Che la terra ti sia lieve. In morte di Gianni Mura

Gianni Mura
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Mentre siamo qui, a casa come prescrivono le regole, ci arriva una notizia che rende ancora più triste la giornata.
La morte di Gianni Mura, storica firma di Repubblica, grande giornalista sportivo, scrittore, esperto di vini e di cibi, giunge improvvisa per un attacco cardiaco.
Con la sua storica rubrica, “Sette giorni di cattivi pensieri“, ha commentato per anni avvenimenti sportivi e non solo.
La sua è stata sempre una scrittura mai scontata e sempre elegante, colta ma briosa, piena ma invitante, onesta ma partigiana: insomma letteratura e sport unite, com’è accaduto con alcuni veri maestri delle narrazione sportiva.
Con un garbo figlio della cultura e con una lunga storia personale e professionale alle spalle, Gianni Mura ha attraversato la storia del calcio, del ciclismo e dello sport in generale aiutandoci a capire aspetti altrimenti ignoti.
In un’occasione come questa, si possono usare soltanto le parole che Gianni Mura ha usato mille volte al venir meno di uno scrittore, un poeta, un campione: che la terra ti sia lieve, maestro.

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