Fatti ed eventi del giorno – ultime notizie

  • Riforma fiscale di classe

    Per il 2022 il governo Draghi ha messo a punto la riforma fiscale con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale. Dovremmo avere non più 5 ma 4 aliquote IRPEF passando dalle attuali 23, 27, 38, 41 e 43% alle 23, 25, 35 e 43%. Più esattamente da 0 a 15.000,00 €: 23%; da 15.00,01 a 28.000,00 €: 27%; da 28.000,01 a 55.000,00 €: 38%; da 55.000,01 a 75.000,00 euro: 41%; da 75.00,01 in poi: 43%. Tutto l’arco costituzionale dal PD alla Lega sono soddisfatti della riforma, meno le parti sociali. Fermo restando che per capire la tassazione netta si deve tener conto del sistema delle detrazioni, si tratta di una riforma classista a nostro parere perché ad avvantaggiarsene saranno i percettori di redditi medio alti. Infatti chi guadagnerà 15.000€ non avrà un euro di vantaggio, mentre a 40.000€ il vantaggio sarà di 600€, per 50.000 € sarà di 920€. Perché l’ultimo scaglione è del 43% anche per chi ha un reddito di 500.000 euro o di 1 milione di euro?

  • La strage di migranti nel Canale della Manica

    Tra le ventisette persone annegate nel Canale della Manica ci sono almeno una donna incinta e tre bambini. Era già successo nella Manica ma non nelle dimensioni di questa volta. Le autorità francesi che si stanno occupando dell’inchiesta dichiarano che si trattava, per lo più, di curdi provenienti dall’Iraq o dall’Iran. La Francia e il Regno Unito continuano a scambiarsi accuse sulla gestione dell’immigrazione e del controllo delle rotte. C’è anche da dire che da mesi, anche per altre ragioni, sulle due sponde della Manica le tensioni restano alte. Tra Londra e Parigi le accuse sono continue sulla politica securitaria specie per l’Euro tunnel, il collegamento ferroviario sottomarino, che spinge i disperati ad attraversare un tratto di mare pericolosissimo anche con minuscole imbarcazioni. Non si può ragionare solo in termini di migrazione illegale, di espulsioni forzate, di lotta a loschi e violenti trafficanti. Come spiegano molte realtà che si occupano di migranti, le tragedie si evitano lavorando a rotte migratorie legali, ad una politica di accoglienza più ampia e trasparente, al rispetto dei diritti umani..

  • Svezia: la socialdemocratica Magdalena Andersson prima premier

    La leader dei socialdemocratici Magdalena Andersson è la nuova premier della Svezia diventando la prima donna a guidare il paese scandinavo. La cinquantauattrenne Andersson era la ministra delle Finanze nel governo del suo compagno di partito e dimissionario, Stefan Löfven, Dopo diversi giorni di trattative è stata eletta senza una maggioranza; il sistema in Svezia consente l’elezione se l’opposizione – in questo caso per le troppe astensioni – non è riuscita a proporre un’alternativa alla sua nomina. Riceverà l’appoggio della Mehrnoosh “Nooshi” Dadgostar, leader del Partito della Sinistra, avendo ottenuto per la nuova legge di bilancio miglioramenti su pensioni e assicurazione sanitaria. Non è detto che però la legge di bilancio del nuovo governo passi perché le sue sorti dipendono da come voterà il Partito di Centro. Se i partiti dell’opposizione trovassero un accordo potrebbe passare la loro proposta.

  • Il Presidente Sergio Mattarella ancora no al bis. Perché non una donna?

