Boole, il padre dell’Era Digitale

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George Boole nacque a Lincoln, in Gran Bretagna, il 2 Novembre 1815, ed è considerato da tutti il fondatore della Logica Matematica.
Nonostante siano trascorsi 200 anni il pensiero di Boole è ancora attualissimo: pensate che, quando nelle dimostrazioni logiche o nel pensiero comune vengono usate le parole “e”, “o”, “per ogni”, “esiste”, il significato che vi attribuiamo oggi lo dobbiamo a Boole.
Come molti grandi pensatori la sua famiglia era di umili origini, per cui dovette studiare da solo le cose che lo appassionavano, approfondendo le opere dei grandi matematici, arrivando a creare dei metodi algebrici di risoluzione delle equazioni differenziali, e riuscendo ad arrivare alla cattedra di Matematica del Queen’s College di Cork, lavoro che lo accompagnerà per tutta la sua breve vita: morì, infatti, all’età di soli 49 anni, per una polmonite mal curata, lasciando in eredità una serie di testi scritti che ancora oggi si studiano in varie facoltà universitarie.

George Boole ha posto le basi dell’Era Digitale. Le sue scoperte hanno influenzato vari aspetti della Matematica moderna, della Microelettronica e dell’Informatica.
In Matematica l’autodidatta Boole ci ha dato il bellissimo testo “Indagine sulle leggi del pensiero” (tit. orig. “An Investigation of the Laws of Thought”, che Bertrand Russell definì “il lavoro in cui fu scoperta la matematica pura”). In questo lavoro per la prima volta l’algebra viene separata dall’aritmetica, liberando il ragionamento sulla matematica dai numeri e dalle complicazioni ad essi collegati.
Boole pose le basi della Teoria degli Invarianti che suggerì ad Einstein la sua Teoria della Relatività, e creò dei metodi algebrici per risolvere le equazioni differenziali.
Anche la Teoria della probabilità fu profondamente trasformata da Boole: egli definì le regole per trasformare una dimostrazione in un’espressione logico-matematica che, manipolata opportunamente, permetteva delle deduzioni logiche.

In Microelettronica le sue idee vengono spesso associate a quelle di Claude Shannon sulla Teoria dei Circuiti: a partire dalle porte logiche (gates) fino all’analisi dei segnali, Boole ha ispirato il lavoro dell’ingegnere americano, padre della Teoria dell’Informazione. I nostri computer sono costruiti partendo da quelle teorie.
In Informatica Boole è considerato l’antesignano della programmazione ad oggetti, per aver definito logicamente i concetti di classe ed oggetto che sono il cuore di quella teoria. Nella programmazione moderna la programmazione ad oggetti riveste un’importanza strategica, perché è il cuore di tutte le applicazioni che usiamo, dagli strumenti di Office Automation ai giochi.
Ma Boole entrò anche in contatto con il creatore del primo computer della storia, la “Macchina analitica” di Charles Babbage: la prima macchina pensata non per risolvere un compito specifico, ma per essere “general-purpose”; il concetto di programmazione è legato strettamente alla macchina di Babbage e alla prima programmatrice della storia: Lady Ada Lovelace (il cui nome è anche quello di un linguaggio di programmazione: ADA). I due pensatori si influenzarono a vicenda, e noi oggi usiamo PC e Smartphones anche grazie a loro!

Enrico Cirillo

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