Christopher Moore, Il vangelo secondo Biff

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Il vangelo secondo Biff è un libro a dir poco geniale: cosa ha fatto Gesù tra i dodici e i trent’anni? Dalle fonti ufficiali non ci è dato saperlo, così Biff, detto Levi, un suo amico d’infanzia, per volere di Dio viene richiamato in vita dall’Angelo Raziel, chiuso in una camera d’albergo a New York e costretto, con la minaccia che non verrà liberato, a scrivere gli avvenimenti della vita di Gesù che non sono presenti nei vangeli.

Christopher Moore espressamente ci comunica che fonte del suo romanzo sono stati, oltre i vangeli canonici, i vangeli apocrifi ma anche testi che fanno riferimento alla mitologia orientale, soprattutto per quanto riguarda il viaggio che Gesù e Biff intraprendono per incontrare Gaspare, o quando assistono ai riti in onore della dea Kali (qui l’autore fa espressamente riferimento al testo “Mitologia orientale- Le maschere di Dio” di J. Campbell).

Moore utilizza uno stile accattivante e ammiccante; i due protagonisti sono antitetici: Gesù sembra un bambino a volte imbranato, pieno di dubbi, insicuro riguardo alla sua doppia natura divina e umana, Biff, al contrario, è spavaldo all’inverosimile, lo sprona, lo incoraggia, crede ciecamente nella sua divinità e quando Gesù è indeciso su da farsi lui è sempre lì, pronto a consigliarlo.

Il vangelo secondo biff christopher mooreMoore, con spirito ironico, inventa, fa una commistione tra i Vangeli e i testi successivi alla morte di Gesù, in particolar modo gli Atti degli Apostoli e le Lettere di San Giovanni, San Paolo, San Giacomo e San Pietro, soprattutto per quanto riguarda la descrizione della glossolalia ( come avrebbe potuto altrimenti Biff scrivere il suo “vangelo” in una lingua che non conosceva?!).

Ma Moore riesce anche a farci commuovere: pagine toccanti sono quelle che descrivono l’amicizia tra i due ragazzi e Maddalena, una bambina del loro villaggio che partecipa ad alcune delle loro avventure e di cui entrambi si innamorano, senza che questo incrini la loro amicizia; e Maddalena dichiara il suo amore a Gesù. Sono esemplari anche le pagine che descrivono l’incontro tra Gesù e lo Yeti che ci trasmettono l’invito ad accettare e ad amare chi è diverso da noi.

Probabilmente questo libro non piacerà ad una parte dei credenti, ma ritengo che indipendentemente dalla religione professata chi lo leggerà non potrà fare a meno di amarlo perché nonostante le palesi invenzioni, le commistioni di fonti, i racconti inverosimili, dà un ritratto di Gesù forse ancora più umano di quanto lo conosciamo attraverso i vangeli; perché tante sono le angolature da cui possiamo leggerlo: romanzo di formazione, romanzo d’avventura, romanzo sull’amicizia, dipende da cosa ciascuno di noi voglia trovarvi, con quale predisposizione d’animo ci si accinga a leggerlo.
Se mi è concessa un’ultima annotazione: credo che se fosse stato scritto qualche decennio fa, De Andrè ne avrebbe preso spunto per il disco “La buona novella”, o almeno mi piacerebbe immaginarlo.
Roberta Caputo

Christoppher Moore
Il Vangelo secondo Biff, amico d’infanzia di Gesù
traduzione Chiara Bronvelli
Elliot, 2008
pag. 430

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