    Mentre le ipotesi sulla personalità che dovrà essere nominato nuovo Presidente delle Repubblica diventano sempre più frenetiche e complicate – anche dalla partita che la politica sta disputando sul nome e sul ruolo di Mario Draghi al Quirinale – l’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella continua a ribadire la sua indisponibilità alla riconferma. Lo ha fatto anche oggi alla Sapienza dove era ospite d’onore per l’inaugurazione del nuovo anno accademico, quando ha detto che ”a poche settimane dalla conclusione del mio ruolo, delle mie funzioni di presidente della Repubblica, mi si consente di tornare alla Sapienza dove ho studiato”. Dopo le numerose prese di posizioni sulla candidatura di Silvio Berlusconi, è il nome di Giuliano Amato che appare prendere sempre più quota in questi giorni. Ma ripetendendo le sue stesse parole pronunciate nel 1998, forse a mo’ di provocazione, «perché non una donna?» al Quirinale. Abbiamo già perso decenni di storia.

  • Sudan: un passo indietro dei militari dopo il colpo di stato

    I militari del Sudan che avevano preso il potere con un colpo di stato hanno reintegrato il primo ministro Abdalla Hamdok esautorato lo scorso 25 ottobre e finora agli arresti domiciliari. Sulla base di un accordo con generale Abdel Fattah al-Burhan, Hamdok prenderà la guida di un nuovo governo composto da civili tecnici per gestire un periodo di transizione. Secondo quanto riportato dalla CNN il funzionario che ha contribuito alla riuscita dell’accordo, Mudawi Ibrahim i contenuti dell’accordo stesso prevedono, tra l’altro, il rilascio di tutti detenuti politici, la creazione di un esercito unificato, la modifica della costituzione del Sudan per includere nuovi articoli per regolare la partnership tra civili e militari nel governo di transizione. Ma le proteste con le relative risposte di polizia ed esercito sono continuate nella capitale e in altre città perché parte dell’opposizione rifiuta questa soluzione. La coalizione delle Forze di libertà e cambiamento del Sudan (FCC) vuole sul banco degli accusati tutti i golpisti che non hanno nessuna legittimità.

  • COP26: gli aerei privati un altro simbolo del fallimento

    Il fallimento sostanziale della COP26 ha un altro simbolo: il suo stesso impatto ambientale. La Conferenza sul clima delle Nazioni Unite tenutasi a Glasgow è costata una quantità inusitata di emissioni di gas ad effetto serra. Molte chiacchiere per un ambiente migliore ma i comportamenti dicono altro. La COP26, in una stima provvisoria di ARPU, una società britannica per i servizi per l’ambiente, ha emesso circa 102.500 tonnellate di anidride carbonica, l’equivalente delle emissioni medie annuali totali per oltre 8.000 residenti nel Regno Unito. Molto più di quello che è stato emesso in altre Conferenze sul clima. Si stima che circa il 60% delle emissioni provenga dal trasporto aereo perché le élite hanno utilizzato l’aviazione, anche molti jet privati e per tratti che potevano essere coperti da treni, per arrivare e partire da Glasgow. A contribuire alle emissioni di anidride carbonica ci sono anche gli alloggi per delegati e partecipanti, polizia e sicurezza per l’evento, trasporto da e per le sedi durante l’evento, gestione dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti della sede, costruzione di spazi temporanei per sedi e trasporto di materiali e ristorazione del locale.

  • Europa sotto assedio dalla Covid-19

    Come previsto dall’OMS, la Covid-19 si è diffusa a vasto raggio in Europa riempiendo ospedali e causando morti. Percentuali basse di vaccinati e di assenza o debolezza delle restrizioni in luoghi pubblici la miscela che sta facendo salire velocemente i contagiati da Covid-19. Da giorni sono aumentate le restrizioni e i divieti in Europa. In Austria, da lunedì, si passa ad un lockdown nazionale fino al 13 dicembre, quando chi non sarà vaccinato resterà in lockdown e cioè si potrà muovere solo per spesa, visite mediche e lavoro se non si è in smart working. Inoltre il governo austriaco, guidato dal democristiano Schallenberg in coalizione con i Verdi, ha annunciato una legge per rendere obbligatorio il vaccino da febbraio. Obbligatorietà del vaccino che inizia ad essere argomento di discussione anche da altre parti in Europa. In Germania con 43.522 casi e 192 morti in media al giorno dal 12 al 18 novembre il governo ha imposto rigide restrizioni ai non vaccinati ed è aperto all’ipotesi dell’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari.

