Brasile: pandemia dilagante, decreti pro armi e il ritorno di Lula

brasile san paolo
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In Brasile la settimana è stata dominata dalle drammatiche notizie che arrivano per il dilagare della pandemia da Covid-19 e dal ritorno alla politica dell’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Il grafico che vedete qui di seguito evidenzia, fino al 18 marzo, l’andamento giornaliero dei decessi in tutto il Brasile con una media, negli ultimi 7 giorni di oltre 2.000 morti giornalieri. A breve purtroppo si supereranno i 300.000 morti.
Il sistema sanitario è al collasso, «secondo la rilevazione dei media G1 e Globo, sono decine e decine le persone morte nell’attesa di un respiratore a San Paolo e nel resto dello Stato: almeno 79 e la stima è per difetto» [1].

brasile morti pandemia
La campagna vaccinale va a rilento: meno del 5% della popolazione è stata vaccinata. Lo stato di San Paolo, il più ricco del paese è quello meso meglio, mentre a Rio de Janeiro la campagna si è fermata per mancanza di vaccini.
Qualche giorno fa è stato esonerato per la quarta volta il ministro della Salute, il generale Eduardo Pazuelo, sostituito con il cardiologo Marcelo Queiroga. Le motivazioni della cacciata sono legate appunto alla lentezza della campagna.

I vari governatori degli Stati continuano ad aumentare le restrizioni per arginare la marea di contagi e le morti, mentre il presidente Jair Bolsonaro continua, come ha sempre fatto, con i suoi comportamenti negazionisti.
L’ultimo atto è stato l’avvio di un’Azione diretta di incostituzionalità (Adi) presso la Corte Suprema di Brasilia (Stf) per fermare i decreti di governatori e sindaci che hanno stabilito provvedimenti restrittivi, incluso il coprifuoco, per attenuare la diffusione della pandemia.

Queste mancate restrizioni avrebbero avuto come effetto, secondo Bolsonaro, un calo limitato dell’economia. In effetti il 2020 si è chiuso con un calo del 4,1%, il peggior dato dagli anni Novanta, un dato migliore delle attese ma dovuto «ai trasferimenti di denaro alle fasce povere. Ciò ha permesso all’economia brasiliana di crescere del 3,2% nel quarto trimestre, secondo i dati dell’istituto di statistica ufficiale (IBGE)» [2].

Resta il fatto però che oltre il 40% degli occupati brasiliani vive alla giornata lasciando un’immensa fascia di popolazione in povertà. Un dato talmente eclatante che pur con un Governo

«inizialmente riluttante per motivi ideologici e per i ridotti spazi fiscali, il Congresso brasiliano nel mese di marzo ha intercettato i bisogni dei cittadini e si è fatto promotore della proposta di un aiuto emergenziale molto più corposa di quanto sia stata la misura assistenziale più celebre degli ultimi lustri, Bolsa Familia, introdotta dall’esecutivo Lula nel 2003» [3].

Nel frattempo il governo di estrema destra di Bolsonaro ha trovato il tempo di ricorrere in appello per ottenere che si possa celebrare il prossimo 31 marzo il colpo di stato del 1964, come voleva una sua circolare bloccata in precedenza, perché è una “pietra miliare della democrazia brasiliana”. Quel golpe cancellò tutti i diritti e consentì ai militari di ricorrere a violenze e torture sistematiche contro ogni forma di opposizione fino al 1985.

Non solo, Jair Bolsonaro sta inondando di armi il suo paese. Ad Aprile, se non verranno fermati dal legislatore o dalla Corte Suprema, entreranno in vigore dei decreti che consentiranno ai brasiliani di detenere più facilmente armi. Da quando è al potere continua ad emettere disposizioni per un possesso più esteso di armi, anche di grosso calibro. Secondo Ilona Szabó, direttrice dell’Istituto Igarape di Rio de Janeiro, «non c’è giustificazione tecnica per questi decreti, che finiranno per favorire le organizzazioni criminali» [4]. Inoltre

«molti ex ufficiali della polizia ed esperti di sicurezza hanno ritenuto che le misure del presidente abbiano influito sull’alto tasso di omicidi in Brasile e che abbiano contribuito ad una maggiore instabilità del Paese. L’economista Thomas Victor Conti ha riferito che l’allentamento delle leggi sulle armi comporterà un aumento del tasso di criminalità e ha sottolineato che non c’è alcuna differenza tra armi illegali e legali, poiché sono parte dello stesso mercato. “La circolazione di più armi legali in Brasile, incrementerà indirettamente il numero di armi disponibili per il mercato nero”, ha aggiunto Conti» [5].

