Calcio Femminile: dai campionati interrotti alla NWSL Challenge Cup

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Il 16 giugno scorso venivano definitivamente interrotte le competizioni organizzate dalla Divisione Calcio Femminile della stagione 2019/2020, vale a dire il Campionato di Serie A, il Campionato di Serie B e la Coppa Italia. Stessa cosa è accaduto nella National Women’s Soccer League statunitense, nella Super League femminile inglese, nella Primera División Femenina de España e nella France’s Feminine Division, mentre in Germania, la Bundesliga femminile è tornata in campo grazie all’intervento della Federazione tedesca e ai club più ricchi come il Bayern Monaco e il Wolfsburg che hanno contribuito per affrontare i costi dei test.

In Italia, il 25 Giugno scorso, il Consiglio Federale ha assegnato il titolo di Campione d’Italia della Serie A femminile alla Juventus in virtù della posizione in classifica maturata al momento della sospensione definitiva del campionato. Mentre accedono alle competizioni internazionali sempre la Juventus e la Fiorentina e retrocedono le società Tavagnacco e Orobica. Sono invece promosse in Serie A Napoli e San Marino e retrocedono in Serie C Novese e Perugia.

E così si è subito pensato a riprendere il campionato che partirà il 22 Agosto. La presidente FGCI di calcio femminile, Ludovica Mantovani ha ricordato che «per la prima volta la stagione del calcio italiano si aprirà con la Serie A TimVision, il cui inizio è stato anticipato per venire incontro alle esigenze della nostra Nazionale, impegnata a settembre nel doppio match di qualificazione ad Euro 2022, e per tutelare la condizione fisica delle calciatrici, reduci da un lungo periodo di stop».

Lo stesso scorso 25 Giugno con 22 dei 35 voti validi il Consiglio FIFA ha deciso che Australia e Nuova Zelanda ospiteranno il Mondiale di calcio femminile nel 2023 e nella stessa seduta si è anche approvato un budget si un miliardo di dollari per i prossimi quattro anni con l’obiettivo di dare ulteriore linfa alla crescita del settore. E dopo quanto di positivo visto nel Mondiale di in Francia, compreso 1,2 miliardi di telespettatori, le potenzialità ci sono tutte.

Per rimanere all’estero la fase finale di UEFA Women’s Champions League, dove non è rappresentata l’Italia, si svolgerà dal 21 al 30 agosto in Spagna, a Bilbao e San Sebastián. Un torneo a eliminazione diretta a otto squadre, dove le partite dei quarti di finale sono quelle sorteggiate lo scorso novembre.

E dagli USA che arrivano novità non solo da un punto di vista del calcio giocato ma anche per le scelte effettuate che per poter giocare e questo nonostante la crisi pandemica, per contagi e morti, stanno affrontando gli americani. Infatti. A partire dal 27 giugno, è in svolgimento la NWSL Challenge Cup con sede nello Utah e più precisamente presso il club delle Utah Royals. La forza del calcio femminile americano ha consentito, per affrontate i costi dell’organizzazione, la compartecipazione, insieme alla Lega, di sponsor sportivi e non, di una compagnia assicurativa, dell’emittente CBS e della piattaforma di streaming internazionale Twitch che è legata al mondo degli eSport e ovviamente delle disponibilità delle atlete che comunque non erano obbligate a partecipare. Ed infatti non stanno disputando il torneo alcune delle calciatrici più note.
Il tutto aiutati dal fatto che gli Stati hanno gestito la lotta alla pandemia in maniera autonoma e dal fatto che lo Utah non è uno stato densamente popolato. E comunque un caso di positività al coronoavirus c’è stato.
Insomma inizia anche per il calcio femminile a farsi strada il Dio Denaro.
Ciro Ardiglione

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