  • Bielorussia: migranti distanziati dal confine con la Polonia

    La tensione ai confini tra Bielorussia e Polonia si sta attenuando ma non va dimenticata quanta sofferenza viene inflitta ai migranti né che, come riferisce la Reuters nei boschi gelati siano morte, negli ultimi mesi, almeno otto persone tra cui un bambino. La Bielorussia ha sgomberato i principali campi al confine con la Polonia allontanandoli dalla frontiera e probabilmente accogliendoli in una costruzione riscaldata. Le azioni diplomatiche e le sanzioni che miravano a colpire le compagnie aeree che favorivano l’arrivo di migranti ha fatto sì che da Minsk partissero dei voli di rimpatrio per l’Iraq. Lukashenko avrebbe chiesto tramite la Germania l’accoglimento di parte dei migranti e il resto li avrebbe rimandati indietro. Minsk dichiara di avere sul suo territorio circa 7mila migranti in Bielorussia e di questi circa 2mila si trovano in un campo al confine con la Polonia. Putin deve aver fatto la sua parte invitando Lukashenko ad aprire il dialogo con l’opposizione che però vuole vedere prima liberi i prigionieri politici.

  • Riforma pensioni: aperture dal governo Draghi

    Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta sostiene che una qualsiasi riforma della pensioni dovrà tener conto dell’adeguamento all’aspettativa di vita – che più si allunga e più allontana la pensione – perché questo meccanismo «rende stabile il sistema». Brunetta era presente all’incontro di ieri con i sindacati insieme al Presidente del Consiglio Draghi e ai ministri dell’Economia, Daniele Franco, del Lavoro, Andrea Orlando e al sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli. Quello che ne è venuto fuori è, al momento, il «pieno impegno politico» per una riforma delle pensioni e quindi un superamento della Fornero. Si tratta di un passo avanti. I sindacati nel frattempo tengono vivo il percorso di mobilitazione. Se da una parte sono stati decisi nuovi incontri a dicembre sulla riforma, dall’altra per il 2022 nella legge di Bilancio ci sono solo 611 milioni. Il leader della CGI, Landini ha spiegato che «dalla prossima settimana ci sarà prima un approfondimento con i ministri Brunetta, Orlando e Franco con cui verificare la possibilità di introdurre già nella manovra nuovi interventi per giovani e donne mentre dal primo dicembre partirà una verifica complessiva della legge Fornero».

  • UE: altre sanzioni alla Bielorussia. I migranti affamati e al freddo.

    All’Università di Siena il Presidente Mattarella è ritornato a parlare della situazione ai confini dell’Europa, quelli tra Polonia, Lituania, Lettonia e Bielorussia. “È sconcertante quanto avviene in più luoghi ai confini dell’Unione, è sorprendente il divario tra i grandi principi proclamati dai padri fondatori dell’Ue e il non tenere conto della fame e del freddo a cui sono esposti essere umani ai confini dell’Unione europea”. L’UE ha inasprito oggi ulteriormente le sanzioni contro la Bielorussia dirette a colpire organizzazioni e persone che organizzano o contribuiscono all’attraversamento delle frontiere sostenendo la politica di ricatto di Lukashenko. Quest’ultimo ribadisce che è la Polonia a voler far crescere tensioni coprendo i problemi interni e con l’UE. Josep Borrell ha detto chiaramente che Lukashenko può permettersi tutto per il sostegno che riceve da Putin e se “poi ci sia un nesso con l’aumento delle truppe in Ucraina non posso saperlo”. Nessuna possibilità per i migranti. L’Irak ha dato disponibilità al rimpatrio, per chi lo vorrà, da Minsk.

