Brace. Puledri nello stomaco. Una scrittura briosa e dodici istantanee in stile pop-rock

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Il professore di matematica non ama fare i calcoli. Almeno quando si  tratta di musica, e così l’attesa di otto anni dal primo disco è la  conseguenza della maturazione delle idee necessarie a raccontarci un’altra personale puntata della sua storia musicale. Davide Rastelli in arte Brace con la collaborazione di ottimi musicisti [1] ed in particolare Matteo Costa Romagnoli che oltre ad aver prodotto l’album suona tra l’altro il basso l’organetto e il cembalo e Nicola ‘Lompa’ Lombardi (Uyuni) alla chitarra il “vero” interprete dello spartito Brace.


Brace. Foto Beatrice Imperato

Puledri nello stomaco arriva dopo Salvate il mio maglione dalle tarme (a nome Mr Brace) e, come si può intuire, l’uso dell’italiano non è da scolari con difficoltà linguistiche e la sostanza del cantato resta uno dei capisaldi del lavoro di Davide. Il non-sense, le metafore fuori registro ricoprono un ruolo in questo narrare l’esistenza quotidiana che è personale ma guarda ad una generazione. Sarà la svolta che tanto aspettavi/Come non ci fosse un domani/Un improvviso crollo dei nostri piani
E questo accade con un’impostazione indie-rock connotata da elementi di giocosità ritmica e apprezzabili variazioni sul tema. Sorridi perché̀ immagini di essere una foto/Di essere la foto di qualche istante fa.


Disegno Francesco Cattani

Un brano che meriterebbe la copertina e il successo radiofonico è Casa Vuota dove la semplicità della lirica che con un flash inquadra una scena si sposa con immediatezza ad una linea musicale in movimento verso quartieri lontani. Un pop-rock con le percussioni in primo piano accompagnati da nitidi tocchi di chitarra che lasciano il campo a ritmi quasi ribali e segnali funcky. In frigo c’è rimasta una cipolla ed è lessata.

Da non dimenticare il veloce punk-rock di Pigiamarmatura che inevitabilmente costringerà al movimento senza sosta nei concerti. A proposito di velocità e di rock d’impatto non è da meno l’iniziale Olio per cervella con quell’intro quasi rumoristica che resta in sottofondo alla cavalcata delle percussioni e all’arrivo delle chitarre il tutto lasciandoti fermo contro un muro. Perché non illumini /Perché non bruci tutto.
E le dolci ballate Braccia in pieno stile romagnolo per una vendetta d’amore e Buongiorno che si incunea nella tradizione della canzone pop italiana con un’orchestrazione tra scrittura e note degna di attenzione. Buongiorno maestro/Buongiorno esteta della luce/Buongiorno poeta in attesa della vanga.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: pop-rock
Brace
Puledri nello stomaco
etichetta: Garrincha Dischi
data di pubblicazione: 29 aprile 2014
brani: 12
durata:  37:40
cd: singolo

[1] Oltre ai citati e allo stesso Rastelli (voce, chitarra acustica, classica e semiacustica, shaker, cembalo e mani),  troviamo Francesco Brini (batteria, congas, shaker), Marco “Carta” Cattaneo (basso), Enrico Farnedi (tromba, trombone, flicorno, ukulele, voce), Gian Maria Fano (pianoforte), Elia Dalla Casa (sax baritono), Enrico Roberto (pianoforte, synth), Francesco Draicchio (synth).

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