Brasile: votato il pacchetto di austerità “più socialmente regressivo del mondo”

Brasile Cascate Iguazu
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L’austerità, i ministri delle Finanze della zona euro ce l’hanno nel sangue, infatti il loro gruppo sanguigno sembra essere RH-austerity positivo. L’austerità continua a dettar legge e a fare disastri. E così i ministri delle Finanze della zona euro hanno deciso di voler sospendere le misure in favore del debito pubblico della Grecia. Il portavoce dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha detto che i provvedimenti del governo greco «appaiono non in linea con i nostri accordi». Le misure del governo Tsipras riguardano il bonus per le pensioni minime e la sospensione dell’Iva che avrebbe dovuta essere applicata in quelle  isole dell’Egeo dove sono giunti molti rifugiati.

Ma non è solo l’Europa ad avere l’esclusività di provvedimenti che tantissimi esperti hanno ormai additato come inutilmente dannosi. In Brasile il governo del presidente Michel Temer, per affrontare una delle peggiori crisi di sempre (secondo il Fmi, il Pil dovrebbe scendere ancora di 3,3%), ha da poco fatto approvare una legge che blocca per vent’anni la spesa sociale. Una follia che provocherà il peggioramento delle già devastate condizioni della popolazione. Se non ci sarà qualche passo indietro, gli enormi progressi nella riduzione della povertà fatti durante la presidenza Lula verranno polverizzati nel giro di qualche anno.

Il Senato brasiliano ha approvato, con una maggioranza risicata, un emendamento (Pec55) alla Costituzione che prevede dal 2017 ( per sanità ed educazione dal 2018) un tetto, inflazione esclusa, alla spesa pubblica per i prossimi vent’anni. C’era bisogno della modifica costituzionale perché alcuni articoli della Costituzione brasiliana prevedono espressamente che i governo debbano destinare, per alcune voci di spesa come l’istruzione, una percentuale minima del Pil. E così non potranno esserci investimenti in infrastrutture, non si potranno aumentare gli stipendi, non si potrà assumere personale ed evidentemente tutta la spesa sociale verrà ridimensionata.

Come ha spiegato Ana Moraes, del coordinamento nazionale dei Sem Terra questa politica è stata già stata messa in pratica nel quasi fallito Stato di Rio de Janeiro con un debito di circa cinque miliardi di euro. «All’inizio di novembre, il governatore Luiz Fernando Pezão – del Partito del movimento democratico (Pmdb), lo stesso di Temer – ha dichiarato lo “stato di calamità pubblica” e approvato un pacchetto di 22 misure per far fronte all’emergenza. I contributi previdenziali sono aumentati dall’11 al 14 per cento e vari programmi sociali eliminati, gli stipendi ridotti. In ogni caso, i dipendenti pubblici non hanno ricevuto il salario di ottobre e quello di novembre arriverà in sette rate. L’impatto sulla “Cidade Maravilhosa” è devastante. Scuole e ospedali sono nel caos. La polizia non risponde alle chiamate perché non ha benzina per le auto. Il che spiega il nuovo incremento della violenza nelle zone più esposte – le favelas – incluse quelle di cui le autorità avevano ripreso il controllo con il programma di “pacificazione”, avviato nel 2008» [1].
Secondo un alto funzionario delle Nazioni Unite questo tetto alla spesa sociale «è il pacchetto di austerità più socialmente regressivo del mondo»[2]. Ed è opinione di Pedro Paulo Zahluth Bastos, professore associato di Economia all’Università di Campinas che con queste misure la spesa media per l’educazione dei bambini crollerà di circa un terzo, la spesa sanitaria per paziente diminuirà di quasi il 10% e la spesa sociale diminuirà rispetto al Pil ma con una domanda in crescita per l’innalzamento della vita media [3].
Poi il Governo di Temer vorrà mettere mano al sistema pensionistico al momento escluso dall’austerità e che pesa il 40% della spesa pubblica.

E tutto questo lo sta mettendo in atto un Governo minoritario nel paese (secondo un recente sondaggio il 60% della popolazione disapprova le misure), accusato da più parti di corruzione e che «sembra vicino all’essere scaricato anche da quell’oligarchia che lo aveva accolto a braccia aperte dopo aver estromesso dal Planalto Dilma Rousseff con uno dei tanti golpes blandos purtroppo sempre più di moda in America latina negli ultimi anni» [4].
Ultimo della serie degli scandali è quello legato ai ministri Geddel Vieira Lima, incaricato delle relazioni con il Congresso, e Marcelo Calero, ministro della Cultura. Il primo sembra spingesse il secondo ad approvare la costruzione di un palazzo per facoltosi acquirenti in un’area protetta di Salvador de Bahia. I Movimenti sociali hanno portato alla Camera la loro richiesta di impeachment contro il presidente Michel Temer [5].
La lotta di classe contro i poveri e possessori di redditi medio-bassi continua. La risposta dal basso arriva dalle numerose manifestazioni in varie città brasiliane e dagli studenti che in molti Stati del sud est hanno occupato le scuole.
Pasquale Esposito

[1] Lucia Capuzzi, “Brasile. L’austerity alla carioca che si abbatte sui poveri”, https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/lausterity-alla-brasiliana-che-si-abbatte-sui-poveri, 14 dicembre 2016
[2] Dom Phillips, “Brazil senate approves austerity package to freeze social spending for 20 years”, https://www.theguardian.com/world/2016/dec/13/brazil-approves-social-spending-freeze-austerity-package, 13 Dicembre 2016
[3] Jonathan Watts, “Brazil’s austerity package decried by UN as attack on poor people”, https://www.theguardian.com/world/2016/dec/09/brazil-austerity-cuts-un-official, 9 Dicembre 2016
[4] David Lifodi, “Brasile: il governo di Michel Temer perde pezzi”, http://www.peacelink.it/latina/a/43889.html, 12 dicembre 2016. L’articolo contiene anche una più dettagliata analisi degli scandali che hanno coinvolto membri dell’attuale governo brasiliano
[5] Tiziana Barillà, “Brasile, richiesta di impeachment per Temer”, https://www.left.it/2016/12/09/brasile-richiesta-di-impeachment-per-temer/, 9 dicembre 2016

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