  • India: foreste e comunità indigene distrutte per il carbone

    Non sono solo le foreste dell’Amazzonia e i popoli indigeni che la abitano ad essere continuamente violentate. Da tempo i popoli indigeni dell’India stanno protestando contro il governo ed in particolare contro il Primo Ministro Narendra Modi per le politiche predatorie dei loro territori. In particolare stiamo parlando dell’area della foresta di Hasdeo (170.000 ettari), casa ancestrale di circa 10.000 Adivasi appartenenti, tra gli altri, ai popoli Gond, Oraon, Lohar e Kunwar. Il piano di Modi sarebbe quello – secondo quanto riporta Survival Intenational – aprire 55 nuove miniere di carbone e di queste 80% sono in quei territori e ampliare le 193 già esistenti. Per poterlo fare ci vorrebbe il consenso dei popoli indigeni che ovviamente sono contrari perché si distrugge l’ambiente e le comunità verrebbero allontanate. I popoli Adivasi vi si oppongono pacificamente da decenni ma finiscono spesso con l’essere arrestati picchiati e anche assassinati.  

  • COP26: il Pianeta attende inutilmente?

    Come era nelle previsioni si continua a negoziare alla COP26 tra i circa 200 paesi che dovranno apporre la firma sul documento finale. L’obiettivo minimo è quello di rendere effettivo quanto stabilito a Parigi nel 2015 per fermare l’aumento della temperatura a 1,5°C. poiché i disastri causati dal riscaldamento si sono verificati in tutto il mondo. Nonostante gli scienziati di tutto il mondo abbiamo dimostrato come i combustibili fossili siano i principali responsabili delle emissioni di gas serra che provocano il riscaldamento globale, è probabile che non si riesca ad inserire una dichiarazione esplicita che stabilisca una fine per l’uso dei combustibili fossili. I paesi in via di sviluppo con in testa l’India non rinunciano all’uso per ragioni economiche e i paesi sviluppati, i maggiori responsabili storici delle emissioni, non hanno mai concesso finanziamenti e sussidi sufficienti alla transizione ecologica di quei paesi. Ma sarebbero tante le decisioni ulteriori da prendere come quella delle acque rimossa dalla COP26 perché la situazione idrica del Pianeta, come ha spiegato la Water and Climate Coalition, è drammatica.

  • La voce e il corpo di Giampiero Galeazzi

    Un tempo lo sport era stato essenzialmente la voce di un cronista che sapeva descrivere l’invisibile, il sogno, l’attesa e la speranza. Carosio, prima; Rosi, Ciotti e Ameri dopo. Poi sono arrivati i corpi dei telecronisti e degli inviati negli stadi e nelle storie di una televisione che sapeva portare fin dentro le case l’emozione di una vittoria o la delusione di una sconfitta. Le voci e i corpi si sono fusi in personaggi indimenticabili di cui abbiamo seguito le gesta e le imprese come quelle degli sportivi che venivano raccontati. Poi era arrivato Giampiero Galeazzi che aveva messo insieme voce e corpo a ricordarci che lo sport è fatica e impegno. Galeazzi urlava perché amava; Galeazzi urlava perché rispettava la fatica di chi alza ancora un remo e, colpo dopo colpo, sa creare la storia mentre le braccia si fanno di pietra. Giampiero Galeazzi sapeva creare il mito e la leggenda perché conosceva la fatica che rispettava e sapeva andare sopra le righe per un atto di amore. Grazie mille Giampiero, per aver urlato, quando urlare sapeva esprimere la gioia e il rispetto.

  • Conferenza sulla Libia: incerte le elezioni del 24 dicembre

    Si è conclusa a Parigi la Conferenza sulla Libia con Emmanuel Macron a fare gli onori di casa e co-presieduta da Francia, Germania, Italia, Nazioni Unite e Libia con la presenza del vice-presidente Usa, del presidente egiziano. Assenti i leader della Turchia. L’obiettivo era è resta lo svolgimento delle elezioni il prossimo 24 dicembre, elemento stabilizzatore del processo di pace  Ma i problemi restano tanti a partire da una Costituzione ad una legge elettorale necessarie per poterle svolgere correttamente e sulla quale le parti politiche in Libia non trovano un accordo nonostante siano circa tre milioni gli iscritti al voto. C’è poi il tema delle forze in campo e Macron pur ammettendo qualche passo in avanti ha dichiarato che “anche Turchia e Russia devono ritirare senza indugio i loro mercenari e le loro forze militari, la cui presenza minaccia la stabilità e la sicurezza del Paese e dell’intera regione“. E Draghi non si è tirato indietro nel parlare di migranti dicendo che “la situazione degli sbarchi è insostenibile, l’Unione europea trovi un accordo”.

