Black Tail, You Can Dream It In Reverse

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L’attacco di Chine Blue (Sixsteen), la prima canzone del nuovo disco dei Black Tail, potrebbe ingannare per quei movimenti ambient e di pop rarefatto, ma prima dei due minuti, le bacchette della batteria danno il cambio del ritmo introducendoci al rock e al pop che si ode in vari momenti dell’album che pennella riferimenti al suono degli anni Sessanta. E questo vale anche per il brano seguente, Sequoia anche se non ha l’incedere del precedente e si muove su chitarre più dilatate e in parte distorte che rappresentano un’altra cifra del disco.

You Can Dream It In ReverseLa bontà di You Can Dream It In Reverse si palesa però in uno spartito che deve tanto all’alt-country, ai grandiosi Wilco facendone un lavoro americano come i precedenti.

You Can Dream It In Reverse è il terzo disco dopo Springtime Will Come (2015) e One Day We Drove Out of Town (2017).

I Black Tail nascono nei boschi fuori Boston con Cristiano Pizzuti, nel 2012 ma sono italianissimi, e oltre alle pianure e i boschi d’oltreoceano c’è anche la pianura pontina a ispirare, tra Latina e Roma, Cristiano Pizzuti (voce e chitarra), Roberto Bonfanti (percussioni), Simone Sciamanna (chitarra) e Luca Cardone (basso). A loro si aggiungono in questo disco Filippo Strang (synth) in China Blue (sixteen), Charlotte Oaks ( cori) in Sun e Valentina Ariel K (cori)| in Not OK.

Black Tail

Con Apple Trees troviamo un brano in viaggio per chissà quale destinazione con linee melodiche che si allargano, chitarre sempre nitide, squillanti e la sezione ritmica che detta i cambi come avviene in partenza.

Mentre Late Summer dagli iniziali arpeggi in stile hawaiani naviga, con la leggiadria dei Yo La Tengo, lenta aprendosi a movimenti corali ampi e con tutti gli strumenti che suonano decisi, netti.
All the clouds are blown off today.
All this head-winded wavering aim
incenses my fears, so I set fire to all
the flowering mess in my heyday.

Descrivendo il loro disco dicono che «mentre scrivevamo i brani per il nuovo album, abbiamo pensato spesso a come ci sentivamo da adolescenti, quando abbiamo capito cosa potesse essere veramente la musica. Per una buona parte della nostra generazione, i modelli di riferimento erano perlopiù incompatibili con il nostro modo di sentire. […] In questi giorni del 2020, molto spesso ho l’impressione di rivivere quello smarrimento: il mondo e la società ti suggeriscono direzioni che non sono quelle in cui sai di voler andare, il senso di tante parole, anche nel lessico musicale – parole a cui eri abituato – stanno cambiando e il disorientamento non è solo una questione di nomenclatura. Abbiamo imparato che, pur andando avanti, puoi sempre tornare a quel sentimento iniziale, per riscoprirti ancora parte di qualcosa. È un passaggio segreto che la musica indie ci ha insegnato a ripercorrere».

Prima di chiudere vorrei segnalarvi l’ascolto di Not OK, un attacco in stile punk, gran ritmo, chitarre sfavillanti, un cantato armonioso e, in alcuni passaggi, la voce di Cristiano che mi ricorda, sbaglierò sicuramente visto il genere musicale, quella di Roland Gift, dei Fine Young Cannibals.

Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

Black Tail
You Can Dream It In Reverse
etichetta: MiaCameretta Records – Lady Sometimes Records
data di uscita: 13 marzo 2020
brani: 9
durata: 00:46:77
album: singolo

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