Bruno Morchio: Voci nel silenzio

Bruno Morchio romanzo Bucci Pagano
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Voci nel silenzio è il tredicesimo romanzo che vede come protagonista Bacci Pagano, l’investigatore genovese nato dalla penna di Bruno Morchio.
Un’indagine complessa e piena di colpi di scena che vengono dal passato e anche da un presente che ha improvvisamente cambiato con il lockdown tutte le regole delle nostre vite.
Un romanzo in due parti: la prima porta nel passato e affonda le radici in esperienze ormai lontane per Bacci Pagano; la seconda parte è legata al lockdown e alla difficoltà di investigare senza muoversi da casa.
Bacci Pagano è alle prese con un’inchiesta in cui la ricerca delle verità espone a mille dubbi, tra vecchie e nuove perplessità.

Bruno Morchio Voci nel silenzio Citazione 1
La telefonata è arrivata ai primi di aprile, nel mezzo del lockdown decretato dal governo per contrastare la pandemia da Covid-19. Alle dieci del mattino, dirimpetto alle finestre di casa, un sole luminoso e beffardo illuminava il prato della facoltà di architettura, bello e deserto come il giardino dell’Eden dopo il peccato originale.

Il passato torna improvvisamente a sollecitarlo una sua vecchia conoscenza, con uno stuolo di personaggi, – avvocati, militanti giornalisti – e gli amici di sempre che saranno decisivi per lo svolgimento dell’inchiesta.
Gli anni passano – veloci e lenti ad un tempo – e ci fanno ritrovare Bacci Pagano alle prese con una parte delle nostre stesse ansie e paure. Un collegamento on line con la figlia all’estero, una video chiamata con la donna che non può fisicamente incontrare, la necessaria cura nel cucinare per non perdere la dignità della giornata, un bicchiere di vino che apre con i suoi colori il circolo della memoria, i dolori fisici che ricordano quelli morali e la morte evitata quasi per caso: le giornate di Bacci scivolano via e l’occasione di indagare ancora, pur con le mille perplessità che gli vengono in mente, non può essere elusa per vincere la pigrizia di una reclusione forzata.
Il tutto ovviamente sullo sfondo di Genova la città in cui Bacci Pagano è solito muoversi come in una casa allargata: colori, rumori, piazze, piccoli slarghi e, dal chiuso della casa, la vista delle diverse ore della giornata.

Citazione 2
Stamane mi sono alzato presto e, dopo colazione e un’ora di corsa, ho cominciato a lavorare. Ho telefonato al mio amico Rivoli, cronista di nera del “Secolo”, e gli ho chiesto se si ricordava di Nino Paluzzi, il brigatista morto in carcere alle Vallette.
Non provo a raccontarvi troppo della trama per non privarvi del piacere della scoperta e della curiosità. Mi piace, invece, dirvi qualcosa che probabilmente potrete condividere poi, quando anche voi sarete giunti all’ultima pagina, nell’attesa di conoscere non il nome dell’assassino, come pure si è soliti pensare, ma chiedendovi quale sarà la scelta che Bacci Pagano farà di fronte ad una verità che potrebbe essere davvero dolorosa.
La vecchia fotografia di una donna amata senza troppo impegno in passato e lo scorrere di una vita ricca di momenti difficili sembrano comunque orientare un atteggiamento nuovo e anche sorprendente in un personaggio come Bacci Pagano.
Si dice sempre che in relazione ad eventi complessi come quelli del terrorismo, ma non solo, ci siano verità storiche e verità processuali che non sempre coincidono. Ci sono, infine, verità affettive che ogni essere umano è chiamato a cercare nelle sue relazioni e sulla soglia di questo spazio – nella complessità dell’amore fra un padre e una figlia – Bacci Pagano sembra riconoscere uno spazio da rispettare in cui neanche un’inchiesta o un’indagine possono inoltrarsi.

Citazione 3
Lo studio dell’avvocato Canessa è nella centralissima via Roma, la strada più cool della città, cinque minuti a piedi dal palazzo di giustizia. Si trova sul lato della galleria Mazzini, in un elegante edificio di fine Ottocento, e dalla finestra della sala d’attesa si scorgono piazza Corvetto, il monumento equestre del Savoia e, oltre il palazzo della prefettura, le prime macchie verdi che risalgono verso la villetta Di Negro.
Bacci Pagano nelle sue indagini ha sempre avuto a che fare con le cose palesi e le cose nascoste, con quelle che sono di dominio pubblico e quelle che agiscono sottotraccia. Il suo è stato sempre un confronto duro, animoso e, per questi stessi motivi, doloroso con un passato che univa il suo percorso personale a quello di una nazione senza una vera trasparenza democratica. Il suo passato è ingombrante e non può che lasciare ferite difficili da rimarginare; la sua vita è segnata e Bacci Pagano sembra spinto dalla necessità di fare i conti con il passato per poter sopravvivere. Mettere almeno a posto il passato, covare una sorta di necessità di giustizia nel tempo, provare a ristabilire i ruoli e i giudizi che un presente troppo violento non ha reso sereni: questa è stata in genere una parte della cocciuta smania che ha alimentato il suo cercare. Oggi, con questo romanzo, insieme dolce e amaro, Bacci Pagano sembra davvero aprirsi ad una nuova visione dell’esistenza.

Citazione 4
Ho composto il numero e, prima della risposta, è trascorso un tempo abbastanza lungo da illudermi che il telefono avrebbe suonato all’infinito. In cuor mio ho sperato che avesse dimenticato il cellulare da qualche parte, o che lo avesse perduto, e che non rispondesse affatto.
Piccola chiusura in difesa dei diritti del lettore
Un personaggio che seguiamo da ben dodici romanzi – se non abbiamo perso il conto – può essere ormai considerato come una sorta di amico e può autorizzare il lettore a percorrere le strade della fantasia più sfrenata e quasi allucinatoria.
In effetti, il buon Cervantes già ci aveva redarguiti sul rischio che il lettore corre leggendo troppo e confondendo la realtà e la fantasia. Comunque, mi sono ormai convinto che sia Bacci Pagano ad obbligare Bruno Morchio a scrivere per poter, per questa via, arrivare fino a casa mia e parlarmi. Lo sento che questa esigenza è profonda e forte perché Bacci Pagano sa parlare alla mia memoria di singolo e alla memoria collettiva di questo strano paese. Oscura, con immensi punti interrogativi o buchi neri, l’Italia degli anni di piombo ha lasciato rivoli di dolore e scarsa chiarezza su troppe cose.
Antonio Fresa

Bruno Morchio
Voci nel silenzio
Garzanti, 2020
Pagine 188; euro 17,90

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