  • COP26. Bozza di accordo insoddisfacente e impegno USA – Cina

    Manca poco alla fine della COP26 e non ci sono certezze su un accordo stringente per ridurre le emissioni e conseguentemente arrestare il riscaldamento globale. Greenpeace ha respinto la bozza circolata perché è di fatto “una richiesta educata che i paesi forse, forse, facciano di più il prossimo anno“. Oltre alle attività da intraprendere o da arrestare per bloccare l’aumento delle temperature c’è il tema delle risorse finanziarie. Risorse verso i paesi in via di sviluppo che oltre ad essere troppo poche (le promesse erano di 100 miliardi all’anno) sono arrivate ma solo parzialmente. Una notizia positiva è arrivata ieri ma non è, ancora una volta, chiaro quanto siano cogenti i contenuti. Stiamo parlando dell’accordo tra Cina e USA che impegnerebbe le parti per l’eliminazione dell’uso del carbone (Pechini ha dichiarato da poco come limite il 2060), un taglio delle emissioni di metano e la protezione delle foreste. Il maggior impegno di Pechino, grossa soddisfazione a Washington, scambiato anche con l’abbandono delle questioni dei diritti umani come quelle connesse alla comunità degli uiguri cinesi.

  • Crisi Bielorussia-Polonia: Nato e Russia a confronto

    Mentre i migranti, inclusi molti bambini anche di pochi mesi, al confine della Bielorussia con la Polonia restano al gelo e senza cibo come denunciato dalla Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet, il confronto tra le parti si allarga alla Russia e alla Nato. La prima ha deciso di inviare in Bielorussia  due bombardieri strategici con capacità nucleare con lo scopo di difenderne lo spazio aereo e dopo aver difeso la correttezza del comportamento di Minsk. La Nato ha immediatamente risposto dando tutto il suo appoggio all’alleata Polonia. Nel frattempo l’UE continua ad accusare un utilizzo strumentale dei migranti e ha confermato di procedere ad ulteriori sanzioni contro Minsk. Il presidente del Consiglio dell’UE, Charles Michel sostiene che “stiamo affrontando un brutale attacco ibrido ai nostri confini dell’UE. La Bielorussia sta armando il disagio dei migranti in modo cinico e scioccante”. Dalla Germana arriva la notizia che Angela Merkel ha telefonato a Putin per chiedere un intervento ma la risposta è che l’UE deve parlare direttamente con la Bielorussia.

  • Al COP26: il riscaldamento globale verso +2,4°C

    Il Climate Action Tracker (CAT), analisi indipendente delle ong tedesche Climate Analytics e NewClimate Institute, parlando di emissioni di gas serra ha chiarito che ad essere ottimisti – dando per buone tutte le misure promesse e gli obiettivi dai vari partecipanti alla COP26 – il riscaldamento non sarà meno di+1,8°C al 2100. Non solo. È stato aggiunto che con gli impegni presi a Glasgow per il 2030, il riscaldamento globale salirà di 2,4°C nel 2100. Ma per ora siamo solo alle chiacchiere. Stando così le cose ci ritroveremo a vivere sempre più situazioni devastanti. Del resto, qualche settimana fa, il Rapporto annuale del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) osservava che per i15 principali produttori di combustibili fossili dice che le previsioni di produzione sono di circa il 110% in più di combustibili fossili nel 2030 rispetto a quanto sarebbe necessario per fermare a 1,5°C il riscaldamento globale e addirittura un +45% rispetto anche ad un innalzamento a +2°C.  

