Campo profughi di Lipa: prima l’incendio e poi freddo e fame

Campo profughi a Velika Kladuša
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La vergogna è una delle facce dell’Europa. La vergogna è quella per i migranti che sono abbandonati, per mare e per terra. Dalla Bosnia nord-occidentale o meglio dal quel che resta del campo profughi di Lipa, arrivano notizie strazianti. Lipa, un punto di passaggio verso l’Europa che non li vuole. Mercoledì scorso il campo profughi che ospitava circa 1400 persone è andato distrutto a causa di un incendio. Le autorità locali non l’avevano ancora attrezzato per il gelo invernale. Adesso non ci sono operatori umanitari a sufficienza ad assisterli. I resoconti da Lipa e dalle immediate vicinanza sono strazianti. In fuga verso altre città o verso la Croazia per sperare in meglio o rifugiati nelle foreste circostanti nella morsa del freddo. Vanja Stokic, caporedattrice del portale di informazione di Banja Luka Etrafika al Manifesto dice: «Ho visto persone che non si reggevano in piedi, avevano la febbre alta, il corpo congelato. Ho visto persone ripararsi nelle foreste tentare di sopravvivere alle notti all’addiaccio con dei sacchi della spazzatura montati a mo’ di tenda».

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