Blume, un giorno di bellezza assoluta

history 4 minuti di lettura

Tutti hanno il diritto ad un giorno di bellezza assoluta.
Blume, più che uno spettacolo teatrale è una creazione del cuore che nasce con l’obiettivo di stimolare giovani under 30 con fragilità fisiche, psichiche o sociali ad essere sé stessi per tirare fuori i propri talenti e le proprie specificità attraverso il teatro.

Il percorso è iniziato tre anni fa ed ha visto prima una fase di formazione dove i ragazzi hanno imparato a conoscere sé stessi e gli altri e poi gli stessi sono stati coinvolti nella fase di vera e propria realizzazione dello spettacolo.

Godiamo la presenza scenica di 13 splendidi giovani donne e uomini che ci prendono per mano per accompagnarci nel loro mondo con alcuni racconteranno la propria storia di disagio senza filtri.
Ciascun ragazzo dona un pezzo della propria storia, libero dai pregiudizi e senza buonismo.
I giovani utilizzano la musica, la danza, il racconto per offrire sé stessi, si rivelano senza ricette, ma attraverso emozioni e suggestioni al pubblico, si lasciano annusare, di alcuni possiamo solo immaginare le fragilità, altri invece si aprono e ci parlano delle proprie realtà.

Incontriamo chi in prima persona ha dovuto fare i conti con una famiglia disfunzionale ed un padre violento e abusante che ha visto la propria madre gravemente lesa nel corpo, ma che attraverso un percorso di autoconoscenza ha imparato quanto la propria vita ed il proprio corpo sia inviolabile perché prezioso.
Saliamo su un barcone pieno di immigrati che dall’Africa giunge in Italia con una ragazzina spaventata a bordo dopo essere stata già provata dal soggiorno in Libia, viviamo con lei la paura della notte in mare con la consapevolezza di essere in grave pericolo, insieme a lei arriviamo nei centri di accoglienza della Sicilia poi del nord Italia, viviamo con lei il suo desiderio di integrarsi per imparare la lingua e la ascoltiamo  con la consapevolezza propria di noi adulti che si, lei è stata fortunata, ad una giovanissima donna, sola , senza documenti e senza la possibilità di poter comunicare poteva andare molto peggio.
Siamo irretiti dal racconto di un ragazzo che sembra così innocuo e mite e probabilmente lo è, ma le voci lo tormentano e lo spingono a fare del male ai suoi genitori, lo ricoverano, le sue amiche saranno le pillole che allontanano da lui i fantasmi della sua mente.
Incontriamo i ragazzi nei goffi e teneri tentativi di approccio con l’altro sesso, spesso fallimentari, ma “chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso”.

Lo spettacolo è accompagnato nelle musiche e testi suggestivi di Didie Caria che richiama a ciò che è trasparente e leggero e che corre il rischio dell’invisibilità, proprio come i 13 ragazzi di Blume

Ma come nasce questa atipica compagnia teatrale?
Dall’associazione LiberamenteUnico operante nel sociale che coinvolge dapprima un gruppo di anziani del Cottolengo di Torino che porteranno a teatro nel 2011 lo spettacolo “Polvere, la vita che vorrei”. Nel 2016 con la nascita del progetto “In Virdis”, l’associazione inizia ad occuparsi di giovani.

Regista di questi progetti sempre lei: Barbara Altissimo che esplora con curiosità questi mondi per sciogliere i nodi dei pregiudizi e degli stereotipi. Barbara ha riconosciuto come propria missione di vita quella di aiutare le persone a sentirsi adeguate e mai inferiori a nessuno.
Colpisce la affermazione della Altissimo: “quando si è come si è non si può non piacere” vivendo noi nel mondo dell’apparire, del filtro che altera le realtà per migliorarla e soprattutto altera noi stessi e l’immagine che diamo agli altri.
Gli americani dicono “Fake it till you make it” che nel senso vuol dire: se desideri essere qualcosa di diverso, di migliore da ciò che sei, fingi di esserlo veramente e comportati come se tu fossi ciò che desideri finché diventerai ciò che vuoi.

Il lavoro della sensibilissima Barbara Altissimo sembra andare nella direzione opposta ed è forse il messaggio che Blume regala ad ognuno di noi da portare a casa: Sii te stesso, sii autentico fino al punto in cui non vorrai essere null’altro da ciò che sei.
Adelaide Cacace

Teatro Franco Parenti – Milano
21 e 22 ottobre 2019
Blume
progetto ideato e realizzato da LiberamenteUnico
una creazione di Barbara Altissimo
drammaturgia Emanuela Currao
colonna sonora originale eseguita dal vivo Didie Caria
collaborazione artistica alla creazione Emanuela Currao e Didie Caria
assistente alla regia Valeria Stefanini
disegno luci e spazio scenico Massimo Vesco
costumi Alessia Panfili
organizzazione e comunicazione Roberta Cipriani
in scena i ragazzi del progetto In verdis: Carola, Chiara, Daniele, Eleonora, Gabriele, Giovanni, Gorette, Loveth, Michela, Rebecca, Sanaa, Sebastian, Tommy
Durata: 1 ora e 15 minuti

newsletter mentinfugaIscriviti alla newsletter

-----------------------------

Se sei giunto fin qui vuol dire che l'articolo potrebbe esserti piaciuto.
Usiamo i social in maniera costruttiva.
Condivi l'articolo.
Condivi la cultura.
Grazie

Temi relativi all’articolo: