Bolivia: richiesta di arresto per la ex presidente Jeanine Áñez

Bolivia bandiera
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In Bolivia l’accusa della presunta frode elettorale alle elezioni presidenziali di ottobre aveva comportato la cacciata del presidente Evo Morales. I poteri furono assunti dalla senatrice dell’opposizione Jeanine Áñez che si autoproclamò presidente. Arrivò l’aiuto di una parte delle forze armate che con il loro comandante, Williams Kaliman suggerivano a Morales nei giorni del caos “di rinunciare al suo mandato, consentendo la pacificazione e il mantenimento della stabilità per il bene della nostra Bolivia“. Un golpe bianco nella sostanza.
La magistratura oggi ha chiesto l’arresto della ex presidente Jeanine Áñez, accusata di “sedizione e terrorismo” per i fatti che portarono all’allontanamento di Morales. Insieme a lei sono stati emessi ordini di cattura anche per alcuni capi militari e della polizia. Jeanine Áñez ha postato su Twitter che si tratta di “persecuzione politica”.
Anche alcuni ministri del governo Áñez sono stati raggiunti da mandati di arresto.
Le accuse contestate potrebbero comportare diversi anni di carcere.

 

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