Chiacchiere da VAR

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La stagione calcistica 2017-2018 è iniziata all’insegna di una grossa novità nell’ambito regolamentare destinata a rivoluzionare il gioco e ad incidere non poco sull’andamento e sull’esito finale delle partite. Parliamo ovviamente del VAR (Video Assistant Referee), ovvero della possibilità per l’arbitro di rivedere al monitor eventuali falli sfuggiti o quelli per cui è nel dubbio. Come era facile immaginare però, l’introduzione di questo “aiuto” tecnologico, a livello sperimentale nella nostra Serie A, ha già prodotto diverse polemiche dopo appena due giornate. Principali punti di controversia sembrano per il momento essere il “residuo” di discrezionalità rimasto all’arbitro e ai suoi collaboratori, per cui le situazioni di gioco più controverse non sembra vengano sempre segnalate automaticamente, e la inevitabile sospensione del gioco, a volte protrattasi per alcuni minuti.
Per cercare di capire funzionamento, potenzialità e limiti di questo strumento, ci facciamo aiutare da Lorenzo Fontani, giornalista di Sky Sport ed esperto di regolamento calcistico.

Lorenzo, innanzitutto come e quando il VAR può intervenire durante le fasi del gioco.
Il VAR può intervenire solo in caso di “match changing decision” ed in particolare:
1) gol viziati da irregolarità nella fase d’attacco immediatamente precedente
2) calci di rigore (concessi, non concessi e in taluni casi nell’esecuzione)
3) Espulsioni dirette decise o omesse
4) Scambi di persona nei provvedimenti disciplinari.
Il VAR interviene se ritiene la decisione dell’arbitro in campo chiaramente errata, altrimenti effettua soltanto un “controllo silente”. Quando viene richiamato dal VAR l’arbitro interrompe il gioco alla prima fase “neutra” utile oppure ne ritarda la ripresa se il gioco è fermo. Quindi decide se accogliere la correzione del VAR (situazioni oggettive tipo fuorigioco o dentro/fuori area, ecc…) oppure controllare personalmente (“on field review”) in caso di interpretazione soggettiva. Solo all’arbitro centrale spetta la decisione finale sull’eventuale correzione.

Da queste prime giornate sembra regnare soprattutto il caos. A cominciare dal rallentamento del tempo di gioco, con conseguente minutaggio di recupero spropositato (in Milan-Cagliari si è arrivati a 9 minuti). Molti già si lamentano più o meno palesemente; il primo è stato Buffon, al quale però hanno fatto eco diversi addetti ai lavori. Pensi che con il tempo e con un po’ più di “esercizio” e pratica si possa arrivare a una riduzione del periodo di “vacanza decisionale”?

Sicuramente con il passare del tempo le procedure verranno velocizzate, non soltanto per la maggiore esperienza dei VAR ma anche dei tecnici che li supportano nella cabina di controllo (“VOR”, Video Operation Room). Peraltro vale la pena fare tre rapide riflessioni sulle prime due giornate:
1) Le correzioni sono necessarie quando gli arbitri sbagliano: è auspicabile e immaginabile che il numero di errori (in particolare sui rigori concessi o meno) fatto registrare in campo nei primi 180 minuti del campionato sia destinato a ridursi
2) Anche se gli arbitri probabilmente non hanno recuperato proprio tutto il tempo perso a causa delle video revisioni, il tempo di recupero medio per partita nelle prime due giornate è stato superiore di un solo minuto rispetto alla media dell’intera ultima stagione. Accettabile direi.
3) Sulla media inoltre incidono la citata Milan-Cagliari, nella quale però il VAR non è mai intervenuto (sui 9’ totali di recupero i ritardi dovuti a un’attesa in cuffia di un eventuale suggerimento di revisione da parte del VAR non hanno inciso per più di uno), e soprattutto Benevento-Bologna, dove però la principale causa del lunghissimo recupero è stata un infortunio all’arbitro.

Sempre da queste prime due giornate, si è capito che, come detto in premessa, alla fine lo “spettro” di decisionalità dei direttori di gara resta sempre molto ampio. Non è che per caso, invece di diminuire, le classiche, tipiche e irrinunciabili polemiche andranno ad aumentare?
Aumenteranno sicuramente!! Nel momento stesso in cui si dice che il VAR deve servire per correggere solo “gli errori chiari” si introduce una valutazione soggettiva e discrezionale e in quanto tale opinabile. Con una aggravante: se prima agli arbitri si era disposti a concedere il beneficio di non aver visto bene un determinato episodio ora nell’approccio fazioso, polemico e complottista del tifoso medio viene meno questo “alibi”. Non sarà semplice per i sostenitori della VAR e per gli arbitri stessi replicare con la pur nobilissima argomentazione secondo la quale l’obiettivo non è quello di diminuire le polemiche ma di diminuire gli errori.

A proposito dei direttori di gara, ne abbiamo visti alcuni andare un po’ nel panico. Ad esempio Valeri in Spal-Udinese o, ancora di più, Irrati in Roma-Inter. È possibile che, con l’introduzione di questo nuovo strumento, gli arbitri perdano un po’ di sicurezza e, di conseguenza, di autorità?
Non so se e chi sia andato nel panico. Ogni arbitro ha le sue convinzioni e il suo carattere: ho sentito personalmente arbitri sostenere che con i VAR “si divertono tantissimo” e altri faticare a celare l’insofferenza per la novità e per dover sopportare qualcuno che “gli fa le pulci” davanti a un monitor. Spero di non peccare di banalità nel sostenere che alla fine cambierò poco: la sfida rimarrà quella di azzeccare il maggior numero possibile di decisioni, e la vinceranno i più bravi/sicuri a scapito dei meno bravi/insicuri, solo che la verifica l’avranno subito sul campo e non alla fine della partita dopo aver rivisto le immagini

Come dicevamo, la sospensione del gioco per lunghi tratti – che può portare anche ad un rallentamento della vis agonistica di una squadra (magari impegnata in una rimonta) – e lo spezzettamento dell’andamento della partita, sembrano aver dato il colpo di grazia finale a quanto restava di “umano” nel calcio, errori compresi. Ritieni che dopo questa sperimentazione la FIFA introdurrà definitivamente il nuovo sistema, oppure tornerà sui propri passi, considerate tutte le varie implicazioni e difficoltà che via via si riscontreranno?
È presto per dirlo, ma non credo proprio che la il presidente della FIFA Infantino dopo aver fortemente voluto il sistema dei VAR e averne accolto positivamente i primi esiti stia valutando l’opzione di una marcia indietro.
Cristiano Roccheggiani

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