Brexit. Nulla di nuovo, solo cattivi presagi.

brexit accordo Regno Unito UE
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Titoli di quotidiani e commenti radiofonici televisivi ha utilizzato ogni sorta di aggettivo per descrivere la partecipazione alla manifestazione di sabato contro la Brexit: marea umana, folla oceanica… Ma difficilmente l’evento potrà far cambiare la posizione del paese da Brexit a Remain. È altrettanto vero che non sarà senza conseguenze, come non saranno senza conseguenze, con tutti i limiti espressi sulle modalità di raccolta, le firme per richiedere, al Parlamento, la revoca della Brexit.

Raccontare e descrivere quello che accade negli ambienti politici britannici è quasi inutile. Sono mesi di scaramucce, azioni concrete, ripicche, voti parlamentari sull’accordo, voti su mozioni di sfiducia della May… siamo sempre lontani dal capire, con ragionevole certezza, come finirà una delle più controverse crisi nell’Unione europea. L’unica cosa certa è che la data del 29 marzo per la Brexit, con o senza accordo, è stata cancellata. La prossima è il 22 maggio.

Vanno chiarite un paio di cose importanti. Accordo o non la Gran Bretagna deve rispettare gli impegni finanziari e dall’altra deve tener fede alla pace del Venerdì Santo del 1998 e quindi il confine tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda deve rimanere aperto. Comportamenti diversi aggreverebbero, e di molto, la crisi della Brexit.

In queste ore la premier ha dichiarato che al momento non c’è un “sostegno sufficiente” per poter far votare per la terza volta il suo accordo in parlamento, palesando per l’ennesima volta l’incapacità di controllare la sua maggioranza.
In un vertice informale del suo partito, di cui ha riferito Itv, Theresa May si è detta disposta alle dimissioni nel caso in cui i contrari all’accordo da lei siglato con Bruxelles avessero votato a favore, ma nulla è accaduto probabilmente perché non è stata apposta una data.
Jeremy Corbyn che non è immune da comportamenti poco lineari punterebbe a veder prendere il controllo della situazione, per dettare tempi e contenuti, da parte del Parlamento visto che l’accordo firmato dalla May è “morto”. Provare a portare a termine un “Piano B” che porterebbe, con una buona disponibilità di sindacati e Confindustria, ad una Brexit più morbida.

Intanto l’Unione europea si prepara ad un’uscita senza paracadute a cominciare dai controlli alla dogana con nuove strutture e personale che dovranno controllare cittadini non più EU. Una Brexit senza accordo significa la cancellazione della reciprocità nell’utilizzo della Sanità pubblica, per esempio, significa che le telefonate potranno avere tariffe diverse, così come le merci, da e oltre Manica, potrebbero subire rincari per i dazi, così come potrebbero esserci problemi per i diritti dei consumatori. E poi bisognerà capire che regole, in sostanza, si adotteranno per i cittadini residenti nell’una e nell’altra parte.

Uno studio della Bertelsmann Stiftung sull’impatto della Brexit senza accordo sui redditi europei spiega che, per i cittadini europei, il costo sarà di 40 miliardi di euro all’anno. Di gran lunga peggiore l’impatto per i britannici che perderanno 57 miliardi di euro all’anno. Germania, Francia e Italia perderebbero rispettivamente 10, 8 e 4 miliardi all’anno. E forti perdite le avranno i paesi scandinavi rispetto al loro Pil. Evidentemente saranno Cina (5 miliardi l’anno) e Stati Uniti (13 miliardi l’anno) ad approfittare meglio di questa situazione. Era chiaro da tempo che gli interessi cinesi e, soprattutto, americani erano quelli di non avere un interlocutore potente da un punto di vista economico.

Mentre l’ex capo economista di Morgan Stanley Asia, Stephen Roach pone l’accento, non del tutto peregrino, sulla tenuta e sulla capacità dell’Unione europea di fronteggiare questa sfida tanto da avanzare «dubbi sulla sua stessa sopravvivenza come blocco politico ed economico». E poi Stephen Roach, economista presso l’Università di Yale ha detto che «bisogna interrogarsi sul futuro della stessa Unione europea … questa è un’unione imperfetta e sua sopravvivenza penso sia una domanda seria”, ha, in un’intervista alla CNBC» [1].
Pasquale Esposito

[1] Mariangela Tessa, “Ue potrebbe non sopravvivere a Brexit”. Sale rischio “no deal”, https://www.wallstreetitalia.com/ue-potrebbe-non-sopravvivere-a-brexit-sale-rischio-no-deal/, 22 Marzo 2019

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