Cancro al colon: dalla ricerca alle politiche sanitarie

Laboratorio ricerca sanità

Il del colon è una patologia della quale occorrerà, con altissima probabilità, fare i conti nell'immediato futuro a causa dell'aumento numerico delle sue espressioni. Se infatti attualmente si parla di 2 milioni di italiani che rinunciano alle cure o alla prevenzione, molti di essi sono da attribuire a coloro che hanno bisogno di una colonscopia e vi rinunciano o per tempi di esecuzione troppo lunghi nel oppure per carenze economiche che non permettono di effettuarle a pagamento.

Basta provare per credere; cercare di prenotare una prestazione di questo tipo (ma vale ovviamente anche per  altre indagini specialistiche) in una qualsiasi Asl e si scoprirebbe che i tempi di attesa – pur in presenza di diverse situazioni a seconda della Regione – sarebbero improponibili per qualsiasi  ipotesi di prevenzione. E sarà ancora peggio  con il pieno svolgimento  dell'autonomia differenziata. Il rapporto spesa sanitaria/PIL nel  2023, riporta il Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze (GIMBE),  è stato del 6,3% contro il 7% circa del 2007 con una popolazione invecchiata e con maggior bisogno di cure. Sono 3.600 in meno i milioni rispetto alle previsioni della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (NADEF). I presunti aumenti previsti, secondo l'analisi del documento Gimbe, sono un mero marchingegno che sposta al 2024 le spese per i rinnovi contrattuali dal 2019 al 2023. Italia all'ultimo posto tra i G7 [1].

Tornando al colon, i piani preventivi attraverso l'esecuzione dell'esame del sangue occulto nelle feci e la successiva indagine di secondo livello della colonscopia, hanno mostrato un arretramento dei casi di tumore del colon retto. Il miglioramento in diagnosi precoce e quello sui trattamenti tende perciò a far diminuire il relativo tasso di mortalità. Il rovescio della medaglia però è il preoccupante aumento della mortalità giovanile sulla quale occorrerà agire sulle strade note che hanno già prodotto successi.

Intanto però il tumore del colon retto si impegna nel fare quello per cui è destinato. I dati riferiti alla sua incidenza sono fermi a prima della pandemia e prima dell'aumento del numero di persone che, come si diceva, sono costrette a non curarsi.  Nel 2019 dicono che tra le nuove diagnosi di tutti i tumori pari a circa 371.000, erano 49.000 quelle per il tumore al colon-retto e con Friuli Venezia Giulia la regione a maggior incidenza, la Valle d'Aosta quella a più bassa [2].

Il problema nasce da agglomerati cellulari anormali che si annidano a volte sulla parete interna del Colon. Questi possono degenerare facilmente in tumore cosa che, per essere una diagnosi confermata, necessita di una colonscopia se non di un intervento chirurgico che però spesso significa giungere con un ritardo che può obbligare ad esiti infausti se non a mutilazioni molto invasive. Quanto queste ultime possano essere debilitanti, non certo solo psicologicamente, lo si capisce riflettendo su quanto possa essere preziosa l'azione di un colon in salute. Il tratto terminale dell'apparato digerente infatti, in modo straordinariamente efficace, spreme dal cibo tutte le sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno mentre espelle quanto non ci serve. Privarsi di questo organo o di parte di esso è intuitivo a cosa esponga e per questo fioriscono iniziative nella medica miranti ad individuare le cause delle patologie cui è esposto.

Da tempo molte attenzioni si sono appuntate sul Fusobacterium nucleatum, un batterio commensale delle cavità buccali con ruoli importanti nelle patologie parodontali per la sua presenza nelle placche dentali e nelle degenerazioni gengivali. Su queste basi il lavoro apparso su Scientific American il 15 Aprile con un articolo di Maggie Chen, completano e danno nuovi indirizzi agli impulsi che già Cell Reports, nel passato, ma anche il Digestive Diseas Center del Centro per le malattie dall'apparato digerente del Policlinico Gemelli, avevano diffuso [3].