  • Crisi tra Bielorussia e Polonia con centinaia di migranti al confine

    Il confine tra Polonia e Bielorussia è sempre più una linea di scontro. Dal lato della Bielorussia arrivano centinaia di migranti e altre migliaia sarebbero pronte a varcare il confine superando filo spinato e barriere posizionati dalla Polonia. Quest’ultima ha in totale dodicimila tra poliziotti e soldati a difesa che contrastano l’entrata dei migranti che – secondo Varsavia e tutto l’Occidente – sarebbero spinti dal regime di Lukashenko. Una risposta all’UE, agli USA e al Regno Unito che hanno imposto sanzioni alla Bielorussia dopo la repressione successiva alle manifestazioni di massa che contestavano le elezioni. La Von der Leyen ha parlato di “sanzioni in arrivo” e il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert ha detto che “il regime di Minsk si comporta come un trafficante di migranti”. Invece il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha difeso la gestione dei migranti da parte della Bielorussia con procedure legali. Nel frattempo alcune associazioni di beneficenza riportano l’assenza di medicine e cibo, in un clima gelido, per i migranti.

  • COP26: ONG fuori per manifestare ma anche fuori dai negoziati

    La COP26 sabato ha vissuto, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, una giornata di straordinaria partecipazione per la giornata globale per la giustizia climatica. Oltre duecentomila persone alla fine hanno attraversato le strade di Glasgow per gridare che la lotta al riscaldamento globale va fatta ora senza dimenticare che il tutto deve avvenire in un contesto di giustizia ambientale e sociale tra e dentro le nazioni. È probabile che tra i manifestanti ci siano stati anche una parte degli esperti e dei rappresentanti delle organizzazioni non governative che secondo quanto riporta la rivista Valori vengono tenuti fuori dalle “sale nelle quali si effettuano i negoziati sul clima. [,,,]. Migliaia di esperti presenti alla Cop26 di Glasgow non possono assistere ai negoziati tra i membri delle delegazioni dei governi. A rivelarlo sono numerose organizzazioni non governative, che hanno denunciato nella giornata di mercoledì 3 novembre l’imposizione di gravi restrizioni d’accesso. Un fatto che, a loro avviso, rischia di nuocere alla credibilità stessa della conferenza”.

  • USA: piano infrastrutture approvato, una vittoria dimezzata

    Dopo la pesante sconfitta elettorale subita in settimana dai democratici in Virginia, Joe Biden e il Partito Democratico portano a casa il passaggio del piano per le infrastrutture voluto dal presidente. Si tratta di una vittoria dimezzata perché l’altra metà del piano – quello che riguarda sanità, assistenza sociale, istruzione – è stato bloccato ancora una volta con l’ala sinistra dei democratici insoddisfatta Il piano – approvato anche con il supporto di alcuni deputati repubblicani – consta di oltre 1.000 miliardi di dollari destinati a rimettere in sesto il sistema di infrastrutture del paese, in molti punti obsoleto, immettendo risorse per strade, ponti, aeroporti, ferrovie, auto elettriche, energia, ma anche rete internet… Il tutto favorendo la crescita economica e dei posti di lavoro che, secondo Biden, per “grande maggioranza” non richiederà una laurea. Forse per dire che le classi lavoratrici potranno evitare di pensare a Trump nel 2024?

  • Accordo nucleare: riprendono i negoziati con l’Iran

    Il 29 novembre a Vienna riprenderanno i negoziati sul nucleare iraniano. La notizia arriva direttamente dal viceministro degli Esteri e capo negoziatore per l’Iran, Ali Bagheri Kani. A presiedere la riunione dovrebbe esserci il capo di gabinetto di Josep Borrell per l’UE, Enrique Mora e parteciperanno i rappresentanti di Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Stati Uniti e UE, nazioni che firmarono l’accordo sul nucleare, Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Il prosieguo dei negoziati oltre alla disponibilità e necessità di Teheran è figlio anche della decisione di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Germania di non spingere per una risoluzione contro l’Iran in seno all’Agenzia per l’energia atomica. iI presidente dell’Iran Ebrahim Raisi ha detto che il suo paese non si tirerà indietro “in alcun modo” nel difendere i propri interessi – leggi soprattutto la totale cancellazione delle sanzioni innanzitutto – nel corso dei negoziati. L’accordo tra le parti fu siglato nel 2015, ma con l’arrivo di Trump gli USA si ritirarono avviando pesanti sanzioni e Teheran decise di riavviare tutte le attività nucleari.

