Calogero Cascio, Picture Stories, 1956 – 1971

Calogero Cascio 1 maggio portella della ginestra
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Le “picture stories” di Calogero Cascio (Sciacca 1927-2015 Roma), siciliano doc che per tutta la vita mantiene uno stretto, viscerale rapporto con la sua Sicilia, sono l’espressione più vera ed autentica di una indagine sociale che negli anni ’50 e ’60 è, a dir poco, uno strumento poco diffuso.
Ma non è solo questione di contenuti, è il bianco e nero intenso e potente che aggiunge fascinazione alle immagini. Le didascalie sono scarne, luogo e anno e quanto basta a comprendere il soggetto.

Perù, 1963, I raccoglitori di cotone: su un viottolo sterrato avanza un gruppo di bambini e donne che trasportano a spalle i sacchi con il cotone. Visi tirati per lo sforzo, qualcuno guarda con curiosità l’uomo che li fotografa.

La mostra, con oltre 100 stampe fotografiche originali d’epoca e stampe recenti da negativi originali, rende omaggio per la prima volta a uno dei più importanti protagonisti della fotografia italiana del secondo Novecento ed è il primo lavoro antologico e storico-critico dedicato alla straordinaria personalità di Cascio che attraverso le immagini racconta momenti ed eventi tra i più significativi della nostra storia tra gli anni 50 e 70. Cascio concepisce il reportage giornalistico come attività ed azione politica, indagine sociale e testimonianza di storie, uomini e fatti.

india padre e figlio fotografia Cascio
New Delhi, India, 1960, Padre e figlio
Stampa recente alla gelatina ai sali d’argento da negativo originale, 24 x 36 cm, archivio Cascio, Roma

Avanti e indietro lungo sale e corridoi per tornare a guardare le foto che più colpiscono.

Kathmandu, Nepal 1960, Il salario della paura: il peso delle pietre. Mucchi di pietre, collinette sulle quali vengono continuamente scaricate le pietre. Una figura di spalle, forse donna forse bambina, si carica sul fianco una pietra enorme, il corpo piegato ad angolo retto per lo sforzo e per il peso.

Calogero Cascio_ritratto
Calogero Cascio

Cascio si laurea in Medicina e Chirurgia a Roma e si impegna nella professione praticando nelle zone più povere e abbandonate della capitale e, contemporaneamente, sente il bisogno di fissare in immagini la sua esperienza e in queste narrazioni visive c’è tutta l’empatia e l’umanità dell’uomo verso l’uomo.

Abbandona la medicina a trent’anni, lui stesso non sa spiegare il perché di questo totale cambiamento, per diventare fotoreporter indipendente, e stabilire stretti rapporti di collaborazione con importanti periodici quali “Il Mondo” di Panunzio e “l’Espresso” di Scalfari. Da quel momento si dedica alla fotografia documentaria e alla forte, lucida passione civile che lo ispira quando già negli anni Cinquanta indaga la Sicilia e il Meridione in una mescolanza di politica, antropologia e sociologia.

La fotografia è uno strumento per scoprire e rivelare con efficacia evocativa situazioni e realtà vicine e lontane: Italia, Brasile, Perù, Colombia, Vietnam, India, Africa…una narrazione costante delle diverse condizioni di vita degli uomini, la sofferenza, la guerra, le differenze sociali.

Roma, 1962. Un gruppo di donne vestite di nero sono riprese sedute in una stanza. Sulle loro teste un cartello “W UDI che rivendica la pensione per donne casalinghe”

Molte immagini esprimono denuncia o semplicemente un aspetto di vita quotidiana, un gesto di affetto, una festa….

Ritratto di sposa_Mubai, India_1960
Mumbai, India, 1960, Ritratto di sposa
Stampa recente alla gelatina ai sali d’argento da negativo originale, 36 x 24 cm, archivio Cascio, Roma

Mumbai, India 1960. Ritratto di sposa. Bello il ritratto, intensi gli occhi della sposa adorna di fiori e gioielli, ma non esprimono né allegria né felicità. Al contrario, in una festa matrimoniale giunta al suo culmine, un travestito (hijra) rallegra gli ospiti con una danza tradizionale.
Le spose di Kuttandar, India New Delhi 1960. Assai truccato e adornato, occhi bassi, le movenze esprimono seduzione.

Cascio crede profondamente nella necessità di un cambiamento radicale della società ed è a questi ideali che si ispira così nei moltissimi servizi fotografici, spesso accompagnati dai suoi testi, come nei suoi quattro fotolibri: Lazzaro alla tua porta (1967), Quando io grido a te (1973), Quando dico Speranza (1974), Vangelo a caso (1975).

Nel 1963, insieme con i fotografi Caio Garruba e Antonio e Nicola Sansone, con i quali condivide ideali e sentimenti, fonda l’Agenzia Realphoto contribuendo alla “scuola romana” del fotogiornalismo.

Nel 1973 sceglie il mestiere di editore al quale si dedicherà per il resto della sua vita, associando a questo lavoro, dagli anni Ottanta in poi, un nuovo percorso artistico legato alla pittura e alla scultura.
Continua a vivere a Roma dove muore nel 2015.

Nel corso di uno dei suoi viaggi in Sicilia, 1963, scrive:” Sono qui a Palermo, in Sicilia, che non è Europa e non è Africa, è soltanto Sicilia (…) I siciliani, a dire il vero, sono orgogliosi di questa lontananza ed io, che sono siciliano, lo so bene. Ma lo so ora che sono qui, ora che sono ritornato in questa mia terra che vorrei solo amare un po’ meno e odiare molto di meno. Perché è strano, ma quando ne sono lontano ho un grande desiderio di rivederla, poi, quando l’ho rivista, vorrei scappare e non posso”.

Daniela di Monaco

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1b
Calogero Cascio, Picture Stories, 1956 – 1971
6 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022
Promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
curata da Monica Maffioli, con la collaborazione di Natalia e Diego Cascio
Organizzazione Zètema Progetto Cultura
Catalogo edito da Silvana Editoriale con testi di Monica Maffioli, Ferdinando Scianna e Francesco Zizola.

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