Appunti sul dolore di Chimamanda Ngozi Adichie

Chimamanda Ngozi Adichie Appunti sul dolore
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Si può in solo ottantuno pagine di un libriccino minuscolo raccontare cos’è il dolore? Sembra impossibile, eppure in “Appunti sul dolore” Adichie Chiamanda Ngozi ci riesce e ci regala le sue parole di dolore.

Un giorno all’improvviso, la sua vita è devastata dalla triste notizia della morte del padre, amato immensamente. Tutto assume un colore sbiadito, un buio dentro e fuori, una mancanza di aria. Lo stordimento espone la scrittrice ad una reazione che rivedrà raccontata dalle parole della figlia che la imita, restituendole una mimica che sa di disperazione e di mancanza di controllo. Una voragine si apre nel suo cuore, è lei contro tutto e tutti. Sì, paradossalmente, del dolore si è sempre gelosi e non si vuole che niente e nessuno lo provi o lo condivida. È la voglia che le cose non vadano avanti per poter cullare l’idea che no, non sta accadendo, non è vero. E allora non si vuole rispondere alle telefonate, ai messaggi, non si gradiscono visite per non dover ammettere che invece è tutto accaduto e tutto sta accadendo.
Complice il periodo pandemico, Chimamanda Ngozi Adichie non può raggiungere il paese di origine dove vive parte della sua famiglia e questo aggiunge un senso di impedimento, di violazione della sfera intima che vuole lì tutti insieme. Ogni rituale filtrato dallo schermo di un computer sembra lontano e irraggiungibile, sembra un brutto sogno, un film dell’orrore. Eppure, è l’unico modo per vedere il padre sul letto copertina Appunti sul dolore Chimamanda Ngozi Adichie di morte e considerare che, in fondo, è sereno sembra che dorma. È la sensazione che proviamo tutti guardando una persona cara defunta, ma allo stesso tempo è un modo ridicolo per dare spazio alla necessità di trovare un conforto. Il rituale prevede messaggi di cordoglio, frasi fatte e ripetute in modo asettico e circostanziale, ma si vorrebbe solo non sentire e dire che no, non è vero che starà meglio dove si trova ora, stava bene qui dove ancora poteva elargire il suo immenso amore. Un egoismo irrazionale che nasconde l’urgenza che ognuno di noi ha di sentirsi amato, quasi fosse il motore energetico.
Comincia, poi, la ricerca delle parole per raccontare e allora la grammatica con la sua precisione ci detta tempi che sono il sigillo di tutto quello che non è e non sarà mai più. Il tempo passato restituisce in ogni racconto la verità che non si vorrebbe mai accettare. I fratelli ad un tratto diventano quasi nemici perché non si vorrebbe mai sapere che anche loro sono stati amati e il proprio caro diventa una proprietà privata: fuori tutti gli altri e che nessuno tocchi mio padre.

Chimamanda Ngozi Adichie spinge il suo dolore oltre ogni confine. Una sorta di buio dell’anima che si acuisce al risveglio del mattino quando, dopo il sonno che cancella tutto, ci costringe a elaborare che è accaduto e che il mondo continua ad andare avanti nonostante il dolore laceri il nostro cuore. “Non sappiamo come reagiremo al dolore prima del dolore” dice la scrittrice, ma è sulla nostra pelle che un giorno o l’altro lo sperimenteremo. È il tempo della conoscenza di un sentimento che lascia senza fiato, che la stordisce e la tormenta, che le fa pensare “Abbiamo avuto l’immensa fortuna di crescere felici, di essere parte di un nucleo familiare intatto e sicuro, perciò non sappiamo come affrontare lo strappo. Fino a questo momento il dolore apparteneva ad altri. È possibile che, forse inconsapevolmente, l’amore porti con sé l’arrogante illusione di non poter mai essere colpiti dalla sofferenza? […] La felicità si trasforma in una debolezza per la vulnerabilità alla quale ti consegna nel momento del dolore”.
Sì, penso sia così siamo certi che l’amore ci proteggerà sempre e che sia quasi un antidoto al dolore.
L’amore provato ci scopre più deboli di quel che pensassimo, fiaccati da un’assenza inattesa e definitiva. Quello che pensavamo ci proteggesse, in realtà, ci rende vulnerabili.

Carmen Consoli mi accompagna in sottofondo e mi ricorda che:
Se solo ci fermassimo a respirare col cuore
Daremmo un po’ di ossigeno a pensieri e parole
Se solo ci provassimo a respirare col cuore
Riaccenderemmo i sogni e i lumi della ragione
La vita è una domenica al mare
Un’alba nuova da guardare

Abbiamo bisogno di amore e del cuore per decifrarlo, ogni giorno.
C’è sempre un’alba nuova da guardare.
Nicla Pirro

Chimamanda Ngozi Adichie
Appunti sul dolore
Traduzione di Susanna Basso
Einaudi 2021
pp. 88
€ 14,00

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