  • COP26: belle dichiarazioni e comportamenti insostenibili

    A COP26 si fa la conta dei jet privati, in spregio a dichiarazioni e comportamenti ambientalmente sostenibili, utilizzati da molte personalità von der Leyen inclusa. Il ministro per gli Affari economici e l’Energia del Regno Unito, Kwasi Kwarteng dice che “la fine del carbone è all’orizzonte” perché sarebbero 190 le nazioni e le organizzazioni internazionali utilizzatrici di carbone come fonte di energia impegnate ad abbandonarlo, prospettando delle date. Peccato che a riprova di quante chiacchiere ci siano poi comportamenti che vanno in tutt’altra direzione, arriva anche il rapporto Global Carbon Project (GCP) che certifica come sono andate le emissioni di carbone e gas. E cioè che nel 2021 sono aumentate di più di quanto non siano diminuite nel 2020 (-5,4%) a causa della pandemia. Ed è possibile che nel 2022 con una maggiore ripresa dovremo riportare il nuovo record di emissioni globali. E non sono solo la Cina o l’India a cresce ma anche USA e UE.

  • La Lega di Giorgetti e Salvini e il semipresidenzialismo

    Il ragionamento sul semipresidenzialismo «de facto» di cui ha parlato il ministro Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa per il suo annuale libro non va preso sotto gamba. E nemmeno fatto passare come un gioco delle parti o solo una lotta di potere all’interno della Lega. Un confronto scontro tra chi come Salvini è sempre pronto ad osannare il Bolsonaro di turno e a non dare troppo margine di manovra a Fratelli d’Italia e alla Meloni e chi come Giorgetti è attento alle esigenze dell’ala moderata, pro aziende ed europeista, ora che arrivano valanghe di euro. Giorgetti e tutti quelli, anche in una parte della sinistra in Parlamento, favorevoli da decenni al presidenzialismo e che hanno provato in varie occasioni e con diversi strumenti a farlo passare, devono sapere che la nostra è una Repubblica parlamentare e quindi la nostra Costituzione non prevede nessun semipresidenzialismo de facto. Né possiamo immaginare – come detto dallo stesso Giorgetti – di spostare da Palazzo Chigi al Quirinale Mario Draghi dandogli licenza di governo de facto da Presidente della Repubblica.

  • Regno Unito e Francia: restano forti le tensioni

    Era chiaro già dal colloquio a margine del G20 come sarebbero andate le cose tra Francia e Regno Unito sulla controversia commerciale sulla pesca. La scorsa settimana i francesi hanno sequestrato una nave britannica in acque territoriali nonostante la proprietà dell’imbarcazione sostenesse la correttezza dei suoi documenti. A Roma non c’era stata nessuna dichiarazione congiunta di Emmanuel Macron e Boris Johnson che potesse ridurre le tensioni. Oggi da Londra si insiste sulla necessità che Parigi faccia un passo indietro sostenendo che le licenze di pesca continuano ad essere rilasciate a quelle navi che dimostrino di aver già pescato nelle acque di sua maestà. Parigi dal canto suo sostiene che il numero delle licenze non è quello corretto. Proseguono le minacce di ritorsioni da una parte e dall’altra. Per molti osservatori la controversia è sostanzialmente politica ed elettorale e non tanto economica. Resta il fatto che i rapporti sono anche inaciditi sul fronte del controllo dell’immigrazione illegale (Parigi non farebbe il suo lavoro e Londra non ha reso disponibili i fondi promessi) e sul famigerato accordo che sfilò la commessa di sommergibili francesi all’Australia.