O tutte queste armi aiuteranno a resistere ad un eventuale cambio di guardia fra due anni?
Claudiléia Lemes Dias riporta come Bolsonaro abbia giustificato più volte l’assalto a Capitol Hill da parte dei sostenitori di Trump e scrive che le intenzioni di Jair Bolsonaro sarebbero quelle di

«spingere il Brasile a una guerra civile nel caso non venga riconfermato al Palacio do Planalto, la sede presidenziale in Brasilia, [intenzioni che] sono spesso emerse dalle sue parole e azioni. Con una chiara strategia attuata sin dall’inizio dal suo governo, ha spianato le porte ai militari, dandogli oltre 6mila incarichi governativi, prima occupati da civili. Un sogno non nuovo per J. M. Bolsonaro, anzi trentennale, desiderato e voluto dalle sue prime apparizioni in Tv» [6].

Sul fronte della politica l’evento riportato dai media di tutto il mondo è stato quello del ritorno di Lula. Nella sua veste di leader politico ritrovato, a proposito della situazione sanitaria del suo paese, si è rivolto a Joe Biden chiedendogli di convocare una riunione ad hoc del G20 sulla distribuzione dei vaccini e lo ha fatto a lui «perché non credo nel mio governo».

Lo scorso 8 Marzo i processi penali aperti nei riguardi di Lula sono stati annullati. Lula fu accusato nell’ambito dell’operazione Lavajato (Autolavaggio) condotta da Sérgio Moro poi nominato da Bolsonaro Ministro e successivamente dimessosi. Quei procedimenti impedirono la partecipazione di Lula alle elezioni presidenziali del 2018 spianando la strada a Bolsonaro. Ad annullare le quattro condanne è stato il giudice della Corte suprema brasiliana, Edson Fachin. Questo annullamento non deve far pensare che la questione morale sia nemmeno lontanamente risolta nella politica brasiliana, intrisa di corruzione, e nello stesso Partito dei lavoratori (Pt,) di Lula. Inoltre va detto che

«la sentenza non riguarda i reati di cui Lula era accusato, corruzione e tangenti ricevute per l’acquisto di alcuni appartamenti, ma la competenza del tribunale di Curitiba, dove il leader della sinistra brasiliana era stato condannato e detenuto per più di un anno, fino alla scarcerazione nel novembre del 2019» [7].

 

Uno dei giudici della Corte Suprema, Gilmar Mendes sostiene che Sérgio Moro aveva messo in piedi

«”un sistema sovietico di monitoraggio delle strategie della difesa dell’ex presidente Lula”. Anche il giudice Ricardo Lewandowski ha esternato la posizione di un evidente «abuso di potere dell’ex magistrato” che aveva dimostrato, secondo le carte analizzate, di avere un «completo disprezzo per il sistema processuale del Paese» [8].

Un recente sondaggio darebbe già in grande vantaggio Lula nei confronti di Bolsonaro, ma non è chiaro ancora se il settantacinquenne leader della sinistra brasiliana si candiderà o magari appoggerà nuovamente Fernando Haddad,

«il candidato che il Pt scelse dopo la sua condanna, oppure il nome che uscisse da una coalizione di partiti di sinistra, oppure ancora l’uomo di una eventuale coalizione progressista allargata alle destre in rotta con Bolsonaro – e ce ne sono» [9].

Pasquale Esposito

[1] Lucia Capuzzi, “La crisi. ]Il Brasile è al collasso: si muore in fila per la terapia intensiva”, https://www.avvenire.it/mondo/pagine/brasile-morti-fila-terapie-intensive, 18 marzo 2021
[2] Chiara Gentili, “Brasile: nel 2020, crollo del Pil del 4.1%”, https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/03/05/brasile-nel-2020-crollo-del-pil-del-4-1/, 5 marzo 2021
[3] Davide Serraino, “Bolsonaro-Guedes, una coppia alle strette”, https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/bolsonaro-guedes-una-coppia-alle-strette-28563, 4 Dicembre 2020
[4] Ludovica Tagliaferri, “Brasile: preoccupazione per i decreti sulle armi di Bolsonaro”, https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/03/16/brasile-preoccupazione-decreti-sulle-armi-bolsonaro/, 16 marzo 2021
[5] Ludovica Tagliaferri, ibidem
[6] Claudiléia Lemes Dias, “Prove tecniche di assalto al Palácio, il piano di Bolsonaro per restare al potere”, https://left.it/2021/01/18/prove-tecniche-di-assalto-al-palacio-il-piano-di-bolsonaro-per-restare-al-potere/, 18 Gennaio 2021
[7] Camilla Desideri, “Lula torna al centro della scena politica”, https://www.internazionale.it/opinione/camilla-desideri/2021/03/09/lula-sentenza-corte-suprema, 9 marzo 2021
[8] Claudiléia Lemes Dias, “Il ritorno di Lula e quel suo «non abbiate paura di me»”, https://left.it/2021/03/18/il-ritorno-di-lula-e-quel-suo-non-abbiate-paura-di-me/, 18 Marzo 2021
[9] Roberto Zanini, “Lula è tornato. E rivuole il suo posto”, https://ilmanifesto.it/lula-e-tornato-e-rivuole-il-suo-posto/, 10 marzo 2021

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