Che caldo! Sembra l’inferno. Il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni

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Il caldo esplode mentre la città si prepara alla ricorrenza della festa del Carmine. La città, la Napoli del fascismo dove sono ambientate le vicende del commissario Ricciardi, segue il suo ritmo di vita fra la ricerca dell’ombra e i preparativi in onore della Madonna.
La vita va e scorre, come sempre è accaduto, e ritroviamo i personaggi che animano i romanzi di questa serie.

Il commissario Ricciardi, figlio di una nobile famiglia con beni nel Cilento, vive a Napoli con Rosa, la sua tata, unica donna ammessa nella sua vita.
Due altre donne girano intorno a Ricciardi: Livia, una sensuale vedova con tante amicizie altolocate; Enrica, dolce e semplice dirimpettaia.
Il commissario ha la facoltà di ascoltare gli ultimi pensieri dei morti e ama, pertanto, iniziare le sue indagini su una scena del crimine incontaminata. Questa capacità a percepire il dolore è anche la sua condanna, il suo sentirsi a disagio con la semplicità della vita e dell’amore.

Ad accompagnare Ricciardi è da sempre il brigadiere Maione che, di contro, vive un solido rapporto con la moglie e la famiglia. Insieme, Maione e la moglie, hanno anche superato l’immenso dolore per la morte di un figlio caduto in servizio.

Citazione uno
Sono pochi i giorni del caldo, quello vero. Ma in quei giorni l’atmosfera cambia, e la città diventa un altro posto. Ha il sapore del ghiaccio e l’odore del mare, ma può anche avere il nero colore della morte.
Il caldo, quello vero, viene dall’inferno.

Un medico vola dalla finestra del suo studio al Policlinico. Da questo punto parte il nuovo romanzo di de Giovanni.
Il medico vola e precipita; vola ripensando la propria vita, quasi facendone un bilancio, quasi assaporando qualcosa di dolce che essa gli ha donato. E così inizia In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi.

Che cosa c’è in fondo al cuore? E perché l’inferno?

Tutto sembra svolgersi come si è sempre svolto; tutto sembra andare con il ritmo di sempre. Il caldo non lascia requie e il respiro rallenta e ogni passo diventa un peso. Fa caldo all’inferno, almeno così si dice.
Che accade dunque? Tutti precipitano in qualche modo; tutti sono costretti a rivedere la propria esistenza e fare i conti con le proprie debolezze.
In questo romanzo, forse il più corale e ampio fra quelli fin qui dedicati alle vicende del commissario Ricciardi, de Giovanni ci guida lungo un crinale che separa, senza eccessiva nettezza, la paura dal coraggio; l’amore dalla gelosia; la solitudine dalla condivisione.
Si cade e cadendo si guarda in faccia la morte e le nostre debolezze.

Citazione due
Cade, il professore. E in un lampo si rende conto che non c’è tempo, anche se la caduta dura molto più di quanto si sarebbe aspettato.

Sembra, dunque, in apertura l’ennesima indagine, l’ennesimo caso da risolvere. La trama si complica, invece, perché si complica la vita dei nostri eroi, alle prese con dolori sempre più grandi.
Il tempo passa senza curarsi dei nostri impacci e Rosa, la tata di Ricciardi, finisce in ospedale, gravemente malata. In poche ore, con inattesi cedimenti emotivi, il freddo e distaccato commissario scopre la precarietà della sua esistenza senza scelte affettive.
Si è fatto cogliere impreparato dallo scorrere del tempo e dalla sua incapacità ad aprirsi all’amore e alla vita.
Maione cade, invece, nel dubbio della gelosia, nel gorgo oscuro del tradimento. Ci vorrà tempo e dolore per riportare la pace nella sua famiglia.

L’errore è dietro l’angolo e il fraintendimento poggia sull’ambiguità della parola e sulla difficoltà a comprendere le altrui motivazioni. L’inchiesta procede così tra mille difficoltà perché i “nostri eroi” sono come distratti dai loro personalissimi dolori.

Citazione tre
Tra gli alberi, a qualche metro di distanza, qualcosa in fondo a un cuore si spezzò.
E due occhi verdi, che pensavano di aver visto troppo dolore per conoscere il pianto, si riempirono di lacrime.

In fondo al cuore restano amori perduti e vendette covate, promesse non mantenute e sogni profanati, l’abilità dell’artigiano e la voglia di vivere di una giovane donna.
In fondo al cuore resta l’abisso della solitudine e la condanna a cercare un amore: l’inferno accompagna questa indagine che si chiude con le lacrime amare di un uomo che scopre l’inferno, quando comprende che nessuno ha il potere o il diritto di essere davvero solo; quando comprende che nessuno può evitare quella dolce necessità che si chiama amore.
Antonio Fresa

Maurizio de Giovanni
In fondo al tuo cuore
Inferno per il commissario Ricciardi
Einaudi, 2014
pagg. 450; € 19,50

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