Carla Fracci: un’immortale poesia danzante

danza ballerina
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L’Étoile è venuta a mancare il 27 Maggio 2021. Qualcosa di lei però rimane, rimarrà per sempre, così come per tutti coloro che rendono il loro talento poesia e balsamo dei sensi, oltre che modello e profonda ispirazione. Scrive infatti questo breve ricordo una ragazza che ha ancora come sogno nel cassetto quello di diventare ballerina, quello di sentirsi canzonare nuovamente dalla madre alla fine di ogni saggio di danza “e chi sei, Carla Fracci?” come da bambina. Perché la Fracci, figlia del “proletariato”, come amava definire lei, ha saputo regalare al mondo –e non solo, anche se soprattutto, ai ballerini- qualcosa di eterno: un alone di poesia, ma anche di speranza, di positività, di resilienza, di infaticabilità, quel ”insegui il tuo sogno, non fermarti, perché arriverai lontanissimo” che è difficile da spiegare perché intenso, inafferrabile, inspiegabile. Carla Fracci in ogni performance, in ogni sua azione, regalava la Sua essenza, il suo Essere più intimo, a se stessa e agli spettatori, travolgendoli con la sua precisione e la sua leggerezza. E questo suo senso d’Essere così delicato e dolce, ma anche forte ed estremamente vitale, è un qualcosa che forse trascende anche il ricordo, perché rimane in ogni persona come me che da oggi all’eternità vorrà inseguire un sogno che sembrerà non arrivare mai ma che continuerà, anche solo metaforicamente, a danzare, perché Carla Fracci danzava, e danzando è diventata un dio.

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