Il lavoro di cui riferisce Scientific American è effettuato da un gruppo di scienziati cui appartiene Susan Bullman del Fred Hutchinson Cancer Center che ha profuso grandi energie, nel cercare attraverso analisi genetiche che hanno impiegato il sequenziamento, informazioni più approfondite sul Fusobacterium nucleatum individuando un  sottotipo legato alla proliferazione del cancro del colon retto. Se confermato questo semplice rilevamento potrebbe comportare uno slancio evidente anche dal punto di vista della diagnosi. Il batterio non è solitamente presente al di sotto della bocca in coloro che non sono affetti da cancro. Inoltre é emerso che, sempre lo stesso batterio, era responsabile di mutamenti sull'ambiente intestinale. L'interesse è stato quindi rivolto verso la sottospecie F. nucleatum animalis sul quale insistono differenze per alcune basi del DNA ed anche sulle proteine da queste codificate. Le ipotesi fatte su questa sottospecie erano che le loro differenze codificassero caratteristiche a loro utili a superare indenni il percorso bocca intestino, anzi li agevolavano nel trovare nutrimento in un ambiente infiammato  e nell'interessarsi alle cellule intestinali. Una ipotesi già nota dal lavoro del centro del Gemelli per le malattie dell'apparato digerente era l'interessamento del F. nucleatum per le cellule staminali del cancro del colon retto cosa che comportava il riavviare il cancro dopo i trattamenti chirurgici e chemioterapici [4].

Un'altra caratteristica di una molecola esaminata in precedenza aveva esplorato la capacità del metronidazolo, un antibiotico in grado di ostacolare le infezioni causate da batteri anaerobi,  confermando la possibilità di impedire la crescita tumorale con presenza di F. nucleatum.  Ovviamente l'antibiotico rivolgeva l'attenzione anche verso altri batteri utili al microbiota intestinale cosa questa controindicata per il soggetto interessato. Un altro effetto sul quale dovrà essere meglio chiarito come sfruttare eventuali nuovi trattamenti è la chiara assunzione di certezze sulla possibilità che il penta fluoro uracile, o 5-fluoro uracile, un antitumorale  di largo utilizzo e presente in molteplici associazioni farmacologiche per le terapie oncologiche, svolga un ruolo nell'inibire la crescita di F. nucletum. Il pentafluorouracile agisce sull'RNA [5] grazie alla sua somiglianza con l'uracile; questo gli permette di sostituirsi ad esso modificando il DNA e portando alla morte cellulare.

Relativamente però ai trattamenti terapeutici utilizzanti farmaci antitumorali contro il cancro del colon, arriva a proposito un lavoro del quale si riferisce nel Corriere [6] con un articolo di Vera Martinella sul ruolo di certi batteri e della loro produzione di tossine. Una scoperta che rispolvera ed induce ad insistere con vigore nel ricorso alle terapie personalizzate ed alla medicina di precisione [6].
Nella sostanza si riferisce di un lavoro nel quale Alberto Sogari del Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino, precisa il ruolo della colibactina, prodotta da alcuni batteri intestinali, che indirizzerebbe le cellule tumorali a sopportare, rendendoli ininfluenti, alcuni trattamenti chemioterapici. Una volta accertato che un tumore è addestrato a resistere alle cure da questa tossina batterica, si potrà indirizzare la terapia antitumorale verso l'utilizzo di farmaci diversi che, personalizzando il trattamento, aggirino l'ostacolo delle resistenze evidenziate dalla colibactina. Potrebbe essere questa nel futuro prossimo, corredato anche da altri ulteriori studi, una possibilità per indirizzare e selezionare il farmaco giusto per il paziente.

Tanti i percorsi attivi nella strada del miglioramento sanitario, e tanta strada ancora da percorrere per comprendere quanto sia importante la salute e quanto sia imprescindibile l'imparare a non considerare somme perse quelle destinate agli investimenti per una sanità per tutti.

Emidio Maria Di Loreto
Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi necessità sul proprio stato di salute, su modifiche della propria cura o regime alimentare, si consiglia di rivolgersi al proprio medico o dietologo.

[1] La Stampa – Def la spesa sanitaria in calo nel 2023 per il 2024 l'aumento é solo illusorio: Italia ultima nel G7, 16 Aprile 2024.
[2] Associazione Italiana Oncologia Medica, https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_3897_1_file.pdf
[3] Scientific American, Maggie Chen, Colon Cancer Linked to Mouth Bacteria, 15 aprile 2024
[4] CEMAD, il patogeno pro infiammatorio e promotore del cancro fusobacterium nucleatum prende di mira direttamente le cellule staminali del cancro colorettale, 30 settembre 2022.
[5] RNA: acido ribonucleico, è l'acido nucleico coinvolto nei processi di codifica, decodifica, regolazione ed espressione dei geni)
[6] Vera Martinella, Corriere Salute, Cancro al colon, trovato un possibile «colpevole» quando la chemio non funziona, 22 gennaio 2024

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