audizioni sui problemi di controllo e di trasparenza.
Francesco de Majo

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