BRNS, Wounded. Sette brani di sincretismo musicale

BRNS wounded
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Non è mai troppo tardi per segnalare un buon  disco. Wounded veniva pubblicato nel maggio dello scorso anno, ma la sua moderna freschezza, che manterrà ancora per molto tempo, mi ha spinto senza remore a segnalare questi compatti e variegati trentasette minuti di alt-rock se così si possono definire. Ed è un peccato che non sia ancora possibile ascoltarli dal vivo in Italia – non c’è traccia ancora nel calendario dei concerti dei prossimi mesi – perché se ne intuisce una carica espansiva e tumultuosa.
BRNS woundedWounded è opera dei polistrumentisti Tim “Clijsters” Philippe, Antoine Meersseman, Diego Leyder e César Laloux e cioè i  BRNS, alias cervelli, un giovane gruppo nato a Bruxelles nel 2010 dalla mente dei primi due.
Sarà un caso che questo album d’esordio sia uscito quasi negli stessi giorni dell’esordio discografico più importante del 2012 e cioè An Awesome Wave degli Alt-J? Si è un caso, ma la coincidenza astrale potrebbe aiutare il gruppo nella sua crescita anche di notorietà (tra l’altro sono poche le riviste che ne hanno parlato) emulando il gruppo inglese.

Se dovessi adottare definire con un aggettivo quest’opera prima utilizzerei il termine sincretico. Il sincretismo appartiene al disco, ad ogni singolo brano e ai singoli strumenti voce compresa senza mai, e ribadisco mai, ascoltare banali sovrapposizioni o cambi di registro forzati, inutilmente inseriti nello spartito.
Apre Clairvoyant con un incessante ritmo scandito dai piatti e sostenuto da uno sfondo acqueo elettronico che dopo un minuto si apre a cori potenti a tratti melodiosi inquadrabili a certe moderne digressione. Di grande fattura il suono sudamericano di Mexico, con un organo ad accompagnare la voce calda di Meersseman, e le note che riecheggiano i Talking Heads. Potente il ritmo scatenato in Here Dead He Lies anche dalla sequenza di brevi scariche che si innestano fino ad introdurre un organo prima di aprirsi persino a qualche accordo reggae. Con The  Story Of Bible si finisce su un terreno che sembra calpestato insieme agli Arcade Fire e quando verso il quarto minuto sembra che il pezzo sia al termine riprende quota potente e distante dalla struttura della fase iniziale per acquetarsi nuovamente in chiusura. E che dire dell’attacco alla Battles di Deathbed che diventa dolce pop britannico con una voce soave cantare “Don’t worry man, you’re fine, don’t be so stressed…”.

Movimenti rock nella finale Our Lights che comunque vira in una corposa fase strumentale, introdotta da una chitarra dolce, che ci porterà alla fine del disco  con un crescendo di chitarre e percussioni.
Non vi curate di noi e ascoltate!
Ciro Ardiglione

genere: alt-rock
BRNS
Wounded
etichetta:  Louis Records – Naïve
data di pubblicazione: 21 maggio 2012
brani: 7
durata:  37:17
cd: singolo

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